Linea d'ombra - anno XIV - n. 111 - gennaio 1996

.. ~ j» % i " ,, .. INTEGUUSMOEDEMOCRAZJA ,~ · . . A ""' »• , 9 AmitavGhosh LA SFIDA FONDAMENTALISTA ' RELIGIONE:OPPIO VERITA? traduzione di Anna Nadotti Di Amitav Ghosh sono stati pubblicati in italiano li cerchio della ragione (Garzanti 1986); Le linee d'ombra (Einaudi 1990) e Lo schiavo del manoscritro (Einaudi 1993) oltre al già citato Danzando in Cambogia. Sono apparsi su "Linea d'ombra" gli articoli: Un egiziano nel go(/o, (n. 57 - febbraio 1991), Rendere possibili le differenze (n. 75, ottobre 1992). La lelleratura e la viole11za.lncontrocon Amitav Chosh, a cura di Marco Reste lii (n. 77 - dicembre 1992). Avvantaggiatodalla possibilità di una valutazione a posteriori, sono sempre più sorpreso nel constatare fino a che punto, nel corso di questo secolo, la religione sia stata reinventata come antitesi di se stessa. Pressappoco nello stesso periodo in cui una corrente modernista creava una discutibile versione della religione come copertura di arretratezza e ignoranza, in quanto tale da distruggere con le armi del progresso letterario, artistico e scientifico, un'altra corrente interna allo stesso movimento creava una versione non meno immaginaria del la religione come bai uardo contro la disumanizzazione della vita contemporanea. In maggiore o minor misura, quasi tutti noi abbiamo sentito i contraccolpi di entrambe le correnti. In effetti è difficile pensare a qualunque pensatore, scrittore o artista contemporaneo, moderno, o anche non troppo moderno, che non li abbia sentiti. Karl Marx, per esempio, se da un lato scriveva la citatissima frase secondo cui la religione è l'oppio dei popoli (di per sé non così trascurabile come alcuni suoi discepoli hanno affermato), in un altro passaggio meno conosciuto descrisse la religione come il cuore di un mondo senza cuore. Sono cose risapute, naturalmente. Tutti noi conosciamo storie di personaggi della nostra epoca passati dall'una ali' altra corrente: basti per tutti l'esempio di W. H. Auden. Fatto cruciale di queste storie è un momento, spesso un lungo momento, di conversione, ed è proprio tale momento che mi sconcerta adesso-avvantaggiato da una valutazione a posteriori, come ho già detto. Mi sconcerta perché sono sempre più convinto che il "pedigree" intellettuale della maggior parte degli attuali estremismi religiosi del mondo sia riconducibile ad analoghi momenti di conversione. Lasciate che vi citi alcuni esempi: Swami Vivekananda, il pensatore di fine Ottocento oggi considerato un padre fondatore dall'estremismo hindu, era notoriamente un razionalista nella migliortradizione positivista, finché non si sottopose ad una drammatica conversione. Oppure Anagarika Dharmapala, che gettò le basi del la rinascita buddhista in Sri Lanka tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. La sua prima educazione avvenne in scuole cristiane, e si dice che avesse imparato la Bibbia a memoria ancora ragazzino. Fu convertito al buddhismo dal teosofo americano Henry Steel Olcott, giunto in Sri Lanka nel 1880. Come altri personaggi simili a lui, inizialmente Anagarika Dharmapala guidò un movimento popolare di natura sociale più che religiosa-una campagna contro I' alcoolismo. In Iran, la figura cui si attribuisce un ruolo fondamentale nella radicalizzazione della gioventù sciita non era un mullah né un ayatollah bensì un sociologo formatosi alla Sorbona, Ali Shari 'ati. Negli scritti di Shari 'ati, la religione spesso assume l'aspetto di uno strumento sociologico, un mezzo per resistere alle versioni della modernità cui aveva assistito in Francia. Allo stesso modo i progenitori intellettuali dell'estremismo rei igioso in Egitto, Hasan al-Banna e al-Sayyd Qutb, non erano stati educati in istituti religosi tradizionali. Entrambi si erano laureati al Dar al-Uluum, l'Istituto di Scienze del Cairo, un'istituzione che è stata definita "istituto di formazione di insegnanti d'avanguardia". Dapprincipio, al-Sayyd Qutb si fece un nome come letterato, scrittore di fiction e critico attivo al Cairo negli anni Trenta e Quaranta nei dibattiti sul modernismo letterario. Come Anagarika Dharmapala in Sri Lanka prima di lui, iniziò la sua carriera ali' interno della burocrazia del Ministero della Pubblica Istruzione egiziano. Nel 1948 i suoi capi del ministero lo mandarono in America, probabi Imente contando sul fatto che sarebbe stato affascinato dal sistema di vita americano. Si racconta che abbia scoperto la propria missione rei igiosa mentre stava sul ponte del piroscafo che lo portava a New York. Ho citato figure dell'induismo, del buddhismo e dell'islamismo; numerosi personaggi analoghi si potrebbero trovare nella tradizione ebraica e in quella cristiana. Che significato hanno tali momenti di conversione? Cercando di rispondere a tale domanda ci ritroviamo protesi ad afferrare di volta in volta i termini che fluttuano sull'una o sull'altra sponda della corrente modernista. Su una sponda troviamo termini o espressioni quali "atavismo", "medievalismo", "paura della precarietà" che ci vengono in mano con eccessiva facilità; sull'altra, le nostre mani si chiudono su "resistenza", "alternativa", "bisogno di comunità", "desiderio di senso". In maggiore o minor misura, i momenti di conversione cui ho fatto riferimento sono tutte queste cose insieme, ma sono anche qualcos'altro: segnano infatti il passaggio da una corrente di modernismo a un 'altra. È fin troppo facile dimenticare che queste forme reinventate di religione non costituiscono un rifiuto del mondo moderno, sono anzi un modo di avanzare pretese verso la modernità. Ciò spiega perché le avanguardie di tali ideologie non siano mai specialisti di religioni tradizionali ma piuttosto giovani laureati o studenti di ingegneria-prodotto, in altri termini, di istituzioni di orientamento laico, progressiste. É per questo che troviamo valorizzate su entrambe le sponde le stesse cose, ma inmodi diametralmente opposti. La letteratura e l'arte, per esempio, essendo considerate su una sponda come l'estremo depositario di valore, finiscono per esserecriticatesull'altra in misura esattamente uguale, sicché la loro distruzione diventa un primo articolo di fede. E dove cercare le sorgenti di questo antagonismo se non nei

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