Candia McWilliam UNA FIGLIAUNICA traduzionedi Ines Giordano Candia McWilliam è nata a Edinburgh nel 1955 e vive a Londra. È autrice di tre romanzi: A Case of Knives, A Little Stranger e Debatable Land. Il primo traghetto da una settimana era ormeggiato alla banchina, la grossa fune lo teneva legato a prua e a poppa su bitte di ferro alte quanto un bambino. Il tempo era stato così brutto che le alghe, portate dal vento, si erano sparse per tutta l'isola e i muri rivolti a levante di ogni casa ne erano sommersi fino al tetto. I bambini scavavano in questi mucchi e ne ricavavano conche azzurrine in cui sedersi, levigando le pareti finché il ghiaccio interno si scioglieva e diventava come vernice lucente. Sull'isola vivevano sette bambini e tutti frequentavano la stessa scuola. Sandy era la sola figlia unica, gli altri avevano fratelli e sorelle. Aveva otto anni edera figlia della maestraEuphemiaedi suo marito Davie, il quale, come attività principale pescava aragoste, sebbene la compagnia di navigazione lo tenesse come dipendente per essere presente all'arrivo e al la a partenza dei traghetti, tre volte la settimana, quando ilmare lo permetteva. Davie doveva ormeggiare e slegare il traghetto, controllare l'imbarco del bestiame e osservare che le operazioni delle gru sulla banchina si svolgessero correttamente. Badava anche alla consegna della posta e alla collocazione della passerella, in modo che tenesse in caso di mare mosso. Il suo lavoro gli piaceva. Lo metteva in contatto con tutti quelli che vivevano sull'isola e lui rispettava tutti. Se avesse saputo che quel l'uomo che accompagnava lamoglie a partorire sulla terraferma, e l'abbracciava mentre il traghetto si allontanava dall'isola, non era il padre del nascituro, non l'avrebbe mai detto. Diversamente da Euphemia, Davie non era nato sull'isola: lei ricordava sua nonna spennare le procellarie e salarle per l'inverno, e lei stessa era capace di distinguere l'uovo di un gabbiano buono da mangiare da uno fecondato e contenente una vita. Una volta Davie aveva bollito una covata di uova e si erano seduti a mangiarle con l'insalata e le patate rosse dell'orto; nel momento in cui le aveva raccolte il suono e lo spessore della debole membrana gli erano sembrati buoni, ma quando era arrivato al pulcino mezzo formato e cotto, col beccuccio ricurvo come la cruna di un ago da vela, si era sentito male. Ancora distoglieva lo sguardo quando una foca ferita si trascinava sugli scogli per morire. Lo spessore del grasso sottocutaneo gli dava la nausea, come quando vedeva la parte superiore delle cosce di una vecchia al di sopra delle calze. Nella morte la foca mantiene la sua espressione entusiasta; il viso umano si atteggia a un'espressione di pace neutrale, mentre la foca sembra avere fiducia perfino nella morte. Poiché era molto che non arrivavano barche, quel giorno erano tutti sul pontile. Era un evento di richiamo, anche se faceva molto freddo. Qualcosa sembrava aver calmato il mare, le sue particelle salate si erano arrese alla morsa del ghiaccio sull'acqua. Sul versante atlantico dell'isola le pozze d'acqua sulle rocce si stavano gelando, SCOZIA/ MCWILLIAM 85 i granchi si nascondevano sotto le lattughe di mare per sfuggire alla presa del ghiaccio. Quando c'era bassa marea, tra le cozze bluastre raggruppate attorno ai piloni del molo comparivano dei ghiaccioli. Il mare era stranamente calmo, come se il freddo avesse zittito il suo sciabordio o il battere sui ciottoli o contro le mura del porto. Solo le barche più pesanti erano ancora in acqua, i pescherecci e un chi attino per la pesca delle vongole che si era riempito di acqua, ed era ora ricoperto da un pesante strato di ghiaccio grigio fino a metà dei bordi. Sul molo, dove attraccavano le barche più piccole, c'era un groviglio di reti e una pila di cassette di plastica per il pesce. Gialle, arancioni, malva e blu elettrico, le reti erano finemente orlate da un bianco strato di brina. L'impressione di una desolata e gelida arlecchinata era accentuata da un palo di guanti rossi da lavoro lasciati sulle alghe, vicino a uno stivale giallo spaiato. Sandy era vicino a Euphemia, in mezzo a un gruppo di donne. La gente chiedeva alla maestra dei suoi bambini; in una comunità come quella non c'era possibilità di passare inosservati. Parlare era il passatempo; parlare e lavorare era l'abitudine. Euphernia era contenta di trovarsi tra le donne insieme a sua figlia. Quando, come ora, era arrabbiata col marito non lo diceva, altrimenti si sarebbe sparsa la voce prima dell'ora di cena. Lei voleva che lui lasciasse le barche e venisse a insegnare a scuola con lei. Non vedeva futuro nel suo lavoro alla banchina. Gli ci voleva l'intera giornata tre volte la settimana p1ima di aver sistemato ogni cosa: inventariare il carico, selezionare e mettere sulla Land Rover rossa le lettere che doveva consegnare il postino lungo l'unica strada; e farsi una bevuta con il commissario di bordo o con chiunque stesse sbarcando o fosse già al bar, sceso da un peschereccio. Era un brav'uomo, ma a cosa gli sarebbero serviti quei giorni sprecati dietro al traghetto? Al contrario, se lui fosse venuto con lei a insegnare, avrebbero visto crescere il loro lavoro giorno per giorno. Lui avrebbe potuto occuparsi ancora delle aragoste, sempre che nel mare ce ne fosse rimasta qualcuna. Con i francesi, i russi e gli altri allevatori d'acqua calda, nel mare c'erano per lo più aringhe rosse, per non parlare dei pesci d'argento. Sandy poi, avrebbe potuto stare di più con il padre se lui avesse cominciato a insegnare, e in seguito forse Euphemia, quando tutto fosse stato sistemato, si sarebbe decisa ad avere un altro bambino. La linea violetta dell'orizzonte si stagliava sopra il mare grigio e calmo. L'aria odorava di alghe, sigarette e diesel; il furgone dell'ufficio postale era in folle e gli uomini si erano radunati attorno a esso coi loro impermeabili, a fumare per riscaldarsi. I bambini dell'isola erano appoggiati alla 1inghiera alla fine del pontile e con i piedi davano calci contro il robusto filo metallico producendo un suono aspro e acuto. Sei di loro avevano i capelli rossi, con riflessi dall'arancio al castano, misto al bruno grezzo di rovo, e uno di essi aveva capelli corvini del tipo opaco che si intona con gli occhi azzurri. I bambini aspettavano per salutare, perfino quelli che non avevano nessuno a bordo: era il traghetto, l'evento più importante delle loro vite che erano venuti a salutare. In contrasto con le nuvole avvolgenti della sera, il luminoso rosso, con riflessi rubino, dei capelli lisci di Sandy, bordati da un alone di luce fredda e il candore del suo viso sembravano ad Euphemia marcati come da un sigillo reale impresso sotto un motto importante. Non era facile pensare a Sandy con un fratellino o una sorellina. Ma a Euphemia non piacevano i figli unici, specialmente qui, dove tutto li isolava dagli occhi del mondo. Era impossibile immaginare di amare Sandy di meno o di amare un altro bambino più di lei; era altrettanto difficile pensare di superare l'amore che Davie e lei nutrivano per la loro bambina accogliendo qualcun altro,
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