Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

82 SCOZIA/ KELMAN James Kelman OLDHOLBORN traduzione di Cristina Durastanti James Kelman è nato a Glasgow nel 1946. Autore di vari romanzi e raccolte di racconti. Ha vinto il Booker Prize nel 1994 con How Late lt Was, How Late. Ci dava dentro con la chitarra e con l'armonica come fosse il sessantotto. Una visione triste in quella cupa mattinata di metà dice~bre. Camminavo lungo il selciato quando vidi qualcosa propno accanto al marciapiede - carta stagnola che spuntava da sotto un mezzo mattone. E poi quella musica. Oddio. Si fermò per tirare fuori dalla tasca del gilet una busta di tabacco. È un brutto periodo dell'anno per questo mestiere; dissi, non ti pare? E questo tempo! Fa proprio schifo! Non disse niente, ma sparse il tabacco sulla carta di riso. Canti di Natale, sono i canti di Natale che dovresti offrire loro. In questo periodo dell'anno la fottutissima gente vuole solo questo: canti di Natale. Forse non hai torto, scozzese, disse. Oh Cristo, l'accento! Che soli ievo sentire una voce londinese di dove sei? ' Proprio di Londra. Bene bene bene. Ehi ehi, e questo? Annusai. Si sente che è Old Holborn da un miglio. Sì scozzese. Leccò il bordo gommato e mi passò la busta mentre tirava fuori una scatola di fiammiferi. Ne arrotolai una velocemente e poi dissi: da quanto sei qui? Da mezz'ora. Feci un cenno col capo; mi passò la scatola dei fiammiferi. Quando inalai mi prese un accesso di tosse che finì in una serie di starnuti. È sempre così. Mi soffiai il naso. Il primo tiro, dissi, è sempre uguale. E un nettare, però. Ti fa male lo stesso, dicono. Hmmm ... Ti aiuta a pensare. Lui guardava la strada. C'era una scatola di latta lì, a terra, vicino ai suoi piedi. Gli diedi un colpetto, saranno stati sì e no trenta pence. Per l'amor di Dio,in mezz'ora! Sì, va proprio male, amico ... Cominciò a pestare sui suoi strumenti e poi si lanciò in una specie di nenia funebre. Non c'era da sorprendersi che non avesse raccolto niente. Non era un cattivo chitarrista ma la canzone faceva schifo e non cantava nemmeno bene. I pedoni passavano di lungo. Sollevai la scatola di latta. Mi guardò. Non ti preoccupare amico, ti faccio io la colletta. Non rispose e seguitò a cantare. Un uomo di mezza età con l'ombrello ben avvolto si stava avvicinando. Unyaio di sce)lini per il cantante, amico, eh? Mi misi proprio davanti, tenendogli la scatola di latta sotto il mento e lui ci buttò una mo~eta_dadieci pence. Guadagno facile. Poi venne una coppia. Ehi, amico, 1I cantante, che ne dite del cantante? Eh, signora? Qual osa per il cantante? La borsetta si aprì di scatto e lei lasciò cadere delle monete di rame mentre lui contribuì con un'altra moneta da dieci p~nce. Il bastardo che li seguiva continuò a camminare ma gli diventarono rosse le orecchie quando gridai. In questo mestiere si può ~rivare al punto di yoler strangolare qualche stronzo, ma è me~lio non prendersela. E sufficiente qualche occhiataccia e poi lasciar correre.Una volta o due ho dovuto trattenermi dall'inseguire qualcuno. Mentre lui continuava a cantare. I ragazzi e le ragazze erano i più generosi; si divertivano, forse a causa dell'accento. Ma tiravano fuori i soldi e la scatola di latta ben presto risuonò nella maniera giusta. Allora lui si interruppe, la canzone non gli veniva più bene. Tirò fuori la busta del tabacco. Sai cantare, scozzese? No, io no amico. Non me ne intendo di quella roba country & western. - Conosco Dell Shannon. Folkrock, disse, aggrottando le sopracciglia. Io non canto quella robaccia country. Ah. Dell Shannon .... Annuì. Mi dimentico sempre le fottute parole. Ho tentato per anni di cantare Runaway. Scrollò le spalle, e guardò dall'altra parte della strada, un ufficio po~tale con un orologio alla finestra. Cominciò a strimpellare sulla chitarra senza concentrazione. Mi schiarii la gola e iniziai a cantare e lui smise subito di suonare. Fai schifo, mormorò. Guarda, dissi, di solito le ricordo le parole quando sento la musica. Ehi, che ne dici di Kelly? La conosci Kelly? . Si g~attò l'orecchio, guardò la strada in su e in giù per un po', pnma d1 volgere lo sguardo verso di me, ma senza guardarmi veramente. Che ne dici di Dylan, disse, devi conoscere qualcosa di Dylan. Sicuro. Bene, allora, comincia tu scozzese, ti verrò dietro .. Tirò su col naso e guardò una donna ben vestita che passava. Tirò ancora su col naso. Sei pronto? Sì, bene ... Cominciai spedito con The HardRain's GonnaFall ma mi arenai molto prima di attaccare il secondo verso; tentai di non fermarmi ripetendo l'inizio. Lui continuò a strimpellare, ma senza nemmeno preoccuparsi di suonare l'armonica. Non c'era un cazzo da fare. Era inutile. Smi_sidi. cant~e. Senti, dissi, stavamo andando bene quando raccoglievo I soldi e basta. Eh? Meglio continuare così. Tu canti e io tengo la scatola-Almeno ne tireremo fuori qualche fottuto soldo! Scosse la testa. Come no? Scrollò le spalle, e cominciò a pizzicare sulle corde. Ci sapeva fare. Allora fai solo quello. È inutile, non ne vogliono sapere. Beh, almeno provaci, cazzo. Quanto c'è nella scatola? Quasi due sterline ... Ehi! Ti va un boccone e una birra? Ho appena fatto colazione. Colazione! Sì. Ehm. Si voltò mettendosi bruscamente a suonare l'armonica e si lanciò in un altra maledetta nenia funebre. Ti dico una cosa, gli dissi, sono giorni che non mangio, giorni! Una scatola di fottute sardine! E parli di colazione! Colazione un corno. Lui annuì, di nuovo preso dalla musica. Agguantai la scatola dal marciapiede e allora si interruppe e scosse la testa. La rimisi a posto. Riprese a suonare. Che c'è? Non rispose. Ehi, che c'è, amico? Si fermò per dire: lasciala stare, scozzese.

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