78 SCOZIA/ GRAY Alisdair Gray TU traduzione di Cristina Durastanti AlasdairGray è nato a Glasgow nel 1934. Pittore e grafico, oltre che prolifico romanziere, illustra da sé le copertine dei suoi libri. Vai al matrimonio e poi al ricevimento, dove, come sempre, gli invitati della sposa e quelli dello sposo non si conoscono. Tensione. I parenti dello sposo sono inglesi, nuovi del luogo. Cercano di non ostentare la loro ricchezza ma si sentono superiori ai parenti della sposa, gli scozzesi, i nativi. Fai parte di un gruppetto di amiche della sposa consapevoli che i loro abiti migliori sono robetta accanto a quel I i del le amiche e del le sorelle dello sposo. Così scegliete un abbigliamento volutamente trasandato e sfoggiate un'uniforme di jeans stracciati ad arte e giubbetti striminziti che mostrano la vitae che non vi importa quanti soldi buttano via in vestiti quelli come loro. Gli invitati della sposa sono mortificati. Ti dispiace per loro. Gli invitati dello sposo sembrano divertirsi, forse poi neanche tanto, al diavolo tutti quanti. Quell'uomo alto e piuttosto maturo (vicino ai trenta)- il classico tipo vestito bene che sa di piacere - continua a guardarti. Non ti fissa apertamente, ma lancia occhiatine timide e tuttavia leggermente divertite che significano: Ciao, sono eccitato, non pensi che potremmo? Fa attenzione che nessuno lo noti mentre ti fa l'occhiolino e rimane accanto alla sua elegante specie inglese, solo con gli uomini però, al punto che ti chiedi (delusa) sarà gay? E (indignata) forse considera il tuo modo di vestire semplicemente comico? Chi se ne frega. Mentre ti servi al buffet te lo ritrovi accanto ."Posso passarti qualcosa?" Ti chiede. Lo ringrazi. Mangi in piedi con la schiena appoggiata al muro. Ti imita dicendo pensoso "Che strano trovarsi al matrimonio dell'amico di mio cugino proprio il giorno in cui il mio divorzio diventa effettivo". Lo guardi, sorpresa. Dice, "Sento una grande aggressività dietro le nostre allegre facciate. E tu?" Sei d'accordo. "Non credo che si tratti, come potrebbe sembrare, dell'incontro tra inglesi e scozzesi. È solo un'abitudine maledettamente britannica. Tutte le volte che due famiglie britanniche si incontrano, un gruppo si sente all'altezza della situazione e l'altro no. Ne derivano sensi di colpa e risentimento e un sacco di battute cretine. Accade perfino ai Reali. Io queste ostilità le trovo noiose. E tu?" Sei d'accordo. "Che donna di poche parole! Penso che saluterò i capi della mia e della tua gente e me neandròall' Albany a godermi una delle cose che il vostro paese sa fare meglio: un Macallan Glenlivet Malt. Sei mai stata ali' Albany?" Non ci sei mai stata. "È carino. Non mi ci sono mai fermato a dormire, ma vi ho sempre trovato un bar tranquillo e confortevole. Mi piacerebbe offrirti un drink perché (a essere onesti), questo matrimonio in aggiunta al mio divorzio mi fa sentire solo e tu sembri una persona che sa conversare. E prometto di non dire una sola parola sulla mia ex-moglie e i suoi misfatti. Preferirei parlare di qualcosa d'altro e di più piacevole. Mi piacerebbe parlare di te, se sopporterai che un disgustoso Sassenach 1 ti tormenti con le sue domande. Per favore non dire niente perché sto per andarmene. Tra quindici minuti sarò al parcheggio, seduto pieno di speranza in unaReliantScimitarcolor pulce. È una macchina ridicola di un colore ridicolo, ma forse mi si addice. Non posso dirti come l'ho avuta." Gli chiedi se ali' Albany fanno entrare le ragazze vestite come te. "Non essere così noiosamente britannica. Sicuramente mi stai prendendo in giro." Se ne va. L'ha già fatto altre volte. Stai attenta. L' Albany ha dei saloni al piano superiore riservati ai residenti e ai loro ospiti. Lui non è né l'uno né l'altro, ma il cameriere lo serve senza far domande. Certo le persone con quella voce e quei vestiti possono andare dovunque. Però non cerca di farti ubriacare. "Preferisci un drink dolce o secco?" Lo preferisci dolce. "Bene. Ti ordinerò un cocktail molto speciale, sono sicuro che ti piacerà se lo sorseggerai lentamente come faccio io con il mio Macallan. Poi prendiamo un caffè e ti riaccompagno a casa. Vivi con i tuoi?" Vivi in un monolocale. "Lo dividi con qualcuno?" Vivi da sola. "Bene. Non è una buona idea dividere l'appartamento. Ha distrutto più di un'amicizia. Dimmi dei tuoi. Non avendo più famiglia, ora mi piace sapere delle famiglie degli altri." , Gli racconti di papà, di mamma, dei parenti. Dice pensoso," E bello sapere che ci sono ancora delle oasi di affetto nel mondo." Gli chiedi di sua madre e di suo padre. "Aha! Un argomento delicato! Non li vedo quasi mai, neppure a Natale. Mio padre è una completa nullità. Ha fatto un colpo grosso ed è andato subito in pensione. Mia madre è puramente di sostegno. Adesso vivono a Minorca. Non sono mai stati molto intimi." Aggrotti le ciglia, perplessa. Le sue parole ti fanno venire in mente persone senza corpo che si separano o si sorreggono dopo un massacro mortale. Sospiri. Silenzio. Ecco i drinks. Sorseggi. Ti piace. Glielo dici. "Ero sicuro che ti sarebbe piaciuto. Posso chiederti che cosa fai?" Glielo dici. "Com'è la ditta? E il capo?" Glielo dici. "Quanto ti pagano - se non è una domanda troppo indiscreta?" Glielo dici. "Che tirchi! Come fai a vivere con uno stipendio così basso? Forse potremmo fare qualcosa. Guadagneresti molto di più se venissi a Londra. Lo so perché lavoro per la System Analysis che si occupa anche di ditte come la tua." Non farti fregare da quello. Gli dici che a Londra è tutto più caro, soprattutto i monolocali. "Verissimo,ecco perché anche gli stipendi sono più alti. Ma non dovunque. Se decidi di venire a Londra contattami prima. Ora ti riaccompagno a casa." Non cerca di toccarti mentre andate alla macchina, né quando salite, e rimane al suo posto quando arrivate. Non ti chiede se può entrare, resta seduto con le mani sul volante e sorride di sguincio. Pensi di dirgli buonanotte e grazie invece lo inviti a entrare.
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