LO SPEffRO AFFABILE DELLA SCOZIA DALMARGINEDELL'EUROPA lA NUOVALETTERATURA SCOZZESE A curadi PaolaSplendore Non è un caso se al centro della rinascita letteraria della Scozia dagli ultimi venti anni si trovano temi forti quali l'identità, la lingua, l'emarginazione: una identità instabile e precaria, in stretta intimità con quella di un paese travagliato e "subalterno" anche se con una grande tradizione culturale alle spalle. Analogamente a quanto accade in Irlanda, anche se con minore visibilità, poeti, romanzieri e drammaturghi esprimono oggi, in maniera sempre più chiara, l'esigenza di "parlare" con una voce autenticamente scozzese, capace di dare il senso di una diversità spesso ignorata o marginalizzata rispetto all'egemonia culturale inglese. È un gruppo di scrittori di Glasgow a dare l'avvio a tale rinascita riprendendo il filone di realismo urbano emerso negli anni del secondo dopoguerra, e arricchendolo di una consapevolezza linguistica e metanarrativa di taglio postmoderno. L'inizio di questa nuova stagione può farsi risalire alla pubblicazione nel 1981 di Lanark di Alasdair Gray, sintesi vertiginosa di realismo e fantastico, oggi considerato un piccolo classico. La città di Glasgow, amata e vilipesa, è nell'opera di Gray una presenza costante, analoga in molti modi a quella di Dublino nell'opera di Joyce con le sue strade, le case popolari, i pub, e soprattutto la tipica parlata dialettale. Glasgow è lo scenario consueto anche di molti romanzi e racconti di James Kelman, dedicati per lo più alla rappresentazione dell'alienazione e del degrado urbano. Ma se la scrittura esuberante di Gray è caratterizzata da una grande varietà di registri narrativi e stili tipografici (per farsene un'idea basta leggerne l'unica traduzione italiana, Poveracci!, Marcos y Marcos 1991), James Kelman scrive in maniera realistica; i suoi personaggi - disoccupati, vecchi, proletari, casalinghe- parlano un gergo limitato e volgare. Protagonisti dei romanzi di Kelman sono sempre personaggi ordinari, gente comune come il conducente di autobus di Busconductor Hines, l'insegnante di A Disaffection, il disoccupato appena uscito di prigione che vive del sussidio di How Late it Was, How Late, l'opera che gli ha valso l'assegnazione del Booker Prize nel 1994. Lontana dal sensazionalismo, la scrittura di Kelman si snoda intorno a una assenza di intreccio, sottolineando piuttosto il non evento quasi annullandosi nel monologo interiore dei personaggi. La stessa riproduzione del linguaggio dialettale risulta non tanto una scelta autorale, quanto una necessità interna, in perfetta sintonia con l'identità dei personaggi. Per questi motivi Kelman è da molti considerato l'erede di Beckett e di Pinter. Niente di più distante dunque dal paesaggio di miti e leggende così congeniali ali' immaginario scozzese della tradizione. Eppure questo bagaglio ritorna come eco o capovolgimento ironico non solo in AlasdairGray, che ama sempre accentuare la "scozzesità" della sua opera, ma anche in autrici come Muriel Spark e Emma Tennant, che in Scozia sono cresciute, ma da cui si sono poi allontanate. Notissimi i romanzi di Muriel Spark, pubblicata in Italia da Adelphi, meno nota invece Emma Tennant che ama rielaborare, da una prospettiva femminista, classici scozzesi, come ha fatto con Il dottor Jeckyll e Mr Hyde di R.L.Stevenson in Lo strano caso della signora Jeckyll e della Signora Hyde, (Tartaruga 1995) e con Confessioni di un peccatore eletto di James Hogg (recentemente proposto da Boringhieri) che è alla base del suo romanzo The Bad Sister. È attraverso un'ottica di genere che la generazione più giovane di scrittrici scozzesi filtra l'esperienza dell'esclusione e della marginalizzazione: sono molte le voci nuove e ciascuna con una propria originale proposta tematica e formale, da Agnes Owens legata agli ambienti proletari, alla più sperimentale Janice Galloway, a A.L.Kennedy, e a Candia McWilliam, di cui pubblichiamo un racconto. Grande ricchezza di voci anche nella nuova poesia, che forse più del romanzo appare collegata all'eredità del passato, specialmente alla personalità di Hugh MacDiarrnid e ai ritmi dello Scots e del gaelico. La breve rassegna pubblicata in questo numero comprende testi di autori contemporanei già affermati, tratti dall'antologia con tasto a fronte curata da Carla Sassi e da Marco Fazzini, Poeti della Scozia contemporanea, pubblicata da Supernova (Venezia I 992) che ce ne ha gentilmente concesso la riproduzione.
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