Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

confronto con altre tradizioni e stili letterari. Lo ha dimostrato anche la presenza significativa del ministro della Cultura, del presidente dell'Associazione degli scrittori e del direttore della televisione nazionale. In secondo luogo, il fatto che la dimensione intemazj.qnale (dal 7 al 9 settembre, hanno partecipato autori ed. editori provenienti da ventidue paesi) non abbia cancellato il radicamento regionale dell'iniziativa. Ecco, allora, la cerimonia conclusiva nella suggestiva grotta da cui il "Vilenica" trae il nome; l'intervento dei sindaci e degli amministratori locali; le sedute itineranti nelle più svariate realtà territoriali: dalla località turistica di Lipica al villaggio di Divaca, dal castello di Stanley al borgo di Lokev. Infine, la qualità del clima che si respira al "Vilenica": in un quadro di impeccabile ospitalità ed efficienza organizzativa, viene a crearsi un ambiente propizio per conoscersi meglio, progettare iniziative comuni, raccogliere nuove idee, stringere utili contatti. "Nel corso delle discussioni è serpeggiato spesso il tema del mercato, croce e delizia di ogni paese uscito dall'economia socialista. Enfasi eccessiva, nella situazione slovena. Per una nazione di appena due milioni di abitanti, la cui lingua è parlata soltanto entro i confini nazionali, appare assai più cruciale la questione delle sovvenzioni statali ali' editoria e alla vita culturale. Le stesse autorità percepiscono come problema essenziale quello della sopravvivenza delle peculiari forme espressive di un paese stretto tra frontiere anguste ed esposto a ogni sorta di predominio da parte di mercati culturali più ampi e aggressivi. (Eccellente, per "stare" sul mercato letterario, l'iniziativa del Trubar Fund di finanziare al cinquanta per cento la traduzione di opere slovene). Quanto ali' atroce guerra in Bosnia, la tragePOPOLARE NETWORK: ABBIAMO VOLUTO LA BICI! 93,7 Piren7.c, Conlroradio 95,4 Brescia, Radio 8re5cin Popolare 96,3 Bologna, Rndio Città del Capo 96,05 C..onegliano, Trevi/io, Rndio &.te 81 97 ,7 Roma, Radio Cilt<JFutura :~:} Milano, Rnd;o Popolme 102,9 Genova, Radio Ge1101xi Popolare 104 Verona, Radio PopolmT.'!\lenmn 104,6 Mantova 106,3 Yare/ie 107,6 Milano, Pavia, Alesi;andria, Novara, Vercelli 107 ,7 Brescia, Bergamo 107 ,8 Como, Cremona, Lecco 107,9 Bergamo ... e a furia di pedalare Ira tante verit;1 scomode, siamo diventali il primo Network di informazione indipendente. Tame radio, una diversa dall'al1rn, che si collegano ogni giorno in un Network nazionale. T:1111inolizi:iri 1r:1s111essidalle 6,30 a mezzanolle che raggiungono ormai due terzi ciel paese. Ci s1ia1110allargando. l'iù siamo e più velocemen1e faremo chiarezza Po dia non poteva non pesare sulla coscienza e sulla sensibilità di ciascuno dei partecipanti. C'era piena consapevolezza della posta in gioco per il futuro della cultura europea: è infatti vitale che non venga sconfitta la possibilità di quella società "laica", multietnica e pluriculturale, di cui Sarajevo è il simbolo. Del resto, la Slovenia ha vissuto sulla propria pelle, nel1'estate del 1991, la violenzadell' aggressione e confina con una nazione attualmente impegnata nel conflitto bosniaco. Basta, poi, scendere dall'altipiano carsico sul mare di Trieste per ritrovarsi, dopo mezzora d'automobile, nelle retrovie della manovra bellica. Ondeggiano sugli slanciati pennoni di piazza dell'Unità d'Italia due enormi vessilli: quello gigliato di Trieste e il tricolore italiano. Di fronte stanno ormeggiate le navi da guerra che hanno issato il gran pavese: sono le fregate - tedesche e olandesi, italiane e spagnole-della flotta d'intervento rapido della Nato. Volteggiano in cielo gli elicotteri armati, mentre le bande militari suonano davanti ai marinai schierati in alta uniforme. Sulla tribuna, dalla quale parlerà il commodoro, si affollano le autorità e gli ufficiali. Eleganza, suoni, colori:· sembra di assistere alla cerimonia di una delle "belle guerre" d'un tempo. È il congedo di una delle missioni nel!' Adriatico al largo della Bosnia. Fa uno strano effetto guardare la scena dalla terrazza del Museo Revoltella. Da un lato vedo i cannoni della flotta alla rada nel golfo, dall'altro osservo sulla bianca parete i dodici metri dell 'Holy Roman Empire through Checkpoint Charlie, il pannello dipinto l'anno passato da James Rosenquist per ricordarci le drammatiche dissonanze della cadua del Muro di Berlino. Fra quadro e realtà il confine risulta impalpabile. Leggi? la Rivisteria Librinovità • riviste • video Ogni mese tutte le novità di libri, riviste, video e tutto ciò che si dice sui libri. Richiedeteci una copia saggio: nomee cognome ___________ _ indirizzo e numero __________ _ città __________ CAP __ _ professione _____________ _ La Rivisteria - Via verona , 9 - 20135 Milano teL 02/58301054 - fax 02/58320473

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