58 Amicimaestrie amori DELL'ABIEZIONE JACQUESRIVETTE SU KAPÒ traduzionedi SerenaDaniele Il menoche si possadire è che è difficile,allorchési decidadi fare unfilmsuun talesoggetto(icampidi concentramento),nonporsicerte questionipreliminari:matuttoaccadecomese,perincoerenza,stupidità o vigliacche1ia,Pontecorvoabbia risolutamenteevitatodi porsele. Per esempio, quella del realismo: per molte ragioni, facili da comprendere,il realismoassoluto,o ciò che ne fa le veci al cinema,è impossibiJequi; ogni tentativoin questa direzioneè necessariamente incompiuto ("dunque immorale"), ogni prova di ricostruzioneo di truccatura, ridicola e grottesca, ogni approccio tradizionale dello "spettacolo"faemergerevoyeu1ismoe pornografia. li registasitrattiene dal nauseare, perché ciò che osa presentare come la "realtà" sia fisicamentesoppo1tabiledallospettatore,il qualedi conseguenzanon può che concludere,forse inconsciamente,che, certo,era penoso,che selvaggiquesti Tedeschi, ma tutto sommato non intollerabile, e che essendoneavveduti,con un po' d'astuzia o di pazienza,dovevaessere possibiletrarsenefu01i.Allostessotempociascunosiabituasubdolamente ali'on·ore,questo1ientrapocoa poconelleabitudini,e faràprestopaite delpaesaggiomentaledell'uomomoderno;chipotrà,laprossimavolta, stupirsio indignai·sidiciòcheavràsmessoineffettidiessere scioccante? È qui che si comprendeche laforzadi Nottee nebbia venivameno daidocumentichedalmontaggio,dallascienzacon laqualei fattibruti, reali, ahimé!, erai10offerti allo sguai·do, in un movimento che è ole La scuola non è un}azienda. Costruire lJuguaglianza} liberare le dzf/erenze. MENSILEDI IDEEPERL'EDUCAZIONE ABBONAMENTOANNUALE{9 ~UMERI)L. 45.000 CCP. 26441105 INTESTATOA SCHOLEFUTUROVIA O.ASSAROTTI, 15 TORINO TEL. / FAX 011.545567 COPIESAGGIO SU RICHIESTA DISTRIBUZIONEIN LIBRERIA:PDE giustamentequellodellacoscienzalucida,equasiimpersonale,chenon può accettai·edi comprenderee di ammettere il fenomeno.Altrovesi sonopotutivederedocumentipiùatrocidiquelliriportatidaResnais;ma a cosa non si abitua l'uomo? Ora nonci si abituaa Notte e nebbia; ciò che iIcineastagiudicaè ciò che mostra,ed è giudicatodal modo incui lomostra. Altra cosa: si è citata molto, a sinistra e a destra, e più spesso abbastanzascioccamente,unafrasediMoullet: lamorale è questionedi carrellate (o laversionediGodai·d: lecarrellate è questionedimorale); si è volutovedervi l'apice del fo1malismo,per quanto se ne potrebbe piuttostocriticai·el'eccesso"terrorista",per riprenderela te1minologia paulhaniana. Guai·date, tuttavia, in Kapò, l'inquadratura in cui EmmanuelleRiva si suicida,gettandosisulJarecinzioneelettri:ficata; l'uomo che decida,a questo punto,di fare una carrelJatain avanti per 1iprendereilcadaveredal bassoversol'alto,premurandosid'inscrivere esattai11entela mano alzata in un angolo dell'inquadratura finale, quest'uomo nonhadi1ittocheal piùprofondodisprezzo.Ci martellano daqualchemeseconifalsiproblemidellafo1maedelfondo,delrealismo e del fiabesco,dellasceneggiaturae della"messa in scena",dell'attore liberoo dominatoe di altrescempiaggini;diciai110che è probabileche tutti i soggettinascanoliberie ugualineldi1itto;ciò che contaè il tono, o l'accento,lasfumatura,comunquelasi vogliachiainare- valea dire iJpuntodivistadiunapersona,l'autore,malenecessaiio,e I' atteggiai11ento che questa persona assume in rapporto a ciò che filma, e quindi in rapportoal mondoe allecose:quelloche si puòesp1imereattraversola sceltadelJesituazioni, lacostruzionedel'intreccio,idialoghi,larecitazione degliatto1i,o lapurae semplicetecnica"indifferentementema inegual misura".Ci sonocoseche nondevonoessereaffrontateche nel timore e nel brivido; la morte è una di quelJe, senza dubbio; e come, nel momentodifilmai·eunacosacosìmisteriosa,nonsentirsiun impostore? Andrebbemeglio in tutti i casi porsi la questionee includerequesta domanda,inqualchemodo, inciòche sifilma:maè propriodeldubbio che Pontecorvoe i suoi similisonopiù sprovvisti. Fareunfilmè dunquemost:rai·edete1minatecosee, allostessotempo e attraversola stessaoperazione,mostrarleda una ce1taangolazione; questidue atti sono rigorosainenteinscindibili.Così come non ci può essereassolutonellaregia,poichénonc'è regianell'assoluto,allostesso modo il cinema non saii mai un "linguaggio":i rappo1tidel segnoal significatononhannocorsoalcunoqui,e nonpo1tanoche a eresietanto tristiquantola piccola Zazie. Ogni approcciodel fattocinematografico chetentidi sostituirel'addizioneallasintesi,l'analisiall'unità,cirimanda subito a una reto1icad'immagini che non ha a che vedere con la cinematografiapiùdi quantoil design indust1ialeabbiaa chevederecon lapittura:perchéquestareto1icarestacosìcai·aaquellichesidefiniscono da soli "c1iticidi sinistra"?Forse perché sono p1imadi tutto degli iniducibiLiprofesso1i:masenoiabbiamosempredetestato,peresempio, Pudovkin,DeSica,Wyler,Lizzanie gliantichicombattentidell'Idhecè perché il 1isultatologico di quel fonnaJismosi chiama Pontecorvo. Checchéne dicano i giornalisti,la st01iadel cinemanon si rivoluziona tutte le settimane. La meccanica di un Losey, la sperimentazione newyorkesenon licommuovonopiù di quantoleondatedi scioperinon turbinolapacedelleprofondità.Perché?C'è chegli uninonsi pongono cheproblemifonnali,echeglialttili1isolvonoall'o1iginenelnonporsene alcuno.Machediconopiuttostoquellichefannoveramentelasto1iaeche purechiamiai110"uominid'a1te"?Resnaisammetteràche se il tal film della settimana interessa in lui lo spettatore, è tuttavia davanti ad Antonionicheproveràlasensazionedi nonesserecheundilettante;così Truffautpai·lerebbesenzadubbiodiRenoir,Godarddi Rossellini,Oemy di Visconti;ecomeCézanne,contt·otuttiigiornalistie icronisti,fu poco a poco impostodai pitto1i,così i cineastiimpongonoallast01iaMumau o Mizoguchi... Tratto da "Cahiers du Cinéma", n. 120, giugno 1961
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