Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

Gene Gnocchi Il signor Leprotti è sensibile Vita ipotetica, avventure mancate e assassini falliti di un clown triste della metropoli. I coralli, pp. 106, L. 18000 Einaudi di sonno. Degli uomini che non saranno mai tanto nudi che quando si dedicano ai piccoli lavori della manutenzione del corpo.L'erotismo maldestro dei forzuti e lo sguardo materno del travestito sul suo duro duomo. In Notte sulla città Melville non idealizza più, non sublima più, non moraleggia più. Come tutti i grandi cineasti, finisce per accontentarsi di filmare ciò - ovvero quelli - che ama. tratto da: Devant la recrudescence e/es vols de sacs à main. Aléas 1991 QUESTO È CINEMA SergeDaney traduzione di Giulia Carluccio Recentemente, parlando diDrole d' endroit pour une rencontre, una persona le cui opinioni contano molto diceva due cose. La prima: è molto buono; la seconda: è cinema. Ma quest'ultima affermazione non era più espressa con quell'ammirazione vendicatrice che si concedeva una volta agli spettacoli capaci di suscitare euforia ("questo almeno è cinema"), bensì come una semplice constatazione. pare che oggi si sappia con maggiore chiarezza a che cosa somiglia "un film di cinema". Non a un telefilm né a un exploit audiovisivo, ma, sempre di più, a uno "strano posto per un incontro". Witness di Peter Weir è, dunque, un film di cinema. Un bel film, peraltro, come sognato da un australiano negli Stati Uniti, con uno strano posto e un numero sufficiente di esseri umani perché si incontrino. Dopo Witness tutti conoscono il posto: questo paese amish che vive in un altro secolo (il XIX), secondo le proprie credenze (religiose, rigide, egalitarie, pacifiste) vicino a Filadelfia e, ciononostante, lontano dal mondo industriale (non ci sono automobili, né telefono, né televisione). Gli Amish del film di Weir sembrano uscire da un Ford in costume o, a causa della loro lingua nordica, da un Dreyerelegiaco. Eppure siamo nel 1984. Rachele Samuel, madre e figlio, lasciano il villaggio Amish per andare, così credono, a Baltimora. Questo significa non tener conto della sceneggiatura, che trasforma il bambino nel testimone (Witness) di un assassinio e l'ispettore incaricato del!' inchiesta (Harrison Ford) in un partner obbligato per tutto il resto del film. Il fatto è che l'inchiesta vacilla, e il film con essa. Dopo avere scoperto che i criminali altri non erano che poliziotti corrotti, "usciti dalla retta via" (tra cui il proprio superiore nella gerarchia), l'ispettore ferito si rifugia in un posto in cui nessuno lo troverà: nel paese amish. Qui è (per un po') al sicuro, perché questo (strano) posto è fuori dal tempo. Segue una lunga parentesi - il film - tra cui egli incontra la comunità amish, le opere e i giorni e, beninteso, Rachel (la bella Kelly McGillis). Un film parte in una direzione, si biforca, cambia idea, fa una deviazione e ritorna- "pieno di senno e di esperienza" - al suo punto di partenza. Questa libertà di aprire parentesi, riconosciuta allo scrittore, manca ai cineasti a tal punto che siamo grati a Peter Weir per averla, sia pure modestamente, ritrovata. Tutti i percorsi di un film conducono, in ogni caso, alla parole "fine", ma alla

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