Jean-PierreLéaude FrançoisTruffautsul setdi Ledue inglesi. FotoRaymond DepardonMagnum/ Contrasto. Amicimaestrie amori VIAGGIO ALTERMINE DELNEOREALISMO , ANDREBAZINSU LENOTTIDICABIRIA 35 Non so, nel momento in cui scrivo questo articolo, quale sarà l'accoglienza riservata all'ultimo film di Fellini. Gliela auguro in mjsuradel mjoentusiasmo,ma nonmi nascondoche può trovaredue categoriedi spettatorireticenti. La prima potrebbeessere nella parte popolaredel pubblico, quelli che verranno semplicementedisorientati da questa storia, per il suo miscuglio di insolito e di apparente ingenuità quasi melodrammatica.La prostituta dal gran cuore non sembrerebbe loro accettabile che condita di série noire. L'altra potrebbe appartenere alla élite felliniana un po' suo malgrado. Costrettaad ammirare La strada e ancor più Il bidone, a causa della sua austeritàe del suo aspetto di film maledetto,mi aspetto che essa rimproverialle Notti di Cabiria di essere un film troppo ben fatto in cuiquasipiùnienteè lasciatoalcaso,unfilmscaltroe abile.Lasciamo da paite laprimaobiezioneche trae lesueconseguenzesolodal punto di vista degli incassi. La seconda merita di essere respinta più da vicino. È vero che non è la sorpresa minore provata con Le notti di Cabiria quella che Fellini, per la prima volta, ha saputo cucire una sceneggiaturacon mano da maestro, un'azione senza pecche, senza ripetizionie senza lacune, incui nonpotrebbeoperaregli oscuri tagli e le rettifiche di montaggio a cui furono sottoposti. La strada e Il bidone. Certo, Lo sceicco bianco e anche / vitelloni non erano costruitimale, ma soprattuttonellamisura in cui la tematica specificamentefellinianavi siesprimevaancoranelquadrodi sceneggiature relativamente tradizionali. Con La strada queste ultime stampelle vengono gettate via, la sto1ianon viene più determinatache dai temi e dai personaggi,essa non ha più nientea che vederecon quello che si dice un intrigo,se pure la parola "azione" gli è ancora applicabile! Lo stesso vale per Il bidone. Non che Fellini sia voluto tornare agli alibi drammatici dei suoi primi film, al contrario. Le notti di Cabiria si situa al di làdel Bidone, ma le contraddizioni fra quella che definirei la tematica verticale dell'autore e le esigenze "orizzontali" del racconto sono, stavolta, pe1fettamenterisolte. È all'interno del sistema felliniano, e in esso soltanto,che sonostatetrovate lesoluzioni.Maquestonon impedisce checi si possasbagliaree prenderequestabriIIanteperfezioneperuna facilità, se non addirittura per un tradimento.Non sosterrò del resto che, su un punto almeno, Fellini non abbia barato con se stesso: non gioca forse sulla sorpresa col personaggiodi François Périer, la cui scelta mi pare peraltro un errore?Ora, è evidente che ogni effetto di "suspense", o solo ogni effetto «drammatico», è essenzialmente eterogeneo al sistema felliniano in cui il tempo non può servire da supporto astratto e dinamico, da scheletro a priori alla struttura del racconto. Nella Strada, come nel Bidone, il tempo esiste solo come cornice amorfa degli avvenimenti che modificano, senza necessità esterna, il destino dei protagonisti. Gli avvenimenti non "succedono", essi accadono,o sorgono,cioè sempresecondounagravitazione verticale e non per obbedire alle leggi di una causalità orizzontale. Quanto ai personaggi,esistonoe cambiano solo in riferimentoa una puradurata interiore,chenonqualificheròneppurecomebergsoniana nella misura in cui quella dei "Dati immediati della coscienza" rimane impregnata di psicologismo. Sono d'accordo nell'evitare i termini vaghi del vocabolario spiritualista. Non diciamo che la
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