Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

34 Amicimaestrie amori SULLETRACCEDI ELVIRA MARIOMARTONESUL IBRO ROVINE CON VISTA DIGIULIANABRUNO Ho appena letto questo bellissimo librodi GiulianaBruno su un aereo che mi ha portato in America, proprio mentre l'aut1ice è approdata a Napoli per la presentazione della versione italiana.Mi dispiacenonesserepresente,maquestemigrazioninonsonoestranee allo spirito del libro. Rovine con vista può essere letto infatti come racconto di un viaggio: un viaggio nel tempo e nel fragile spazio di un cinema quasi completamente perduto, ma anche un viaggio nell'interioritàdi chi loha scritto.Sindall'inizio simanifestanel libro la spintapersonaleche muove l'autrice a completarequesto viaggio, e insieme si impone la necessità di una distanza dai "luoghi" che verrannonarrati.GiulianaBruno ha scritto il suo saggioin ingleseoggi lo leggiamonellapartecipeversionedi MariaNadotti-e loha scritto inAmerica, là dove ElviraNotari mandò i suoi film(stando a quanto si sa) senza mai recarvisi personalmente.Sin dall'inizio ci si mette quindi in movimento e si seguono due piste: una, rigorosa e preziosissima, è la accurata ricostruzione analitica del cinema di 7" jr, Bibbia ebraica a cura di Rav Dario Disegni Agiografi Per la prima volta in libreria la Bibbia in ebraico con traduzione italiana a fronte Editrice La Giuntina - Via Ricasoli 26, Firenze Elvira Notari a partire dalle tracce che ne sono rimaste (i film superstiti,i fotogrammi,le fotodi scena, ledescrizioniletterariedella Notari, le recensioni, ecc.). L'altra, appena dissimulata da un filtro critico "alto" ma non impervio, è la tensione personale della donna che ha scritto il libro (un po' secondo la lezione di Roland Barthes, spesso citato dall'autrice, che coinvolge se stessa nei suoi saggi più affascinanti e sentiti). Giuliana Bruno, come sappiamo, ha lasciato Napoli da tanti anni, e inquesto libro si batte appassionatamenteper una reviviscenza,cerca inun certo sensodi ridarevita a un fantasma. Risorge ElviraNotari, infatti,ma non solo come "autore" cinematografico complesso, sia artistico che produttivo (da questo punto di vistail librosi impone inun panoramadi ricostruzioniper fortunagià avviato da diversi anni, e a questo proposito mi piace ricordare l'impegno di Mario Franco). Soprattutto risorge una donna dall'interiorità libera e tumultuosa, una figura incline alla ribellione sotto l'apparente facciata imprenditorialee familiare, una persona che ci turbae ci fugge.Perquestiaspetti Rovine con vista mi sembrasipossa accostarea un librorecenteche homoltoamato, Mistero napoletano di ErmannoRea, incui viene ricostruitalafiguradi FrancescaSpada, anomala intellettuale comunista morta suicida nel 1961. Anche in quel libro ciò che mi aveva colpito era la consistenza d,i due spinte: un rigore analitico legatoalle tracce, ai documenti, ai pochi resti che l'onda del tempo non porta con sé e che si possono interrogarecome fossili in riva al mare; e dall'altro lato un investimento"personale", affettivo,amorosoquasi, che riducecol desiderioe con l'esposizione di sé da parte dell'autore quelle tracce e quei documenti che da soli resterebbero aridi e muti. Il titolo originale del saggio di Giuliana Brunoè Streetwalkingon a RuinedMap, e veree propriemappesono questi libri che appartengonoal desiderio inquietodi alcuni napoletani di generazionidiversedi ridare liberamenteforma all'immagine della nostra città. Un desiderio da osservare con discrezione e rispetto, fuori da schemi e formule di comodo, ma che sicuramente si sta manifestandonegli ultimi anni come la lenta composizione di un mosaico. Elvira Notari è una figura mitica per il cinema napoletano (intendoquello fatto dai napoletaniche stanno a Napoli).Ho sentito parlarealmenodi tre o quattro progettidi film intornoalla sua figura. GiulianaBruno analizza tutte le ragioni che sono alla base di questo mito: l'orgoglio regionalisticocontro l'omologazione nazionale, la capacità produttiva indipendente, il rapporto fortissimo con i luoghi resi dellacittà (come si offende,donnaElvira, quandoMatildeSerao che la snobbava cede i diritti di un suo romanzo a una produzione romanache ricostruisceil Vesuvio sulla spiaggiadi Civitavecchia!). Ancora: l'attenzione delle condizioni sociali dei più umili, la spinta melodrammatica verso il confine della sceneggiata, le tradizioni collettive e familiari come archetipi mitologici. Ma tutto questo resterebbe ancora un pur eccellente "studio" se non ci fosse poi il soffiodi un confronto femminile spudorato, quasi una danza erotica cheGiulianaBruno ingaggiacol fantasmache haevocato.Attraverso una mappa in cui i "vuoti" lasciati dal cinema vengono riempiti da riferimenti pittorici, letterari, palcoscenici, Giuliana Bruno insegue Elvira Notari invitandola a svelarsi, a denudarsi, a offrire ancora le sue visioni pe1turbanti a uno sguardo che nel suo caso il destino volevacieco, inquanto impossibilitatoa guardaredei filmche nonci sono più. A questo destinoGiulianaBruno si ribella.Valga per tutte la ricostruzioneesemplaredel film 'E scugnizze compiutaa partireda tre foto di scena: la tensione analitica che sale allo spasimo sfocia nella sensazionee nell'emozione di poter "vedere", o meglio"toccare" ilfilm. Parlandoda regista,è come se adessoesistesseun testoche potrebbe addirittura invitarmi alla trasposizione cinematografica, cioè a un impossibile remake, di un filmche di fatto nessunopuò più vedere. Oltre che per il suo impegno critico, è di questa tensione creativa e vitale che sono grato a Giuliana.

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