condividevano un odio profondo per Florenz Ziegfeld, per il quale avevano entrambi sgobbato come comici. Oltre alle semplici omissioni, si può rimproverare a Taylor di abbandonarsi a una difesa di Hollywood e della gente degli studios, che si attirarono l'ira e il sarcasmo dell'attore sia in città sia sullo schermo. Benché il genio di Fields abbia fruttato parecchio a chi lo impiegava, Taylor prende posizione a favore dei rappresentanti degli studios, i quali giudicavano l'attore impossibile, dato che gliene aveva fatte vedere di tutti i colori. Ciò non vuol dire che Taylor non provi simpatia per Fields, ma la sua simpatia e sensibilità verso le sofferenze e le sventure del comico, in particolar modo durante i suoi ultimi dieci anni di vita, appaiono a volte superficiali e paternalistiche. Gent Flower-un amico di Fields a cui Taylor ha dedicato il libro e che ha probabilmente suggerito l'idea di modellare la biografia sul "vaudeville" - aveva trattato con più delicatezzaJohn Barrymore, nella biografia dedicatagli; forse perché, per un osservatore superficiale, Barrymore rappresentava un soggetto più serio. Le vite di Barrymore e di Fields presentano similitudini apparentemente fortuite; tuttavia, nel loro accumularsi, possono rivelarsi tanto sintomatiche e inevitabili quanto gli incidenti che accadono il 4 luglio, in occasione della festa nazionale degli Stati Uniti. Paragonando Fields a Charlie Chaplin, Taylor sostiene che 27 di fronte a un perito contabile che prima o poi scoprirà la malversazione di cui si è reso complice, Fields lo condurrà in un bar e gli offrirà un bicchiere, chiedendo al barista se per caso non avesse visto di recente il suo amico Mickey Finn. Queste due strategie comiche sono riconoscibili e molto diffuse. Davanti a una minaccia si può reagire lasciandosi schiacciare o destreggiandosi, fuggendo o sproloquiando, discutendo o bluffando, facendo boccacce o sbraitando. Tale differenza di comportamento si giustifica con motivazioni di carattere personale. Chaplin incarnava a meraviglia il suo personagg_io di brav'uomo, mentre Fields, con la sua tendenza alla pinguedine, possedeva una mise e un fisico imponenti - somigliava in modo netto quanto sconcertante a Edgar Hoover e . Henry James. Tuttavia, questa differenza può essere rivelatrice di un tratto essenziale. Chaplin è sempre pronto ad adattarsi a qualsiasi situazione opprimente, impressionante o ingiusta, e spesso, per salvare le apparenze. Fields, al contrario, si rifiuta apertamente di farlo, sostenendo che, per quanto sia impossibile imbrogliare un uomo onesto, tali uomini sono così rari a questo mondo che bisogna essere abbastanza scaltri, se non di più, da non lasciarsi schiacciare. Sono talmente poche le persone oneste, che la maggior parte degli altri risultano essere semplicemente più o meno disonesti. Dato che è difficile diventare banchiere, non Fields riesce a ribaltare qualunque situazione sfavorevole grazie a un intero arsenale di trucchetti astuti, di riformulazioni allarmanti e mistificatrici, un fariseismo e un cinismo raffinati che non bisogna esitare a imbrogliare il prossimo e a farsi truffatore di un'altra specie, per poi trionfare sulla rispettabile e glaciale disonestà dei banchieri. Le differenze comportamentali dei due comici si accentuano ancora di più nei riguardi delle donne e dell'alcool. Timido e poco sicuro di sé, Chaplin teme sempre di ricevere le sgarberie del sesso debole. Ma lui adora le donne. L'alcool è per lui un beverone sconcertante e traditore al tempo stesso, stimolante ed eccitante, ma causa spesso pagliacciate barcollanti e postumi deleteri. Al contrario, l'alcool costituisce per Fields una necessità assoluta, quotidiana, senza la quale un uomo non riuscirebbe a funzionare. Fields conosce solo un modo per sopraffare i postumi di una bevuta: scolarsi una o quattro risparmiano nessuno, neppure se stesso come attore Fields vincerebbe a occhi chiusi. Non interessa affatto sapere chi fosse il migliore, ma lo studio della comicità propria a ognuno dei due, con le sue origini, le molle, le evoluzioni eccetera, potrebbe essere materia di una ricerca appassionante, per quanto poco minuziosa. Benché innocente e ingenuo, oppresso e abbattuto, patetico e squattrinato, Chaplin sa dar prova di vitalità quando deve scappare dagli sbirri o dai tiranni, ed è capace di trarre il meglio dalle situazioni peggiori. Fields, invece, è un imbroglione patentato che ha persino orrore dei bambini, è un buon parlatore, per non dire spaccone ("ridondante" era un dei suoi termini preferiti), nella migliore tradizione di uno dei personaggi chiave dell'humour americano: I' armeggione che sa gabbare il prossimo. Là dove Charlot sparisce veloce dietro la curva per schivare un lampione che cade o per indurre il questurino a darsi una manganellata, Fields riesce a ribaltare qualunque situazione sfavorevole grazie a un intero arsenale di trucchetti astuti, di riformulazioni allarmanti e mistificatrici, insomma, un fariseismo e un cinismo raffinati che non risparmiano nessuno, neppure se stesso - lontano un miglio dalla malinconia, dal pathos e dai sotterfugi charlottiani di fronte alla stessa società e allo stesso ambiente. Chaplin compie sforzi disperati e destinati al fallimento per comportarsi con un certo stile, anche quando gli cade addosso il soffitto o mentre è rincorso dai poliziotti. Al contrario, "bombe a scoppio ritardato", vera e propria panacea per un'esistenza che gli lascia, anch'essa, dei postumi pennanenti. Parallelamente, Fields considera anche le donne come bombe a scoppio ritardato, da avvicinare a volte con cautela, ma mai con timidezza né venerazione (a meno che non sia simulata). E se capita che Chaplin debba passare di soppiatto davanti alla padrona di casa, Fields non ha nulla da invidiargli, dato che è la sua donna o la sua matrigna che di norma deve evitare. (Tranne che in My Little Chickadee, dove si trova ad affrontare Mae West...) Ci sarebbero ancora molti aspetti da commentare su questi due attori e sulla commedia in generale. Se l'opera di Taylor non rende giustizia al suo soggetto, egli propone comunque diversi approcci interessanti. Perché la commedia rappresenta un soggetto appassionante. Lo prova la vera ragione, se non la decisiva, per cui Truman vinse su Dewey nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Difatti, nel 1948, durante la sua campagna elettorale attraverso il paese, Truman si dedicò a un'imitazione sconcertante, ma non di Franklin Delano Roosevelt, bensì di Will Rogers, uno dei primi americani ad aver mai compreso la Russia. Tratto da Selected Essays, Donald A. Dike & David P. Zuckereds., University of Chicago Press, 1970. .
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