Marlene Dietrich. Foto EveArnold/ Magnum/ Contrasto. 23 Amicimaestrie amori CUORE,ST~LLEP,IETRE ADRIANOAPRASUROBERTROOSSELLINI Katherin.e: Oh Alex, non voglio perderti. Alex: Katherine, Katherine, che cos'è che non va? Perché ci torturiamo così? K.: Quando mi dice delle cose che mi feriscono cerco di fare altrettanto con te, ma non posso farlo, perché ti amo. A.: Forse siamo troppo orgogliosi ... K.: Dimmi che mi ami! A.: Se te lo dico, giuri di non approfittarne? K.: Sì, ma dimmelo, voglio sentirtelo dire! A.: Te lo dico: ti amo! (Finale di viaggio in Italia di Roberto Rossellini). Chi è l'uomo che parla all'altro capo del telefono di Una voce umana? Rossellini? Un regista che dirige un'attrice (una voce, colta in presa diretta), un uomo che lascia la sua donna? È, in ogni caso, un uomo - 'assente' - che disegna "cuori e stelle" e che, forse, sta già pensando di abbandonare i cuori per le stelle: Anna Magnani (una voce e un corpo mediterranei) per Ingrid Bergman (una voce e un corpo nordici). Cuore di Anna Magnani contro stelle di Ingrid Bergman: Una voce umana contro Stromboli terra di Dio. Passaggio dall'universo (umano) del fuoco e del sangue all'universo (divino) dell'aria e delle stelle. Movimento dal basso verso l'alto che nega la terra,·Ja linea orizzontale, e che aspira al cerchio. Movimento ancora teso, lacerante, non conciliato: segno ancora di un conflitto, di una pace cercata e non trovata definitivamente: ricerca disarmonica dell'assoluto. Nostalgia, parallela, per l'universo dell'acqua: ritorno al ventre materno, al grande thalassa, al fiume che scorre e non si arresta mai: movimento verso il cerchio, dilazionato di film in film e finalmente non negato negli Atti degli Apostoli, dove esso compare in forma piena, assieme alla umanissima voce della terza donna, donna totale, donna che (per ora) conclude !"orientamento' di Rossellini iniziato tra i conflitti occidentali di Roma città aperta. I film che separano questi due poi i appaiono adesso come prove, esperienze, purificazioni successive e necessarie: l'universo conciliato degli Atti passa attraverso quello straziato dei molti film che Vanina Vanina, il film certo più rischioso di Rossellini, riassume. Quel dròle de chemin pour arriver jusqu'aux Atti, viene voglia di dire. Che itinerario sotterraneo, celato persino a chi credeva di conoscere e amare Rossellini, quello che l'ultima stazione di una via crucis umana e cinematografica rivela; e che ne fa nel contempo emergere le tracce nei film precedenti, come una cartina al tornasole: approssimazioni successive, ma in sé pienamente compiute, all'esperienza totale: circolare, sferica (amnio, terra, universo ...). Cerchi ali' interno del Cerchio, i vari film. E l'ultimo risulterà sempre il più compiuto, perché la dinamica rosselliniana è proiettiva. Gli Atti devono il loro splendore anche al fatto di venire dopo i viaggi che hanno portato Rossellini nella storia che nega l'assoluto e nell'assoluto che nega la storia: terzo momento di una dialettica, momento sintetico (pronto però, come vedremo, ad essere a sua volta
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