Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

22 Amicimaestrie amori LARIVOLUZIONEIN UNA RISATA WALTERBENJAMINSUCHARLICEHAPLIN Il Circo è la prima opera di età maturadell'arte cinematografica. Dopo il suo ultimofilmCharlieè diventatopiù vecchio.E così appare nel film. E la cosa più commovente di questo nuovo film è come Chaplindominiqui tutta la sferadellesuepossibilitàdi azione,deciso a condurre in po1tola sua causa con esse e soltantocon esse. Le sue trovate più grandiose ricompaiono ovunque nelle più splendide varianti.L'inseguimentoè spostatoin un labirinto,l'inattesa comparsa è tale da sbalordireun mago, la mascheradel disinteressefa di lui una maiionetta in un baraccone... Gli insegnamenti che traspaiono da questa grande opera hanno indottoPhilippeSoupaulta unprimo tentativodi evocarel'immagine di Chaplin come apparizione storica. L'ottima rivista parigina "Europe", di cui parleremo prossimamentein modo più dettagliato, nel fascicolo di novembre ha pubblicatoun saggio dove lo scrittore sviluppa una serie di pensieri intorno ai quali un giorno si potrà cristallizzareun'immagine definitivadel grande aitista. Per prima cosa vi si osserva con grande energia come il rappo1to di Chaplin con il cinematografo in fondo non sia affatto quello dell'attore (e meno che mai del divo). Dal punto di vista di Soupault si potrebbe addirittura dire: considerato nella sua totalità Chaplin è altrettantopoco attore che l'attore WilliamShakespeai·e.Soupault lo dicee lodice legittimamente:"L'incontestabilesuperioritàdei filmdi 3/95 Bertolt Brecht in prima pubblicazione mondiale: L'amante nella tenda ( Quattro storie erotiche dagli scritti postumi) Chaplin... deriva dal fatto che in essi domina una poesia in cui ciascuno si imbatte nella vita, anche se non sempre lo sa". Naturalmentequesto non significache Chaplin sia il "poeta" dei manoscritti dei suoifilm.Èappuntoilpoetadei suoifilm,e cioèè regista.Soupault ha visto che Chaplin è stato il primo (i russi lo hanno seguito) a impostare il film sul tema, sulla vai·iazione,insommasulla composizione e che tutto ciò è diametralmente contrapposto al concetto tradi;ionale della tensionedella vicenda. È per questo stessomotivo che Soupaultha riconosciutoil verticedellaproduzionedi Chaplin in A Woman of Paris in un modo così deciso come finora non aveva ancorafatto nessuno.In quel filmdove come è noto lo stessoChaplin noncompareaffatto,e che inGermaniahacircolatoso~toil folle ti~ol~ Le notti di una belladonna (i cineclubdovrebberoproiettarloogruset mesi; è un atto di fondazionedell'arte cinematografica). Quandoapprendiamoche perquest'opera di 3000 metrisonostati girati 125.000 metti di pellicola, possiamo avere un'idea del lavoro enorme e minuziosoche è racchiuso nei capolavori di Chaplin. Ma possiamo anche farci un'idea dei capitali di cui quest'uor~o ha bisogno, non menodi unNanseno di un Amundsen,per orgamz~are i suoi viaggi di scoperta verso i poli dell'arte cinematografica. Dobbiamo condividere i timori di Soupault, preoccupato che le pe1icoloseesigenzefinanziariedella secondamogliedi Chaplinu?it~ allalottaconcorrenzialeche i trusts americaniconduconocontrodr lur paralizzinolaproduzionedell'aitista. Si dice cheChaplinstiaprogettandounfilmsuNapoleoneeunosuCiisto.Nondobbiamotemereche tali progetti siano giganteschi paraventi dietro cui il grande artista nasconde la sua stanchezza? È utilee oppo1tunoche nel momentoin cui l'età si disegna per la prima volta nei tratti di Chaplin Soupault 1icordi la gio~ine_zz~e I' 01iginegeograficadella sua arte.Naturalmentequesto temtono e I~ grande città, Londra. "Nei suoi infiniti andirivieni per le strade di Londra, con le loro casette rosse e nere, Chaplin ha imparato a osservare.Egli stessoraccontache l'idea di mettereal mondol'uomo con la bombetta, i baffetti e la canna di bambù che cammina a brevi passipoggiandosui tacchiglivenneper laprimav~ltaquandoosservò il piccoloimpiegatodello Strand. Inquestoatteggiamentoe abbrghamento Chaplin vide la mentalità dell'uomo che si dà una certa importanza.Ma anchegli altri tipi che locircondanonei film prnve?- oono da Londra: la ragazza giovane, timida, attraente, il mass1cc10 ~oticoneche è sempre sul punto di picchiare i pugni e di darsela a gambese vedeche nonsi hapauradi lui, il g_entle1:1an presunt_uos~ohe si riconosce dal cilindro". Da questa test1momanzaautobrograf1ca Soupaultprende lo spuntoper un pai·allelofra ChaplineDickens,che si può rileggeree sviluppare. Con la sua arte Chaplin conferma la vecchia idea che solo un mondo espressivo dai contorni sociali, nazionali e territoriali ben_ definiti trova unagrande risonanza,continuae tuttaviaestremamente differenziata, da un popolo all'altro. In Russia la gente piangeva vedendo il pellegrino (The Pilgrim), in Germania interessal'aspetto teorico delle sue commedie, in Inghilte1Tasi ama il suo um01ismo. Non sorprende che queste differenze sorprendano e affascinino lo stessoChaplin.Nullapermettedi riconoscerecosì inequivocabilmente I' eno1meimp01tanzache ilcinemaè destinatoadaverecome il fatto che nessunoha avuto o potrebbeavere l'idea di un'istanza supenore a quella del pubblico. Nei suoi film Chaplin si è rivolto allo stato d'animo insieme più internazionalee più rivoluzionariodelle masse, al riso. "È vero, dice Soupault, Chaplin fa soltanto ridere. Ma prescindendodal fatto che si tratta della cosa più difficile che ci sia, è anche quella più importante in senso sociale" Da: Walter Benjamin, Ombre Corte. Scritti 1928-29 (a cura di G. Agamben)_ Einaudi, Torino 1993. Trad. di Gianni Carchi a. Edizione originale: Ruckbhck auj Chaplin (III, 157-59). Pubblicato nella "Literarische Welt" dell'8 febbraio.I 929.

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