Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

18 Checos'è il cinema? FARECINEMA SatyajitRay Tra le domandeche negli ultimidieci anni mi sono stateposte nel corsodi interviste,due sonolepiùricon-enti. La prima è "Comee perché è anivatoalcinema?".Chisacheho iniziatolamiacarneracomegrafico pubblicitariosi stupiscedel saltodal disegnareconfezioniper saponette allacreazionedi una storiadi celluloide,la transizione è ritenutatroppo bruscae arbitraria.Sonoquasisempre1iuscito,nellemie risposte,a non svelare il mistero, limitandomiad annuirecon un sorrisoenigmatico, alludendoforse ad una segretametamo1fosi,ad una so1tadi tensione occulta,adunpiùaltolivellodicreatività.Personalmente,sonoconvinto checomepassaggioda uncampodicreativitàall'altro,ilmiononsiastato poi così drastico. Dopotutto, sia il cinema che la pubblicitàtrattano prodottidiconsumoe inentrambisiassisteallosforzo, da partedell'artista coscienzioso,di esp1imersinterminiestetici;mentrelosponsor,sempre presentesullosfondoe pocointeressatoai risultatiartistici,si preoccupa solodeiprofitti.Qualcuno,nonricordopiùchi,hadefinitoilcinemacome laformapiùaltadi ruteconsumistica.E dopodieciannidi esperienzain questocrunpo,non ho alcunmotivodi contraddirequestadefinizione. Ero coscientedi questo aspetto quando decisi di lasciare il mio tranquillolavorod'ufficioper passru·ealleripresedi un fùm ambientato nella giungla bengalese?Me lo sono domandatospesso,cercandodi scop1irela mollache mi ha spintoad una tale rischiosaavventura.Una cosa era certa: non avevo nessunaintenzionedi fru·eun filmesoterico. Sapevoche avrei fattoqualcosadi non convenzionale,ma non ho mai associato troppo la novità con il 1ischio.Semmai ero convinto del contrario.Sapevoanchedi partirecon una buona"materiaprima".Una bellastoriamoltoconosciutae apprezzata.Ma a quel tempo l'industria cinematograficain Bengala era ancorataalle esigenze convenzionali della cosiddetta "sicurezza" ed era impensabile che un film fosse realizzatoda qualcunoche non avessepassatoalmenosei anni in studi cinematograficicon un qualcheincruico. universale,la lottadell'uomo contro il destino, i moti appassionatidi un'animatormentata. La musicaclassicaoccidentale è passataattraverso unprocessodi umanizzazionecon l'invenzionedellasonata,con il tema p1incipalemaschilee que!Josecondruiofemminileche, intrecciandosi, progrediscono,attraversouna se1iedi drammatichevariazionitonali versoilmomentoculminante.Ma il raga rimanesempreun raga: motiv~ e tonalitàsonopredeteffninatie invruiabili.Il raga è costmitocome un tempio,conunasolidabasedi alap [preludiononmisuratochedefinisce lacru11tte1isticamusicaledel raga] checulminainunaspiraledi fio1itura sulleottavepiù altedellascala.Con un po' di fantasiasi potrebbeforse concepireunsoggettocinematograficostrutturatocomeiI raga, mapenso che una similefo1manon possatrovareuna vastaapplicazione.In ogni caso,lamaggiorpartedellestoriechecostituisconolabasedeinostrifilm può essere raccontatasolo nello stile che ha trovatouna applicazion~ universale:lostilediHollywood.I nost:Jiregistimancano,soprattutto,di sensode!Jafo1mae di unmodellodi scansionerim1icadeltempo. È quasi unaconseguenzadellamancanzadi buonisceneggiatori,poiché,nelsuo aspettopiùgenerale,il ritmodi un filmè giàcontenutonellasceneggiatura.Tuttii ritocchidimodo,tempo,tonosonoapportatidaivruielementi cheenl:!1100ingiocoalmomentodell'esecuzione.Ancheseeroconvinto diesserearmatodiunincredibilebagagliodi conoscenzeteoriche,laregia all'iniziomi è sembrataun'impresadurissima.Il primogiornodi riprese di Patherpanchali ricordouna scena in cui il ragazzoApu cercava la sorellainuncrunpodove l'erbaeramoltoalta.Nellaprimainquadratura il ragazzodovevasolo fare alcunipassi,fe1marsi,guru·darea desl:!1le a sinisl:!1l,e iiprenderea crunminare.Non sapevoallorache è moltopiù difficileraggiungerelaperfezioneinunascenacosìche, peresempio,in una scenadi cavalleiiaallacruica. Perquest'ultimaservonosolodeicavalierichecarichino.AHollywood una tale inquadratura,o persinoun'interascenadi battaglia,sarebbe normalmenteassegnataalcosiddettoregistade!Jasecondaunità,di solito ungiovanevigorosopocointellettuale,forse,madotatodimoltaresistenza.WillirunWylerse nestavaa studiru·elescenedi internia Hollywood, mentreilregistadellasecondaunitàgiravalacorsadellebighe da qualche partein Italia.Ma se si deve affrontru·ela scenadi un ragazzoche cerca la sorellain un crunpodi erba alta,bisognaconsiderarequel particolare statod'animo che po1taa crunminarein un ce1tomodo, a fe1marsie a girare la testa in un certomodo.Bisognaanchecalcolru·esattamenteil tempodiognimovimentoediognigesto.Etuttodiventanaturalmentepiù Di solito,lecredenzialiper un registache si accingea girare il suo primofilmsonoquelledi esserestatoa lungoprimoaiuto regista,o di averfattol'operatore,o almenolo sceneggiatore.Io non avevo fattonessunadi questecose. Dallamia pruteavevo annie annidiespe1ienzacomespettatoredi film,dapprimacome cinefilo,poicomeun se1iostudentedi cinemache leggevatutto Il cinema è laforma più alta di arte consumistica? Dopo dieci anni di film sulletecnichee che prendevaappuntiindecifrabilinelbuiodella I non ho motivo per contraddire questa sala. Questi appunti erano sui diversi metodidi montaggiodi affermazione. registi soprattutto americani - come Ford, Capra, Huston, WylereWilder.L'ammirazioneperi miglio1iprodottidiHollywoodera bilru1ciatadallosconfortocausatodaimetodipococinematograficiprop1i dellaproduzionenazionaleindiana.Erapropriolosconfo1tochealimentava il mio entusiasmo.Non potevocredereche un dilettantecon delle buoneidee,avendonela possibilità,potessefru·epeggiodi unprofessionistachenonadottavaimetodigiusti.Pernonsembrru·etroppocriticonei confrontidelcinemabengalideglianniCinquanta,vo1Tei1icordareanche gliaspettipositivi- buonarecitazione,fotografiacreativa,quie làscene ben giratee ben montatee, quasi sempre,dei dialoghicredibili.Ma il 1isultato,nel suo insieme,nonmi ha mai soddisfattototalmente. Ildifettoprincipaleeradi tipofo1male,eaquesto1iguardohounamia teo1iapersonale.I registiindiani,di solito,trascuravanola componente musicaledellastrutturadel film.Questofattosicurrunentesi spiegacon lamancanzadi unatradizionedrrunmatico-nan-ativanellamusicaindiana. Una sinfonia di Beethoven si presta ad esp1imerela fratellanza complicato,se si ha a che fare con qualcunoche non ha mai vistouna cinepresa,né sentitopru·lru·edi manifestarele prop1ieemozioni.Questa p1imaripresamidiedeunabellalezioneedebbeunafunzione1ivelatrice. Mi fece conoscere l'aspetto più stimolantedella regia, vale a dire l'esplorazionede!Javeiitàdelèompo1tamentoumanoe larivelazionedi quella veiità t:J·arnitegli attori. L'espe1ienzaci insegna che anche la minimavariazionede!Jostatoemotivoinfluenzail mododi parlru·e il comportamentodi unapersonae prop1ioquestomodo e compo1tamento costituisconol'animade!J'espressivitàdelcinema.Mi piacepensru·eche l'aver scelto per il mio piimo film una storia che ponesse l'accento suIl'elementoumanosiastataun'abilemossada prutemia.Questascelta si dimostròsaggiadal puntodi vistadel boxoffice,ma soprattutto,dati i mezzia nosl:!1ldisposizione,nonavremmopotutopermetterciundispiego di tecnicheraffinate.

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