Linea d'ombra - anno XIII - n. 110 - dicembre 1995

~ LADIVERSITA TTIVA GoffredoFofi ConMarioCuminettiè scomparsounaltropezzodi quellaMilano ombrosa e fattiva, che non credeva alla pubblicità del progresso e sapevaancoraguardaredrittonegliocchi ilmalesseree ildisagiodalla citt~ ~tessa pr~dotto, e cercarvi rimedio a partire da un impegno md1v1duale d1gruppo. Ponte tra la culturacattolicae la culturalaica - tra quel che non era l'ipocrita perbenismo sazio di sé che è così spesso della cultura catto)jcae quel che non era caccia alle mode e ipocritasbandi_era~entoideologicoche è così spesso, quasi sempre, della cultura dt sinistra- la minuscola libreria di via Tadino aveva sostituito la grande e centrale di Corso VittorioEmanuele. La vecchia Corsia dei Servi vi aveva fatto le sue prove - con Peppino Ricca, con Lucia Pigni Maccia e naturalmente con padre Turoldo, con un gruppo di cui oggi ci rimane, vigile e sereno ma vieppiù appartato, nella sua Valtellina, padre Camillo De Piaz. Era stata un centro vero di incontro,una presenza attiva e motrice,ma il tempo aveva logoratoanch'essa, o meglio, l'aveva logorata la burocrazia e il conformismo delle "alte sfere", specula1ie paralleli alla burocrazia e al conformismo che, nella comune ansia di ricchezza prestigioconsenso, trascinavaverso un niente ricco solo di denari la sinistra milanese.Ma alla lunga è stato forte, ovviamente, il mondo cattolico, per tradizionee per so)jditàsecolari. Con Mario si parlava poco del passato, e moltodel "che fare", e si preferivapon-el'accento sul poco di possibilee controllabileche, ANDREOTTI Ma1111paelre il "processdoelsecolo" AIDS & PROSTITUZIONE Milanoe,sternonoue: vitadi 1111 ' 111ditiàstrada 1111 q11artietreoppfoamoso DROGHNEATURALI Ilfungo,il Cl/Cll/S ealtreconsuetudini MAFIA & CINEMA U11filmfa110 eunochenonsifarà Ogni mese in edicola a L.3500 Ahhonamento,mnuo L 35.000 C.C.P. 1551 OI rntest,1to,I "GruppoAhcle Pe11ou1.c. ,ViaGiolttt1 21. 1012, To11no dallapartedellalibreriae dellarivistasipotevapropon-e,ciascunoper sé o insieme, a secondadei casi. Ci si era conosciuti in occasione di una celebrazione al Goethe lnstitut di Heinrich Boli, poco dopo la morte del grande scrittore che loro Corsia e noi Linea così tanto am~vamo,e si continuòcon convegnie manifestazionisuCapitini,la We1l,Bonhoeffer,MarcoLombardo-Radice,eccetera. La libreriadi via Tadino diventò ben presto anche un nostro luogo, un nostro riferimento,unnostropuntod'incontro e di confronto.Erauna libreria all'antica, una )jbreriadi amici e non di "clienti", e servivaanche ad altro, a una diramazionedi esperienze e di riflessioni.Mario ne era l'accorto e disponibilementoreo mediatore,ricettivocon noi nell'accogliere le indicazioniche potevamodargli (la diffusionedi un certo libro,di unacerta iniziativa)e suggeritorea sua voltacon noidi nomi, cose, proposte. Tuttoquestononera poco, nellaMilanodegli anniOttanta,brutta nonsolosulversantecraxiano.Il "codismo"delleiniziativedi sinistra neiconfrontidei luoghicomunidel tempo(cheso?di RadioPopolare'. del "Manifesto", dei luoghi del teatro e del cinema, della genia dei televisivie giornalisti,delDarioFo-pensiero,delSalvatores-pensiero e di cento altre scuole di stessa improntatutte condizionatedal mito suicida del "successo") andrebbe ricostruito, andrebbe denunciato. Ma la storiaha fregatoanche loroedè ormaiinutilerecriminareanche se sarebbe ingiustodimenticare.Non appena le cose cominciaronoa cambiare, ebbi a proporre un pubblico incontro in cui la cultura di sinistraanalizzassese stessae si autocriticasse(nonc'era soloCraxi aMilano)e nei gentilidinieghigli unici a dichiararsidisponibili,val~ la pena di ricordarlo,furonoCuminetti,Tadini,Mereghetti,Pivetta... M~io aveva avviato iniziative concrete (a San Vittore, per esempio)chesonostatetra lepochecosedecentiche laMilano"colta" abbia avviato in un decennio di imbecille corruzione collettiva. E certamente,delle sue attività,molte io ne ho ignoratee ne ignoro,che atte.nevanoa un "giro" più suo, più direttamentecattolico, in campo sociale come in campo religioso. Dopo aver scritto tanti anni fa il prezioso Il dissensocattolico in Italia (Rizzoli, 1983),una guida che ~i fu ut!l~a orientarci in un universo che nel trionfo degli scontri 1deolog1c1avevamo trascurato, si era dedicato a un nuovo libroconsuntivo, a una nuova "guida" per coloro che dentro e fuori la chiesa, credenti e laici, o credenti diversamente, o non credenti, volesserocapirmeglioi cedimentio i pregi, il conformismoo i valori di quel mondocattolicocheè statodetto"di sinistra"(e noi continuiamoa usarequestaparola, sapendobenecosa intendiamocon essa noi che partiamo dalle pratiche per dimostrarla e mantenerla viva). Uscirà,questolibro,dalSaggiatore,con il titolo Seminarenuoviocchi nella terra.Modernitàe religione, e saràanchequesto un testamento diMario,cui tenevachegiungessea buonadestinazioneper seminare ancora un po' di speranza tra le persone di "buona volontà" non sopraffattadalle loro paure e dalle loro viltà. Forse c'è bisogno oggi di modelli più forti di quelli che hanno rappresentatoper noi persone come Mario, così attente al ben fare ~elleesperienzee al lororappo1todirettocon le idee, iprincipi,lefedi? E probabile,nel crescenteconformismo,e in particolareincittà come Milanopiùmalmessedi altre, incancrenitenellalorosaziamediocrità e nell'opportunismodei loro intellettuali.È però probabileche ci sia altrettantoo più bisogno di appartarsi ancora di più in una diversità attivae precisa,ovviamentevisibile,mache sappiadifendersimeglio da quell'opportunismo, da quella mediocrità. Con Milano io credo di aver chiuso definitivamente,disgustato dall'antropologica pusillanimitàe ipocrisia dei suoi abitanti e dalla massificataignobiltàdei suoi intellettuali;mami augurochegli amici di Maiio sappiano in qualche modo resistere ai tempi che verranno, ce1tamentepiù difficili di quelli che sono stati. L'esempio di Mario, e dei pochi come lui, va tenuto vivo anche per questo, perché possa esserci una continuità, perché non venga sopraffatto anche questo soffio di buona tradizione,di buona pratica, di buon esempio.

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