bellezza e la libertà. Ciò dimostra come i veri grandi della storia siano i più umili e vivano controcorrente in una società perbenista e falsa come quella odierna, in cui rampantismo e autocelebrazione stanno all'ordine del giorno, soprattutto in arte e letteratura. Fabio Rodr{guez Amaya WillSelf Cordiali saluti da un mondo insano Feltrinelli, pp. 224, Lire 28.000 Misto maschio Feltrinelli, pp. 200, Lire 22.000 Will Self è scrittore alla cui intelligenza è difficile sottrarsi. È la sua un'intelligenza invasiva, fangosa, detritica. I suoi racconti lavorano sul reale come scarafaggi in una dispensa: non lasciano nulla intatto. Il riso che strappano è per lo più di testa; è un riso cattivo. Lo dimostrano le storie di Cordiali saluti da un mondo insano che è la sua opera d'esordio e le due "novelle" di Misto maschio. Ma la sequenza di "saggi narrativi" sul disordine e sull'assurdo proseguono nelle due opere non pubblicate in Italia: il romanzo My idea of fun (La mia idea del comico) e la nuova raccolta di racconti Grey area (Zona grigia). Sono tutte storie, quelle di Self, che prendono spunto da una deformazione, da un "guasto": le mestruazioni che non arrivano, una vagina che si apre nel cavo popliteo, una rubrica telefonica dei defunti, in un crescendo che talora - a dire il vero - non manca di perdersi nel mero gusto dell'invenzione grottesca ma non lascia mai la presa sull 'intelligenza. Paradossalmente Self è uno scrittore tardo-illuminista: vuole sezionare, catalogare, strappare il nucleo del male al suo buio. Gioca contro questa determinazione un impatto con la scrittura che sembra ricacciare il concetto in un altro buio; e quando ali' operazione (il passaggio da buio a buio) sfugge una qualche improvvisa illuminazione di sguincio, l'effetto è formidabile. La sua ossessione è la piccola borghesia inglese: una low middle class incerta su identità, destini e residui di passioni. Il materiale linguistico esaspera la percezione "fuor di misura" di un universo che non tiene.L'effetto comico grottesco è legato al movimento centrifugo del linguaggio: il lessico, innanzi tutto, fatto di prestiti e neologismi tutti radicati in una mediocrità linguistica che mescola indifferentemente mass-media, scienza, cultura pop, e, soprattutto, tutte le sfumature della mentalità piccolo-borghese. Lo "sporco" è, per molti aspetti la "filosofia" di Self. Nessuno come lui, mi pare, sa "dire" l'inquieta percezione di un corpo (e di un corpo sociale ) che non risponde più alle "ragioni" dell'esistenza, che sembra andare per conto proprio verso mete inevitabilmente lugubri, fra interni ed esterni degradati, in un mondo di rovine, rottami, rifiuti. La "zona grigia" (e più in generale il grigio ) è il confine fra evento e non-evento, fra l'essere e il non-esser-più. In quel luogo, in quel colore, Selfsitua il suo mondo di "alterati". E, quantunque sospeso in una mora del tempo, quel luogo pare l'unico luogo possibile. La "sua" idea del comico poggia anche su questo dato di fatto: che non ci sia via di scampo. E come l'unica classe sociale che riesce a distinguere è quello sterminato esercito di "uguali" minacciati di incombenti metamorfosi che popolano la metropoli inglese, così l'unico paesaggio su cui sa posare lo sguardo è quello, certamente "insano", di un universo metropolitano che non finisce mai, che è psichico e fisico insieme. Emerge dall' opera di Self una mappa stravolta della contemporaneità, una "perdita del senso della misura" che ridisegna paesaggi interiori e panorami suburbani dando forma a una "babele" allucinata che è anche, in fondo, una babele politica, una sostanziale incapacità di governare l'esistente. Non è scrittura che suscita simpatia quella di Will Self, così deserta di speranza, così cinica, così snobbisticamente barbara: è anche volgare, talora. Cionondimeno "parla", ha una voce secca, tagliente, fastidiosa che, in mezzo al rumore di fondo delle promesse a cui siamo abituati, vuole essere ascoltata. A.R. Osvaldo Soriano La resa del leone trad. di Vittoria Martinetto e Angelo Morino Einaudi, pp. 235, Lire 12.000 A Bongwutsi, un verosimile paese del- !' Africa centrale, il mediocre ex impiegato Bertoldi è console dell'Argentina. Sua moglie Esteta è morta e Daysi, moglie dell'ambasciatore del Regno Unito, diventa la sua amante. In quello sperduto angolo del mondo giunge la notizia che le Isole Maldive non saranno più inglesi. La relazione tra Bertoldi e Daysi diventa, perun gioco di equivoci e per un'evidente metafora, il centro delle ostilità fra i due paesi. AZurigo Lauri, un altro argentino, profugo politico e uomo sconclusionato, viene preso per spia ed espulso da tutti i paesi. Costretto a continuare il proprio pellegrinaggio, Lauri conosce Miche! Quomo, vecchio dittatore di Bongwutsi, accanito giocatore d'azzardo e ideologo stralunato impegnato a realizzare una rivoluzione totale. Su questi tre personaggi e sui due piani argomentali ben delineati Soriano struttura una piacevole e acuta narrazione in cui parte dall'assurdo per fare una profonda riflessione sul patriottismo e il nazionalismo. L' espedientedivental'ultimaguerraanglo-argentina per il dominio delle piccole isole dell' Atlantico meridionale. Soriano tralascia i fatti di cronaca per concentrarsi in Bertoldi e Lauri, entrambi lontani dal paese, che decidono di intraprendere una guerra personale contro l'Inghilterra. Con un accurato trattamento narrativo si svela lafrustrazione di Bertoldi, corroso dalla solitudine, l'abulia e l'abbandono, che finisce per lanciarsi nel combattimento avvolto dalla bandiera bianco celeste della sua patria. Si scopre contemporaneamente la follia di Lauri che abbraccia, in assenza di veri ideali, i sogni pazzi del vecchio dittatore: liberare Bongwutsi e proseguire la lottanelleMalvine. La storia si farcisce di eventi e personaggi: un terrorista irlandese, fanatico della rivoluzione mondiale, esperto in ordigni esplosivi e riciclatore di denaro falso; un sultano arabo che lavora per Gheddafi e una sequela di maschere e comparse che amplificano la farsa, grottesca ma equilibrata. Si tratta del quarto romanzo del noto autore argentino (Mar del Plata 1943) pubblicato in spagnolo nel 1986, e del sesto edito in Italia. È un libro da non perdere: lineare e diretto, carico di dialoghi nervosi e taglienti che ricreano nel caos, nello humour e nell'impegno, incontri, cambiamenti, sogni e frustrazioni pervasi di ironia, comicità e malinconia. F.R.A.
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