Banana Yoshimoto Lucertola trad. di Giorgio Arnitrano Feltrinelli, pp. 117, Lire 21.000 Con Lucertola Banana è al suo quinto titolo italiano, tutti da Feltrinelli e tutti successivi editoriali fin dal felice esordio con Kitchen. Questa volta siamo di fronte a una raccolta di sei racconti, quattro narrati da una prospettiva femminile, due, i più originali, da personaggi maschili. Sono storie d'amore pervase da quel sentimentalismo freddo e leggero che è tipico dell'autrice, mai passionale quanto piuttosto vagamente emozionata di fronte allo scorrere talvolta imprevedibile della vita. È appunto l'imprevisto che risveglia i protagonisti dello scontento tempore in cui vivono, all'isolamento emotivo in cui appaiono chiusi: imprevisto che per Banana diventa anche modo per inserire l'elemento fantastico, come già in alcune opere precedenti. Così in Giovani sposi, il racconto che apre il libro, un ragazzo ubriaco che viaggia su un treno della metropolitana, per niente ansioso di tornare a casa, vede trasformarsi davanti a sé un vecchio barbone in una donna bellissima; sarà proprio questa apparizione prodigiosa a infondere in lui una nuova vitalità. Mentre Lucertola, titolo del secondo racconto, è il soprannome di una ragazza dotata di poteri eccezionali, bizzarra nel fisico e nei comportamenti. Nel Postscriptum per l'edizione italiana, Banana dice che: "a rileggere adesso", questo libro, "lo stile mi sembra piuttosto immaturo ...". È così infatti, e forse manca anche quella graffiata in più che l'ha resa celebre con Kitchen o Tsugumi. Non basta come invito di lettura, sempre nel Postscriptum, il ribadito (troppo ribadito?) amore per l'Italia e gli italiani. Cristiana Ceci Barbara Kingsolver Maiali in cielo trad. di Alessandra Mazzoccoli Frassinelli, 1995, pp. 347, Lire 28.500 "L'idea di scrivere Maiali in cielo" ha detto Barbara I(jngsolver in un'intervista al "New York Times" "mi è venuta vedendo il gran numero di adozioni di bambini indiani. Di solito se ne parla soltanto per ribadire quanto sia ingiusto strappare un piccino dalle braccia della madre adottiva. Giornali e tv pensano a ciò che è meglio per il bambino; la tribù invece pensa a ciò che è meglio per il gruppo." E così quando Turtle e Taylor, la sua nuova mamma, vengono invitate a partecipare a un talk show in seguito a un'avventura di cui sono state protagoniste, la piccola viene notata da Annawake Fourkiller, avvocato della nazione cherokee, desiderosa di preservare l'identità culturale di Turtle e di salvarla dal male che la società bianca inevitabilmente le farà. L'avvocato scopre presto che la bambina è stata adottata senza il consenso della tribù, violando la Legge per la tutela dei bambini indiani. È a questo punto che, per sfuggire alla separazione, madre e figlia cominciano la loro precaria vita on the road, che dall'Arizona le porterà nel nord-ovest, a Seattle, ancora una volta destinata, in·quest'ultimo scorcio di secolo, a fare da sfondo a storie di libri e film. La fatica di sbarcare il lunario è grande, soprattutto perché negli Stati Uniti "essere poveri è considerata una vergogna", ma per Taylor è grande soprattutto la pena di vedere la figlia nuovamente sradicata, senza legami, dopo le violenze a cui è stata sottoposta nella famiglia d' origine. Ed è per questo che matura la dolorosa decisione di affrontare l'avvocato. Inizia così il viaggio verso il Kentucky, fino alla nazione cherokee, dove il finale ci riserva un'inattesa e commovente sorpresa. Intorno alla vicenda delle due protagoniste Barbara I(jngsolver tesse con mano straordinariamente felice una trama fitta di personaggi che la aiuteranno a offrirci una prospetti va nuova del dilemma salomonico. Il linguaggio è fresco, e l'arguzia di certi passaggi si alterna a lievi tocchi intensamente lirici; il delicato equilibrio tra i bisogni e i diritti dell'individuo e le esigenze di una cultura spaventosamente depredata viene raggiunto nel segno di una profonda pietà. Franca Cavagnoli Augusto Monterroso I cercatori d'oro trad. di Lia Ogno Zanzibar, pp. 117, Lire 14.000 Dell'indimenticabile autore del volumetto Opere complete (e altri racconti), autentico capolavoro della narrazione breve sino all'aforismo, esce ora un piccolo e schietto libro autobiografico in cui l'io narrante ricorre alla memoria per intraprendere un viaggio nella storia e nella cultura di un paese povero e periferico che continua a sfoggiar~ una sempre più ricca letteratura. Risulta pregevole la semplicità dello stile diretto, esente di qualsiasi narcisismo o ampollosità solitamente in evidenza in questo genere letterario.L' a4tore guatemalteco/ nicaraguense, esule da cinquant'anni in Messico, ricorre a immagini, pensieri, figure politiche, artistiche e anche anonime per recuperare non tanto lo spettacolo del luogo natfo quanto le sensazioni dell'infanzia e del periodo formativo con cui ricompone uno spaccato di storia del paese centro americano. Monterrosoparte daun 'inattesaesperi en za vissuta a fianco dell'ispanoamericanista Antonio Melis dell'Università di Siena, quando si vede costretto a parlare, per la prima volta in vita, di sé:" ... quando il momento arriva, proprio come avevo temuto, il panico si impadronisce di me, ho la gola secca e un acuto dolore alla schiena, e solo con un grande sforzo di volontà riesco a iniziare con queste parole: 'Siccome, nonostante quanto ha detto il professor Melis, è molto probabile che non sappiate chi vi sta parlando, comincerò con l'ammettere che sono un autore sconosciuto, o, forse, più esattamente, un autore ignorato'". Il risultato è un generoso e avvincente quadro di una vita interamente dedicata ai libri e alla scrittura che prima di essere tale è amore incondizionato per la fantasia, la
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==