Linea d'ombra - anno XIII - n. 109 - novembre 1995

66 AUSTRIA/ DRACH medesima osteria davanti aJlaquale l'anno prima Huntzinger aveva trovato il suo secondo padre acquisito in stato di ubriachezza. A quel che pare, nel citato luogo di ristoro questi gli consegnò a titolo di donazione il suo libretto di risparmio con un importo considerevole. E questo quando ancora era sobrio. Poco dopo, però, non era più tale e tanto meno lo era il liceale, che fino a quel giorno si era astenuto da alcol e nicotina. In ogni caso, prima dello spuntar del giorno, il vedovo venne trovato morto nella strada poco frequentata con la bocca nel rigagnolo di una grondaia, dal quale difficilmente avrà voluto bere. Il ragazzo, invece, nonostante il locale fosse ormai chiuso, giaceva, evidentemente non visto dall'oste, sulla medesima panca sulla quale poco prima era seduto insieme al patrigno, ora non più in vita. Non·ostante l'adozione non avesse ancora avuto luogo, e quindi non sussistesse alcun diritto all'eredità da parte di Huntzinger, il padre di un compagno, al quale aveva dato deJle ripetizioni, dipendente dell'autorità competente, riuscì a disporre le cose in modo tale che la magra eredità venisse assegnata ad Alois a titolo di rimborso deJle spese per il funerale che costui si era accollato. Altri aventi diritto all'eredità comunque non ce n'erano e del libretto non si era parlato. Tuttavia il giovane abbandonò la città, come già aveva fatto prima del suicidio di Amalasunta. Poco dopo apparve, insieme al marito, una nipote del defunto vedovo, Ursula Wildwasser, venuta a conoscenza dell'esistenza del libretto, per quanto non dell'ammontare della cifra depositata, che pare fosse stata considerevole. Ella fece valere i suoi diritti sull'eredità, che, secondo lei, includeva in tutti i casi almeno quell'unico bene del defunto, mentre proprio con esso era scappato un giovanotto che col defunto imparentato non era. Secondo lei, una donazione non aveva mai avuto luogo e quel libretto sarebbe stato prelevato dalla tasca del morto mentre giaceva sulla strada, se non addirittura asportato dopo la morte dalla sua abitazione, alla quale solo Huntzinger aveva accesso. E anche sulla causa della morte dello zio sarebbe stato opportuno indagare ulteriormente. Per ritrovare lo scomparso, ella si rivolse a tutte le autorità, incluso il tribunale, assumendo infine un avvocato e incaricandolo di rappresentarla e di avviare tutti i passi legali che gli fossero parsi utili allo scopo. Per agevolare la cosa in tutto e per tutto, ella pagò al leguleio di sua scelta un cospicuo anticipo. Poi rimase per un poco ad aspettare un risultato, ma visto che questo tardava ad arrivare, si recò in uno stato vicino, dove un medicastro le aveva promesso di guarire completamente la sua unica figlia, la decenne Walpurga, sordomuta daJla nascita. Dopo aver affidato la bambina al ciarlatano, però, Ursula Wildwasser perse la vita insieme al marito durante un'escursione in barca davanti a Brindisi, a seguito del rovesciamento del natante, inadatto a un mare improvvisamente sconvolto dalla tempesta. Le ricerche dell'avvocato per ritrovare la figlia diedero come unico risultato l'arrivo di un conto del guaritore, accompagnato da una lettera nella quale si diceva che la ragazza era partita per destinazione ignota prima della fine delle sue cure, senza che egli avesse incassato l'onorario dovutogli. Fino a quel momento il leguleio aveva fatto tutto il possibile a favore della legittima erede, presentando un gran numero di istanze in tutte le sedi immaginabili, mentre il giovane fuggitivo, Alois Balduin Huntzinger, regolarmente iscrittosi all'università, studiava matematica e botanica e in seguito anche diritto. Nel frattempo la tutela su di lui era stata assunta da quell'impiegato del tribunale che a suo tempo gli aveva fatto ottenere la piccola eredità del vedovo, apparentemente senza nulla sapere dell'esistenza di un libretto di risparmio. Quanto all'avvocato che di tale libretto stava cercando il possessore, al momento della sentenza aveva già esaurito l'anticipo ricevuto. A un procedimento penale contro Huntzinger non si era mai arrivati, perché l'oste, dapprima incerto e oscillante nelle sue dichiarazioni, si era poi deciso univocamente a favore del vivo contro la morta, scagionando quindi completamente Alois Balduin. Infine, anche nel processo civile contro il due volte fuggiasco e ora ritrovato Balduin non si giunse a un verdetto, perché l'avvocato, fino a quel momento molto zelante, in considerazione della morte della sua cliente e dell'impossibilità di rintracciare l'indirizzo della figlia sordomuta di costei, acconsentì a una sospensione del procedimento avviato. Quanto ad Alois, egli portò a termine i suoi studi, entrò nel praticantato giudiziario dove si comportò come già si è descritto e poi, nominato giudice, sali di gradino in gradino fino a divenire membro e referente della corte suprema. Dall'inizio della carriera professionale di Alois Balduin Huntzinger le indagini sulla sua vita privata diventarono pressoché van~ e, come unico risultato, documentarono due esternazione di carattere generale, delle quali l'una pare sia stata fatta al momento della sua nomina a giudice e l'altra prima della promozione ali;attuale livello. Nell'un caso egli aveva dichiarato al suo segretario che la cosa più importante in un processo è il protocollo; con esso sarebbero vincolati sia coloro che intendono cercare giustizia, sia i testimoni o chiunque altro si presentasse in tribunale, anche nel caso in cui non avessero affatto inteso affermare ciò che risultava dai verbali. E, talvolta, un giudice poteva anche intervenire in maniera adeguata, se quanto usciva confusamente dalle loro labbra non era sufficiente a sostenere la sua decisione. Le loro stesse parole e chiacchiere si sarebbero strette loro al collo come un cappio dal quale non sarebbero riusciti più a liberarsi. In un contenzioso tra privati per questioni di denaro, oggetti di valore e simili, infatti, la verità in sé non era importante. Per questo il potere del giudice sarebbe stato maggiore in casi del genere che non quando erano in gioco la testa o la libertà del reo, o pene pecuniarie a suo carico, là dove un impiegato della cancelleria, di solito non pilotato, verbalizzava tutto, cosicché un abile malfattore, contro il quale non si riuscisse a dimostrare con certezza nulla, poteva sfuggire alla presa del giudice. Il praticante, la cui scienza Balduin intendeva così arricchire, prese diligentemente nota di quanto il suo superiore gli comunicava senza degnarlo di uno sguardo, ma appena possibile lasciò la magistratura per dedicarsi alle assicurazioni. Egli consegnò però al curioso poliziotto il foglio sul quale aveva annotato dapprima meccanicamente, e poi attentamente, allo scopo di fissarla meglio nella memoria, la rivelazione fattagli. La seconda esternazione, che trattava di cose generali, eppure forniva un utile indizio sulla sua attuale sparizione, Huntzinger l'aveva fatta, in vista della sua ultima promozione, davanti a excolleghi di cui uno, ora in pensione, faceva parte della stessa associazione d'arma, cui dalla fine della guerra anche l'ex-poliziotto, in quanto vecchio commilitone, dedicava una parte del suo molto tempo libero. Questi non ebbe troppe difficoltà a venire a conoscere da costui, davanti a un boccale di pessima birra, quella dichiarazione che l'attuale scomparso non aveva di certo destinato alle sue orecchie. In questa confessione Balduin, al momento uccel di bosco, affermava di essere già riuscito spesso a imporre con successo la sua verità, madi essere ora finalmente arrivato al punto di poter dire la parola definitiva. Nessuno, infatti, poteva più revocare la parola finale della corte suprema. E, tra una birra e l'altra, si parlò anche, da camerata a camerata, di altri due casi nei quali Huntzinger aveva avuto una parte di rilievo determinando, grazie al nuovo incarico, la sentenza definitiva. [...] Poiché l'ultima sentenza era stata pubblicata immediata-

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