Mensile di culturapolitica questomese in edicola con in regalo il libro: L'inquilino delQuirinale 3/95 Bertolt Brecht in prima pubblicazione mondiale: L'amante nella tenda ( Quattro storie erotiche dagli scritti postumi) di riuscire a vederlo, ora, ma non sono sicura, talvolta, di riuscire a vedere la fine, riuscirò a riconoscerla? Un uomo e una donna in uno spazio, mentre si guardano, sono passati due anni. E cosa aspetta lei, ancora. Che semplicemente si volti e più di lei non si curi, o qualcosa del genere. Una bocca senza voce o sul punto di parlare, fino a sfinirsi, dunque. daMagische Bliitter III, Suhrkamp 1991; per gentile concessione della casa editrice Marsilio, che ringraziamo per l'anticipazione ALBERTDRACH,UNA VOCEDA SCOPRIRE LuigiReitani Nello stesso giorno in cui le redazioni culturali dei quotidiani italiani preparavano i loro estremi salamelecchi per il compleanno di Jlinger, sorvolando decisamente sul passato politico dello scrittore, o arrampicandosi sugli specchi per difenderne l'innocenza (ma si provi una volta a leggere le diverse prefazioni a Tempeste d'acciaio, scomparse come d'incanto nelle edizioni dopo il 1945!), moriva a Modling, una località nei pressi di Vienna, nella totale indifferenza della stampa internazionale, una delle voci più alte della cultura ebraica del nostro secolo: lo scrittore austriaco Albert Drach. Intendiamoci: se il nome di Drach oggi risulta pressoché sconosciuto in Italia, anche nella cerchia più stretta degli specialisti, la responsabilità non è unicamente nella melassa che impiastrocchia da noi testate e case editrici un tempo prestigiose; no, anche nei paesi di lingua tedesca questo grandissimo scrittore non ha mai veramente "sfondato", e se la notizia della sua morte è comunque finita sulla prima pagina dell'autorevole (e conservatrice) "Frankfurter Allgemeine Zeitung", i suoi libri sono ancora lontani dall'aver raggiunto quel successo di pubblico che meriterebbero. Ad Albert Drach è toccato in sorte il destino di scrivere per la posterità. Eppure non sono mancati, nella lunga vita di questo autore, che - come Jlinger - è appartenuto a una generazione che ha vissuto la svolta epocale della prima guerra mondiale (Drach era nato nel 1903 !), i momenti di celebrità. E quando, nel 1988, gli fu attribuito il premio Biichner, sembrò finalmente infrangersi quella costellazione sfavorevole che teneva la sua opera ai margini della grande circolazione letteraria. Da allora i suoi libri, ripubblicati dalla casa editrice Hanser di Monaco, incontrano l'attenzione dei critici, e lo stesso Drach è stato subissato di tardivi quanto inutili premi e onorificenze. Un "caso" letterario, del resto, Albert Drach lo era sempre stato. Gli esordi dell'autore cadono già negli anni Venti, quando
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