Friederike MayrGcker PRIMO AMORE traduzionedi Luigi Reitani Nata a Vienna nel 1924, Friederike Mayrocker ha attraversato tutte le decisive esperienze della lirica europea del dopoguerra - dal postsurrealismo alla Wiener Cruppe sino alla decostruzione - mantenendo tuttavia un personalissimo linguaggio espressivo, fondato su un sistema di dicotomie metaforiche, sull'insistenza della litania come struttura formale, sul la parcellizzazione e frammentazione del materiale, sul la percezione visiva come via regia della scrittura. "Straccivendola o sguattera della poesia" -secondo una sua propria definizione, F. Mayréicker ha elaborato negli anni Ottanta una prosa altamente immaginifica, costruita su squarci visivi, sequenze oniriche, associazioni di pensiero (ne è un esempio felice il Viaggio attraverso la notte, tradotto in Italia da Selleria). Nella sua prolifica produzione un posto particolare occupano i cosiddetti "fogli magici": ricordi, ritratti, divagazioni sull'arte figurativa spesso di valenza poetologica. Dalla terza raccolta di tali scritti, di prossima pubblicazione presso Marsilio, pubblichiamo, per gentile concessione dell'editore, la seguente prosa. così lontano che lo vedo appena. Risale a un tempo così remoto, che a fatica riesco a distinguerlo. Serro le palpebre - erano una coppia. Sì, certo, si potrebbe chiamare così. Come era incominciato? mj sembra di vedere come è incominciato, mj sembra di riuscirci, ora, l'immagine è minuta, sfuocata: un uomo e una donna in uno spazio, mentre si guardano. Lei è di diversi anni più giovane di lui. Le due figure si trovano al limite del campo visivo, intrecciano le mani, intrecciano i corpi. Interni mal messi, pennellate di colore nell'occhio. Serro le palpebre, lo spazio si trova in una scuola, l'aula di geografia. Non importa, le grandi caite geografiche alle pareti si possono eliminare. Sospiri del cuore. Abbiamo la stessa iride, dice lui. Le ha detto questo all'inizio, è stato questo che l'uomo ha detto alla donna, ora riesco a distinguere nettamente le parole. Abbiamo la stessa iride. Ora riesco a vederli, l'uno di fronte all'altra, così vicini da poter studiare l'iride dell'altro. Abbiamo la stessa iride, adesso è la donna a dirlo, un'iride grigioazzurra. Lui lascia stare la colazione, commosso, si scambiano caramelle tra labbra e labbra, tra lingua e lingua, il suo sguardo raggiante incontra l'occhio di lei, che lo inonda di lacrime. Sei il mio tesoro, ma non sei tutto, dovresti capirlo. È così che descrive alla donna la sua situazione. Lei lo sa, ne è tormentata, ma non dispera. Tutto d'un fiato dice: non dobbiamo più incontrarci quando posso vederti ancora? Le mani, le loro mani giocano a intrecciarsi, quando siedono all'ç_iperto,lei ammira il modo in cui suona il piano. Era un pianista eccellente, del resto, questo non si può tacere, no, questo non si può affatto tacere. Si tengono per mano, dunque, siedono all'ape1to, lei gioca con l'anello a1 suo dito. L'anello - guarda l'anello, guarda nei suoi occhi, con fare interrogativo. Poi lo sguardo sprofonda in se stesso, AUSTRIA/ MAYROCKER 61 con un sorriso malinconico, perché lui dice: non si può far nulla. Sì, ma in futuro, lei non dispera, se sarai libero, un giorno, dice, ti aspetterò. Non ama solo lui, no, ama anche la moglie e i due figli, lo ama attraverso tutta la sua famiglia, è così. La vecchia canzone. Lui fa parte del coro cittadino, lei siede nell'ultima fila, in ascolto, trattenendo il respiro. Sente il sangue mattellarle la testa, sente il cuore sprofondare e risalire in superficie. Vede la sua bocca, di un rosa pallido, aperta in un ovale perfetto, vede i suoi occhi, lo splendore dei suoi occhi, riconosce con esattezza lo splendore dei suoi occhi nel luccichio della sala illuminata a festa. Lui la stringe a sé, la se1Tain un abbraccio, mentre un sole bianco ... Anche in un'altra occasione il sole ha la sua parte, mentre viaggiano verso occidente, proprio nel sole rosso del tramonto. Appoggiato sulla spalliera, il suo braccio destro sfiora la sua nuca. Un braccio, una mano. Il braccio sinistro, la mano sinistra di lei sono d'impaccio, incastrati in qualche modo, mentre, in piedi, si stringono in un amplesso. Quasi la soffoca (picchettio reciproco della cavalletta). Grande studio d'amore, braccio incluso, passione sfuggente. Sta suonando per lei la sua musica prediletta sul suo strumento prediletto, nell'aula di musica della scuola, l'edificio è vuoto. Incollata al pianoforte, in ascolto, la testa tra le mani, nell'emozione più profonda, guarda le sue dita scivolare sui tasti. Affoghiamo nell'amore, nel desiderio, dice lui, ci perdiamo, sogno. Come se lei avesse già totalmente usurpato la sua vita. Così giaceva sul suo corpo, senza muoversi, la notte intera, vegliavano la notte intera, in un sonno leggero, in un alito di sonno, l'uno spiando l'altra. Non si muoveva lui, non si muoveva lei, giacevano così, mentre la candela si consumava, nella notte tremula, giacevano in silenzio fino al mattino, nulla era accaduto. Aveva preso possesso di lei, giacendo silenzioso sul suo corpo, avevano preso possesso l'uno dell'altra, senza muoversi, la superficie del corpo dell'uno ricopriva intera la superficie del corpo dell'altra, tremula notte d'amore, questa prima bianca notte in comune, così, nel sonno, nella veglia, splendore e viluppo, e lui dice: non devi aver paura. Le diceva questo, le macchie rosse di certe cavità, marcature del suo piede, un foglio abietto, gettato, un giaciglio assiderato, nuovo e circolare, sogno. Nell'erba, nella sabbia, camminando lungo il sentiero di ghiaia, camminando lungo il ponte, si siedono su una panchina, in pieno inverno, ma lei non ha freddo, cappotto da bambina, colletto arruffato, mocassini beige, sguscia dall'una, dall'altra scai-pa. Le bacia il piede, la sua scarpa. Tempo di suppliche. Guardami, dice con insistenza, mentre si denuda. Lei si difende, so come sei fatto. Le prende la mano, deve farlo lei, in pieno inverno, sulla panchina di un parco, le guida la mano. Del sesso umano, strappandole lacrime, ora si inginocchia davanti a lui, morso dopo morso e borbottio. Le domande, le domande ultime, anche lui non sa nulla. Come dovrebbe, potrebbe saperne, con le sue figure al pianofo1te. Una felicità autentica, sono una coppia incantevole, presto lo sanno tutti. Qualcosa che lasci una traccia, è questo che desidera, lui. Si fa mostrare le foto di famiglia, la moglie e i figli, giaculatoria, dove porterà tutto questo. Deve decidersi al più presto, le dice. La tua linea del collo, così bella, le dice, è come se la giovinezza mi camminasse al fianco. Con te torna la giovinezza. È così che l'uomo parla alla donna, lunghi enigmi di un penetrante dialogo. Binomio su pattini di riccioli a spirale in turbinio, ludica diteggiatura a riccioli, la storia delle mai·ionette nello stesso attimo. E come è finita, mi sembra di vedere come è finita, mj sembra
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