Linea d'ombra - anno XIII - n. 109 - novembre 1995

42 DOVESTAZAZÀ/ REA uomo di Togliatti e Amendola, ex-operaio, burocrate ottuso e perfido, maschilista arrogante e prepotente, incarnazione partenopea dello stalinismo e dei valori gerarchici, antintellettuali e gregaristici su cui si fondava, è certamente più viva e verosimile nelle poche pagine che gli dedica Rea che in quelle ben più numerose di Amendolaodi Sprianoo inquelledellasuaautobiografia. A rendere una "morta gora" la vita politica durante lo stalinismo non erano solo gli obiettivi strumentali della pace (in realtà della più totale e solerte subordinazione all'Urss) e la "polverizzazione di ogni forma di dissenso"; era la morale puritana diversa per i dirigenti e per i semplici iscritti, il perbenismo piccoloborghese con una verniciatura operaia (da operaio che ha fatto la scalata sociale attraverso il partito ed è diventato impiegato, assumendone la cultura e i valori), il rifiuto dell'amicizia come sentimento che può "corrompere" e la lotta di tutti contro tutti in nome del Partito, la demonizzazione e l'ostracismo di qualsiasi "anima candida" pronta, non appena "sollevasse un dubbio", ad essere inserita "nella categoria dei reprobi". Ma lo stalinismo non vinse solo grazie a uomini come Cacciapuoti; ne furono puntello forse involontario ma non per questo meno robusto anche i Maurizio Valenzi, anche gli stessi Renzo Lapiccirella. Che ali' epoca avevano cercato di resistere a una completa "bolscevizzazione" del partito o che avevano anche espresso, come nell'ultimo caso, riserve esplicite e difesa per i gruppi attaccati ed espulsi; e che in seguito ammisero di essere stati partecipi ("vittime e persecutori - dice Valenzi - compiendo azioni e pensando cose che non avremmo voluto mai fare né pensare") del clima dell'epoca riscattandosi però e giustificando la noidonne ' e... ► un appuntamento al mese con informazioni notizie e riflessioni raccolte e scelte con gli occhi delle donne ► un laboratorio di giornalismo femminile che dura da 50 anni coN noidonne 1{30daria UNPERIODICO DILIBRIEPERCORSI D LETTURA IN EDICOLA I PRIMI DEL MESE E IN ABBONAMENTO PER INFORMAZIONI TELEFONA AL propria scelta individuale con il sincero entusiasmo o con alcune battaglie interne condotte per democratizzare il partito. In questo Rea, troppo onesto con i suoi personaggi e legato alla loro memoria o alla loro amicizia, non riesce ad essere lucidamente critico: e si domanda, infatti, "di quale necessità fu figlio quel 'surplus' di stalinismo che trionfò aNapoli e che si contrappose in maniera ogni giorno più stridente con le profferte di 'apertura' democratica avanzate da Togliatti". Quello stalinismo, invece (il "surplus" era appannaggio di alcuni individui singoli, ma la media era già più che sufficiente), "era" la realtà comunista di quegli anni allo stesso modo delle aperture democratiche cautamente espresse dal Migliore. La storiografia comunista ha cercato di accreditare l'interpretazione secondo cui lo stalinismo nel partito terminò con la metà degli anni Cinquanta, legandone l'eredità alla figura di Secchia e di qualche altro dirigente e al loro massimalismo e settarismo. Essa non ha mai potuto spiegare, di conseguenza, perché tra i più intrisi di stalinismo (e cioè di una visione gerarchica del potere e antidemocratica della dialettica interna e di un attaccamento fideistico ali 'Urss) vi fossero anche coloro che si presentavano come maggiormente aperti, democratici, revisionisti: e cioè, accanto a Togliatti, proprio gli Amendola e i Napolitano, non a caso parte rilevante di quella federazione napoletana alcui interno si maturò l'esperienza e il dramma di FrancescaSpada. Come prima di Renato Caccioppoli. Figure realmente diverse (perché compresero la scissione inevitabile tra la loro individualità e l'adesione a una fede che disumanizzava ipropri ideali) che un tiepido critico come Lapiccirella poté senz'altro amare ma non certo difendere dalla saturnesca voracità del partito . e ama ognimese suConfronti immagini, testimonianze eservizi sulpluralismo delle tnie, delleculture, dellefedi. • 1versit Confronti: abbonamento annuo lire 65.000; semestrale lire 35.000. Una copia lire 8.000. Versamento sul ccp n. 61288007, intestato alla coop. Com Nuovi Tempi, via Firenze 38, 00184 Roma. Telefono 06/4820503, fax 4827901

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