34 DOVE STAZAZÀ/ CORSICATO Pappi Corsicato RITORNOALMITO, CON KITSCH IncontroconGoffredoFofi Q14estofilm è molto diverso da Libera Per esempionon ci sono echio scherzidi tipoalmodovariano. Si gioca,ma conaltririferimenti. Com'è avvenutoquesto distacco, il tagliodel cordoneombelicale spagnolo? In maniera del tutto naturale e spontanea. Questo film voleva approfondire una visione esistenziale dei personaggi, raccontare una sto1ia che fosse più interiore che non esteriore come invece era in Libera, dove anche lo sguardo di chi racconta rimane divertito. Ho cercato di raccontare un malessere esistenziale senza ricorrere a stereotipi e luoghi comuni, sia pure ironizzati, ho cercato un punto di vista più interiore e nello stesso tempo, se posso osare, più mitico, con radici nel mito... Almodovar non mi serviva, per questo. Mi è sembrato di trovare citazioni e influenze di molti autori: Camus per il personaggio di Adamo, per la morte della madre, l'omicidio sotto il sole; Cocteauper il rapportodel mondo contemporaneo con ilmito, ironicoma non tropposulla sciadei suoi Orfeo; Pasoliniper ilpaesaggioeper uncertotagliodafiaba chepropende verso il mito, come nei suoi episodi brevi; e poi Bunuel e il suo surrealismoquotidiano.C'è anchelafantascienzapovera deglianni Cinquanta,maper lopiù si sente il richiamoa maestri impegnativi, anche se turistiinun tuopaesaggio,su untuo terreno,su personaggi tuoi (e qui un rapporto con quelli di Libera c'è, anche per la continuitàrappresentatada !aia Forte). Buchi neri mi sembrala tua veraoperaprima, su una strada chenel cinema contemporaneonon è molto battuta,e unfilm molto imprevedibile.Comeci sei arrivato? lo parto sempre da storie che sento molto vicine, quasi autobiografiche, mi racconto attraverso miei personaggi; Lo straniero di Camus mi interessava per la condizione del protagonista, straniero a se stesso, per la sua non-consapevolezza che è comune anche al personaggio femminile anche se poi i due evolveranno in maniere diverse. Stranieri sulla propria terra, ma anche alla propria coscienza, al proprio intimo. È un motivo esistenziale, l'impossibilità di vedersi dentro, di capirsi. Volevo raccontare questa storia in maniera non realistica, come un favola o come una tragedia greca diventata favola, con i personaggi che diventano non-realistici nonostante l'ambiente, la partenza. Di qui il Pasolini degli episodi, o Cocteau con il mito, con un eroe che alla fine non c'è, che manca; Bufiuel racconta in maniera molto normale stati d'animo ed emozioni che possono rientrare nello psicoanalitico o nell'onirico, e lui invece li sposta nella realtà, li fa diventare più che reali. Naturalmente ci sono molti altri autori che entrano in ballo nei miei riferimenti, e dei quali non ti farò i nomi, ma in particolare, ho avuto presenti quelli che hai individuato, che sono i più espliciti e importanti. Dicevi che Buchi neri è un'opera prima. Certamente lo è, è il mio primo lungometraggio e ha comportato una fatica e un impegno, un mettersi ingioco che sono da opera prima, con in più l'esigenza di raccontare in un modo che non riuscivo a definire a tavolino, a calcolare e prevedere nei risultati. Fare cinema per me è sperimentare, è ricercare. PoppiCorsicoto.Foto C. Imbimbo/ Effigie Di Camusc'è nelfilm anche un'ossessivapresenza del sole. C'è il sud, un sole che dà il suo colore a tutto il film, con un sacco di variazionidelgiallo, unfilm a dominanteestiva,bruciata.Ilpaesaggio èdi ungiallopiuttostoastratto,è unaCampaniaterra-di-nessuno squisitamentemeridionale.Tramitete e Martone, Capuano,Ciprì e Marescoequalchealtro,miparechecisiauncinemameridionaleche porta una venadifollia,finalmente!, nel cinema italiano. Paradossalmente dovrei dire, almeno per me, che si tratta di un modo più realistico di vederei I Sud e la sua cultura. Raccontare Napoli con una solarità che non è quella abituale del Golfo, con una luce che entra negli animi, con una calura che fa venir fuori gli stati d'animo più profondi: è un modo di ribaltare l'immagine della solarità che si ha di Napoli, anche nella convenzione del cinema. Il sole non è gioia di vivere, è qualcosa che fa anche fondere i cervelli. Una solarità forte, penetrante, non "di contorno": fa luce, mette a nudo, "non illumina", apre, fa entrare nei "buchi neri" ... Ti interessaanchemolto il rapportatramaschileefemminile, su cui indagavanoanche gli episodidi Libera La non-consapevolezza, per esempio, è del personaggio maschile, Adamo; il personaggio femminile, Angela, sembra più solido,più radicato. Il personaggio maschileè anche abulico, anche se è lui a rappresentareil mito, ed è attraversol'amore e le domandeche lui ha indottoche arrivaalla protagonista la consapevolezza.Vienedalla "divina stupidità" del maschio? Cos'è il grande uovo giunto da chissà quale pianeta? È l'uovo primigenioin cui ilmaschilee ilfemminile si confondevanoe, presumibilmente,tornerannoa confondersi?I personaggifemminili, piùforti, sonovisticonammirazioneedireicon invidia,sonopiù sani più presenti. C'è qualcosa di molto autobiografico. lo mi identifico molto di più nel personaggio femminile, è il personaggio femminile il punto di riferimento per tutta la costruzione, però alla fine del film mi sono reso conto di aver raccontato due parti di me, e insomma un essere unico: il maschile e il femminile di una sola persona. lo credo nell' evoluzione, non nell'illuminazione. Il "miracolo" del film non finisce lì, deve continuare. L'inconsapevolezza di lui, così radicale, conta quanto una iper-consapevolezza, quella di chi sa che siamo polvere e nulla. Alla fine il discorso è lo stesso. Anche la persona iper-consapevole potrebbe uccidere, per esempio per nichilismo. Nel film due identità
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==