LEFIAMMEMIRACOLOSE DELREALE L'ULTIMOSOSPIRODELMORO DISAlMAN RUSHDIE PaoloBertinetti ,È in libreriail nuovo romanzo di SalmanRushdie, L'ultimo sospirodelMoro (traduzionediVincenzoMantovani,Mondadori, pp.478,Lire 33.000).Un ottimo libro.Da leggere. Il capolavorodi Rushdieresta I.figlidella mezzanotte (198 I), il più belromanzoin inglesedegliultimitrent'anni. Può sembrare un'affermazioneazzardata.E tuttavia,tenuto conto che, comunque, L'arancia meccanica di Burgess è del 1962, che in quello stessoannogià era uscito il terzoromanzodi JamesBaldwin, Un altro mondo, che V. di Pynchon è del 1963, che cosa possiamo trovare, dopo il 1965, che abbia la stessa forza innovatricee la stessa caricadi invenzionefantasticadei Figli della ,nezzanotte? Molte opere interessanticertamente sì, ma nessuna superiore a quella di Rushdie. Il quale Rushdie, nato nel 1947, si conferma come il maggiorromanzierein inglesedella sua generazione.Ci sono scrittorie opere di indiscutibilevalore, Quel che resta del giorno di lshiguro, Ilpaese dell'acqua diGrahamSwift, Ilpaziente inglese di MichaelOndatjee;ci sono i romanzi e i raccontidi Ian McEwan, il più interessantedegli "inglesi";ci sono gli americani Richard Ford (1944) e Paul Auster (1946); e altri ancora si potrebberoaggiungere.Ma nessunotra gli scrittorinati nel dopogue1Tapuòvantareun corpus nan·ativoparagonabilea I.figlidella mezzanotte,La vergogna,I versettisatanici,Harun e il Mar delle slorie e L'ultimo sospiro del Moro. Veniamo a quest'ultimo romanzo. Il titolo ha un aggancio spagnolo.La stradachedaGranadasaleversola SietTagiungea un valico da cui si può vedere un'ultima volta la città e la sua rossa (Alhambra)fortezzamoresca.Il passosichiamaPuertodelSospiro del Moro: lì si fermò per dare ancora uno sguardo a Granada, il Moro Boabdil,l'ultimo sultano in terra di Spagna, che nel 1492 consegnòla cittàe il suo regnoa Ferdinandoe Isabella.Boabdilè unodei lontaniantenati,da paite di madre,di MoraesZogoiby,il narratoredelromanzo.Ma la storianonsi svolgein Spagna,senon per l'ultima paite, bensì nell'indiadel Novecento,daglialboridel secolonellacittàmeridionaledi Cochin,il portodelle spezie,fino ai giorninostrineIJarutilanteBombay,unacittàcheècomeunfilm hollywoodianoepicamente spettacolai·ee che Rushdie descrive con un affettoe una nostalgiache gli dettano alcuni dei momenti più delicatie piùbelli del libro.Quandosi tratta, sia chiai·o,della Bombaydi untempo,quelladell'infanziadiRushdie,contrapposta allaBombaydi oggi,predaci.iunanuovaclassedi ricchiricchissimi e sgangheratie del fanatismonazionalistae religiosopiù intollerante e violento.La Bombay di ieri, come, ancor più, la Cochin d'inizio secolo,è invece il luogodella compresenzadi genti e di religionidiverse,capaci di confrontarsie di coesistere. È l'idea di tolleranza,e di necessitàdella tolleranza,che percorretantaparte della letteraturaindianain inglese(come,ad esempio, Lo schiavo del manoscritto di Ghosh,anch'essoconuna città/porto,quelladi SolmonRushdie.FotoE.Gregoire/ Reo/ Contrasto Mangalore,a norddi Cochin, i cui commercifannosì che indiani, ai·abie ebrei possano rispettarsie capirsi). Non soltantoCochin, ma lafamigliastessadel narratoreMoraesZogoiby,vienefuorida unafantasticamescolanza:cristianipo1toghesichesifannodiscendereda Vascoda Gamaed ebrei sefai·diticon all'origine unametà musulmana,perché la loro antenata sarebbe stata l'amante del Moro Boabdil.L'avvio del libro nonè agile, sovraccaricocom'è dianticipazioni,presentazionedipersonaggiecircostanze,punti dì vista diversi.Ma è come un veliero che esce dal porto. Appena arrivainmareapertodispiegatuttelesuevelee solca,irresistibile, il maredella nainzione. Le vicendedi bisnonni, nonni e genitori di Moraes,dalla fine dell'Ottocentoa questodopoguerra,hannoi toni, il piglio, il fascino, la capacità di far coincidere i grandi avvenimentidellastoriadell'Indiamodernacon le vicendeprivate dei personaggi, che costituiscono la meraviglia dei Figli della mezzanotte. All'inizio, tra i profumi delle spezie che hanno segnato il destino dell'India (se non fosse stato per il pepe che serviva ali'Occidente,l'Europa ci avrebbeignorato,commentaRushdie,e la storiasarebbestatadiversa),assistiamoallestraordinarievicende del bisnonnoFranciscoe del nonnoCamoens; ma soprattutto delle loro formidabilimogli, Epifaniae Isabella, donne volitive, efficienti,determinate-in questo,al di là dell'etnia portoghese, assolutamenteindiane.E naturalmentedi FloryZogoiby,lanonna patema del lato ebraico. La figura femminile più straordinariaè però quella della madre Aurora da Gama, bella, intelligente, sensualee travolgente,la cui figurarimandaa quella dellaMadre India,cheama,tradisce,divora,distruggee poidi nuovoamai suoi figli.E che ne è amata, rifiutatae di nuovo riamata.Auroraè una grande artista, una pittrice di un eccezionale talento che già si
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