Linea d'ombra - anno XIII - n. 109 - novembre 1995

Detemùnante nella risoluzione del conflitto, nel raggiungimento ctiun nuovo livello di consapevolezza, è qui l'evocazione della figura di Osip Mandel' stam, adombrato in quell'eroe che si immagina nel fango di un campo-gulag lanciare "il suo dono come proiettile di fionda per i disperati". Il ricorso al poeta russo serve, con le dovute cautele e senso delle proporzioni, a porre in prospettiva la condizione del poeta irlandese, anch'egli, come il russo, inner emigré, emigrato in patria, alle prese con domande pressanti rispetto al ruolo dell'artista in una società divisa, ai suoi doveri verso la comunità di appartenenza, ma anche verso l' esercizio della propria vocazione. Ciò che importa notare qui è che l'incontro con la poesia di Mandel' stam e con quel libro straordinario che è Speranza contro Speranza di Nadezda Mandel'stam conferma in Heaney quella sorta di fede ispirata nella poesia come "divinazione, rivelazione dell'io all'io" di cui aveva scritto agli esordi (Feeling into Words, Preoccupations) che lo sosterrà nei libri a venire e al contempo lo incoraggia a un'apertura ad altre esperienze e altri autori al di fuori della tradizione britannica. Quelli di cui egli tratta nei saggi critici contenuti nel libro The Government of the Tongue. Dante, innanzi tatto, letto attraverso la lente del saggio mandelstamiano Conversazione su Dante. Il Fiorentino, l'esule per antonomasia, farà la sua comparsa in Field Work (1979), che contiene la traduzione dell'episodio di Ugo lino e The Strand at Lough Beg, l'elegia per Coluro Mc Carthy, il cugino del poeta vittima della violenza settaria; Dante sarà una presenza decisiva nella scrittura di Station Island, la raccolta pubblicata nel 1984 una cui sezione ha la Commedia come antecedente ineludibile; meno visibile in TheHaw Lantern (1987) riapparirà con l'autorità dovuta in Seeing Things. Oltre a Dante, nell'orizzonte poetico di Heaney andranno a fondersi l'opera e l'esempio dei poeti polacchi Czeslaw Milosz, Zbigniew Herbert, Anna Swir. Artisti tutti che sottoscrivono la nozione della poesia come forza primaria, che si scrive da sola, e deU'ispirazione come "fenomento psicosomatico". Secondo le parole di Swir, che Heaney cita nel saggio "Il dominio della lingua": "il poeta diviene un'antenna che cattura le voci del mondo, un medium che esprime il proprio subconscio e l'inconscio collett.ivo". L'attenzione verso Dante e gli autori polacchi e russi è anche determinata dal fatto che non appartengono alla tractizione inglese. ComeHeaney osservava nell'intervista citata: "L'immaginario poetico irlandese cerca, ha sempre cercato, come ha ben visto Joyce, di trovare una via d'uscita da quella tradizione (...)La vitasubculturale irlandese è cattolica, nonostante abbia subito un processo di secolarizzazione, e la Polonia offre uno status mondiale a ciò che nel mondo inglese costituisce una piccola parrocchia. Possiamo anche dire: l'opera più importante della letteratura occidentale non è queUa di Shakespeare, ma la Divina Commedia e ci è così possibile instaurare una linea di ascendenza tra i nostri altari di maggio alla Vergine e Beatrice e il Paradiso". Il che non significa affatto che Heaney non riconosca il suo debito profondo nei confronti delle lettere inglesi (lo ha fatto in modo magistrale in The Redress of Poetry, la prolusione tenuta nel 1989 all'Università di Oxford in qualità di Professore di Poesia). Gli anni Ottanta lo vedono infatti impegnato anche nella riconsiderazione di quei poeti appartenenti alla tradizione anglosassone che egli considera esemplari. Artisti che "riuscirono a trastormarsi in antenne": T.S. Eliot (soprattutto l'autore cti The Waste ùind), W.H. Auden, Robert Lowell (e i suoi imperativi categorici per un poeta: "dire quel che è accaduto" e "pregare di ricevere lagrazia della precisione"), SilviaPlath, ElizabethBishop e Robert Frost. Proprio attraverso la nota definizione dell'atto della creazione poetica, formulato da R. Frost, che Heaney ama citare e che è, costituisce anche il test inoppugnabile della vera poesia, possiamo concludere questa affrettata ricognizione, ribadendoquellocheèil nocciolo dallapoetica ai Heaney erendendogli l'omaggio dovuto a ogni grande poeta: "Comincia nel piacere e si conclude in saggezza. È la stessa figura dell'amore. (...) Comincia nel piacere, soggiace ali' impulso, assume unadirezionecon il primo verso scritto, segue un corso di eventi fortunati e termina in una chiarificazione della vita - non necessariamente una grande chiarificazione, come quelle su cui si fondano sette e culti, ma in una pausa momentanea contro la confusione"( ...) Come unpezzo di ghiaccio su una piastra rovente la poesia deve scorrere sul suo proprio sciogliersi (...) Leggila cento volte: manterrà sempre la sua freschezza come un metallo mantiene la sua fragranza. Non potrà mai perdere il senso di un significato che si è rivelato una volta sorprendentemente mentre se ne andava"2 • Note I) Tuttaviaogni voce ricorda,"II manifesto",23/24 aprile 1989, p. 10. 2) R. Frost, TheFigurea PoemMakes, inElaine Barry( ed.), RobertFrost on Writing, NewBrunswick, RutgersUniv. Press, 1973,p. 125-28. STATIONISLAND,OVVERO ILPURGATORIODI SAN PATRIZIO PaoloTaviani La Station Island è per gli Irlandesi un luogo molto noto, meglio conosciuto come Purgatorio di san Patrizio. È la meta di un pellegrinaggio penitenziale la cui storia risale ali' età medioevale. Heaney vi si recò più volte da giovane, prima di dedicarle il suo poemetto. L'isola (più piccola di un campo di calcio) si trova nel Lough Derg, uno dei laghi della Contea del Donegal, all'estremità nord-occidentale dell'Eire. La zona è pressoché desertica,

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