Linea d'ombra - anno XIII - n. 109 - novembre 1995

Gunther Anders ESSERE O NON ESSERE DIARIO DI HIROSHIMA E NAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una riflessione di drammatica attualità. Il 6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora, l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp.256, Lire 15.000 Paolo Bertinetti DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse, il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. Un profilo della letteratura indiana in inglese attraverso i romanzi e gli autori apparsi in traduzione italiana pp.168, Lire 15.000 Norberto Robbio ELOGIO DELLA MITEZZA E ALTRI SCRITTI MORALI Per la prima volta una raccolta di scritti di Norberto Bobbio che si collocano nell'ambito della filosofia morale. Verità e libertà. Etica e politica. Ragion di stato e democrazia. La natura del pregiudizio. Razzismo oggi. Eguali e diversi. Pro e contro un'etica laica. Morale e religione. Sul problema del male. pp. 224, Lire 15.000 Bianca Guidetti Serra STORIE DI GIUSTIZIA, INGIUSTIZIA E GALERA Cinque casi esemplari che hanno segnato nell'arco di mezzo secolo la memoria e l'identità dell'autrice: testimonianza dell'impegno politico e sociale di una famosa penalista democratica. pp. 160, Lire 15.000 Cees Nooteboom COME SI DIVENTA EUROPEI? Un grande scrittore si interroga sull'identità e il futuro del vecchio continente in un vivace intreccio di analisi storico-culturali, narrazione autobiografica e ironica riflessione sul nostro presente. pp. 112, Lire 15.000 Amitav Ghosh DANZANDO IN CAMBOGIA L'indagine di uno scrittore indiano su Pol Pote sul suo ambiente, i suoi familiari, i suoi maestri e seguaci. Non una guerra civile, ma una guerra contro la storia. A cura di Anna Nadotti pp. 80, Lire 12.000 te. La solitudine del giudizio è solo apparente. Che "dei gusti non si debba discutere" è una (vetusta) idiozia. Nel giudicare-nel dire mi piace o non mi piace - si manifesta un "modo di pensare allargato", un sistematico sforzo di immaginazione, un tentativo di valutare in anticipo le reazioni e i pregiudizi e le idee degli altri. Questo aspetto comunicativo (Kant lo chiamava appunto "senso comune") è anche la - decisiva - componente morale (e democratica) del giudizio. "Prendere in considerazione le idee degli altri"24 , comunicare in forma simulata (e anticipata), paragonare le nostre impressioni, il nostro "giudizio a quello degli altri": contro ogni dogmatismo dell'identità, lo stesso soggetto diventa così un ambito plurale, un luogo di mescolanze e contaminazione, un laboratorio di scelte e di tolleranza. La (nuova) politica del gusto a cui pensa Hannah Arendt si basa su questa radicale trasformazione (illuministica) e su questo allargamento dell'individualità: il montaggio obbligato a cui il giudizio ci costringe sempre, la sua strana parzialità critica ("possibile solo dove i punti di vista di tutti gli altri .siano accessibili all'indagine" 25 ) aprono in realtà un territorio quasi-politico e uno schema inedito - più ampio - di relazioni e di convivenza. "È lo spettatore, non l'attore, che detiene la chiave degli affari umani"26 . Potrebbe sembrare una rinuncia. Non è così. Chi giudica non "recide il legame con gli altri": cercando di rendere presenti dentro di sè le voci di tutti, "costruendo modelli" (come gli eroi di Kafka), tentando di ricostruire le immagini che mancano, il controcampo occultato, la scena che ci sfugge, lo spettatore "adotta la posizione del kantiano cittadino del mondo"; diventa capace di guardare e giudicare e criticare il mondo. Questo cosmopolitismo dell'intelligenza rappresenta per Hannah Arendt anche il grande antidoto, la risorsa preziosa che dovremmo riuscire opporre al fanatismo, ai veleni dell'intolleranza, alle meschinità dell'"obbedienza". Note 1) Cfr. Paolo Flores d' Arcais, introduzione a Hannah Arendt. Esistenza e libertà, Donzelli 1995, p. XI; Laura Boella, H. Arendt, Agire politicamente, Pensare politicamente, Feltrinelli 1995. 2) Che cos'è la politica? Edizioni di Comunità 1995, p. 20. 3) Idem, p. 11. 4) Idem, p. 21. 5) Le origini del totalitarismo, Bompiani 1976, voi. III, p. 655. 6) Che cos'è la politica? p. 62. 7) Idem, p. 18. 8) Idem, p. 96. 9) Vita activa, Bompiani 1989, pp. 207, 21 O. 10) Cit. p. 41. I I) La rivolta delle élites, Feltrinelli 1995, p. 77. 12) Comprensione e politica, in La disobbedienza civile e altri saggi, Giuffrè 1985, p. 96 13) Cfr. Kafka, l'uomo di buona volontà, in llfuturo alle spalle, Il Mulino, 1981. 14) La vita della mente, Il Mulino, 1987, pp. 84-85. 15) In: Ebraismo e modernità, Feltrinelli 1993, pp. 63-76. 16) Cfr. Zigmunt Baumann, Modernità e olocausto, Il Mulino 1992. 17) Comprensione e politica, p. 101. 18) La vita della mente, p. 131. 19) Comprensione e politica, p. 104. 20) Pensiero e riflessioni morali, in La disobbedienza civile, pp. 139-140. 21) Comprensione e politica, p. 109. 22) Pensiero e riflessioni morali, pp. 151. 23) Kafka: il costruttore di modelli, in Il futuro alle spalle, pp. 97-104. 24) Teoria del giudizio politico, Il Melangolo 1990, p. 69. 25) Idem, p. 69. 26) La vita della mente, p. 181.

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