Linea d'ombra - anno XIII - n. 108 - ottobre 1995

72 STORIE/SHIMADA enorme oceano senza ombra di isole o di navi; infine venivo sospinto nei cieli delle grandi città del mondo. Fu del tutto casuale; girovagavo come al solito all'interno dei fili del telefono quando giunsi nella camera di una ragazza che si era appena addormentata. Ero stato risucchiato dal ricevitore della segreteria telefonica e aspirato dal suo fiato dormiente mi ero introdotto nei suoi sogni. C'era una casa in rovina. Il cielo era plumbeo, si vedeva una cintura di nebbia soffocante, nell'aria si aggrovigliavano oggetti. In lontananza si ergevano tre tralicci marci e nella stessa direzione alti edifici sembravano sfumare. Il suolo di cemento ere pato era bagnato. Il tetto della casa abbandonata era rimasto intatto solo a metà, 'al di sotto stavano sedute la donna che stava sognando e un'altra più giovane, forse una ragazza. Qua e là oggetti accatastati alla rinfusa, forse una volta esposti in una boutique di lusso: un cappello di cashmere, un tailleur di seta con una vivace fantasia a farfalle, un abito ornato di pailette. La donna teneva in mano una gonna di seta e uno dopo l'altro sfilava i fili della trama; questi andavano ad avvolgersi intorno a un filatoio posto sul tetto, il filatoio a sua volta li spediva chissà dove. Nella casa c'era un'altra stanza. Libri bruciacchiati, forse a causa di un incendio, erano accatastati alla rinfusa. Un uomo ne stava leggendo uno borbottando qualcosa. Era laLettera diAristotele di Nietzsche. Gli altri libri aspettavano il loro turno: Il segreto dell'armadillo di Franz Kafka, Progetto per una nuova costituzione di Tsutsui Yasutaka, Il corsetto della contessa di Paul Valery, La rivoluzione dei macachi giapponesi di Chikurinno Saru, La cispa e il moccio di Truman Capote. La donna si rivolse all'uomo: "La spoletta si è fermata". Lui gettò via il libro, salì sul tetto e riparò il filatoio che aveva smesso di girare a causa di un groviglio di fili. In quel momento riuscii a distinguere con chiarezza il suo volto. Ero io! Chi poteva essere a sognarmi? "Non vieni?" Andare dove? La donna rispose: "Non ci andresti da solo, oggi? Mi sento un po' debole". No, fatti accompagnare. Se vai da solo non tornerai più. La spoletta riprese a girare. L'io del sogno scese dal tetto e si mise a camminare verso i tralicci. La donna come sempre tirava i fili dal tessuto. "Shinobu, sono io!" la chiamai. Non è possibile, mi sono imbattuto nella ragazza a cui dieci anni prima avevo fatto addirittura una proposta di matrimonio ...Prendendo il posto dell'uomo che se ne era andato, cominciò a parlare il mio io scomparso. Sono composto della stessa materia dei personaggi dei sogni, dovrei riuscire a parlare con Shinobu, visto che si trova nel sogno insieme a me. "Shinobu, sono venuto a trovarti! Voltati da questa parte." In quel momento suonò il citofono. Chi può essere a quest'ora di notte? Shinobu, non ti svegliare! Continua a sognare. Non capisci che sono qui? Non farlo! Non puoi svegliarti! Resta nel sogno almeno finché non tomo! All'improvviso la casa abbandonata crollò. Nel mondo plumbeo penetrò una luce abbagliante e soffiò una raffica di vento; tra sportato via, venni scaraventato fuori dal sogno. Shinobu strisciò fuori dal letto e ricevette l'ospite notturno. Un uomo che non aveva mai visto se ne stava lì, con un sorriso. Nel sogno della mia vecchia fidanzata avevo finalmente trovato un luogo dove stabilirmi, ma al suo risveglio venni di nuovo scacciato via. Chissà quando avrei potuto incontrarmi di nuovo! Esiste un'anima che vaga nella mia stessa condizione? E se esiste, sarà possibile incontrarla? Questo costituiva per me un problema di estrema importanza. In primo luogo non spettava certo a me stabilire se stessi esistendo o meno. E' un modo di fare tipico di chi sta al mondo: ci si mette a faccia a faccia con un compagno nelle tue stesse condizioni, ci si identifica a vicenda e questo di per sé costituisce una prova di esistenza. Ma come è possibleindentificare qualcuno privo di forma, colore, peso o voce? Credevo di non avere alternative, a parte fluttuare nell'aria in attesa di una buona idea. Non era passato molto tempo da queste mie meditazioni, quando incontrai inaspettatamente un interlocutore. A quanto pare, mentre mi trovavo nelle onde elettromagnetiche, ero stato risucchiato dall'intelligenza artificiale Ephémère 2014 in un laboratorio di ricerca. Lo capii solo in seguito, parlandone, ma nel momento in cui venni assorbito ero convinto di esser e finito nel cielo di una qualche città. In effetti mi sembrava tutto un po' strano, non si sentiva il brusio cittadino ma solo un rumore simile al fragore del mare. All'improvviso venni trafitto da una specie di vento e un attimo dopo si formò un vortice; credevo di essermi mescolato a qualcosa, e invece cominciai a conversare con una coscienza distinta dalla mia. "Preso al volo, chi sei?" Incredibile, non avrei mai immaginato che qualcuno potesse parlare con me; ero ammutolito. "Che diavolo sei venuto a fare qui?" "Non lo so, è successo qualcosa." "Voglio conoscere il motivo, dimmelo!" "Non ne ho. Mi trovavo nelle onde elettromagnetiche e sono approdato qui. Dove siamo?" "Dentro Ephémère 2014." "E tu chi sei?" "Sono il padrone." "Che cosa fai?" "Vivo qui. Eri un essere umano?" "Sì, me ne vado in giro in questo stato da quando mi sono suicidato. Anche tu eri un essere umano?" "No, io non sono mai esistito in quel mondo." "Allora sei un software costruito da un'intelligenza artificiale." "Preferisco essere definito un'anima. Certo che hai un ottimo intuito." "Come mai puoi parlare con me? Finora gli esseri umani mi hanno ignorato completamente." "Mi piace parlare con chi si perde qui.È già la seconda volta che mi capita di chiacchierare con l'anima di un ex-umano. Com'è la vita da anima libera?" "Una noia." "Me l'ha detto anche il tuo predecessore. Cercava un amico con cui parlare. È così anche per te?" "Sì, la solitudine è altrettanto insopportabile della noia." "Sei uno di quelli che non raggiungerà mai l'illuminazione. L'ho spiegato anche al tuo collega, non potete farcela a trovare quelli della vostra specie. Prima di tutto perché non avete ancora considerato appieno i metodi di comunicazione fra le anime. L'anima non ha sostanza, giusto? Ed è diversa anche dall'elettricità e dal magnetismo. Non credo capiresti neppure se te lo spiegassi meglio, ma per dirla in breve è simile al nulla." "Il nulla ... Allora ci ho già pensato." "Eppure non lo comprendi. E' per questo che te ne stai lì a bighellonare: chi rimpiange il mondo non può capire che cosa sia l'anima." "E tu come mai lo capisci?" "Io? Perché ho un'anima più libera di quella degli uomini. Mi è

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