62 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE ..· ·_ ,: loro come colpa). Il mio esempio preferito, tuttavia, è quello di Olive, la sorella incestuosa di The Book-bag, con la sua tranquilla ma alla fine fallimentare determinazione a tenere nascosto il suo segreto e a non consentire che esso la distrugga. In effetti questo è uno dei racconti più belli e più tipici di Maugham. Il Maugham narratore va a stare da un certo Featherstone, alto funzionario in un distretto della Malesia. Viene introdotto un altro personaggio, Tim, un uomo tranquillo che se ne sta molto per conto suo. Lentamente e trasversalmente viene fuori la storia sia del perché Tim è guardato con sospetto dagli altri inglesi, sia del corteggiamento da parte di Featherstone della sorell,a di lui, Olive, che si conclude in tragedia quando Tim si sposa. Ostinatamente tenuto su un registro basso e senza cedimenti al melodramma, The Book-bag è un esempio superbo dell'arte del racconto e del modo di scoprire ciò che vi è di interessante sotto al placida superficie di una monotona esistenza. Maugham, probabilmente, sarà sempre considerato un minore. È probabilmente una valutazione corretta, sempre che si riconosca che spesso vale la pena di leggere i minori come e quanto i cosiddetti grandi. Vale la pena riscoprirlo in quanto scrittore che visse al vertice della modernità ma che ora appartiene irrevocabilmente al passato. Era uno scrittore della fine dell'Impero e di un mondo che proseguì la sua esistenza dopo che la sua necessità storica si era conclusa. È significativo che Ashenden l'inglese si chiuda con l'episodio in cui il protagonista è mandato in Russia per cercare di impedire la Rivoluzione: nessuno si sorprende, tantomeno lui, che non ci riesca. MATERDOLOROSA YSIN DECORO NOTEAMARGINE DI RECIDIVA OWEROPERCOPI MariaNadotti "Si definisce recidiva la tendenza a rifare più volte lo stesso atto, il medesimo reato. L'impulso a ripetere/ripetersi, con l'illusione, magari, di trovarsi in situazioni, o cose, completamente nuove, inedite. Tendenza, impulso, o anche difetto, vizio, che caratterizza soprattutto l'universo, speculare e ingannatore, del teatro, delle sue figure principali: doppi, finzioni, citazioni, re-citazioni, tirate, allocuzioni, tempi, pause, scansioni del silenzio." Così il drammaturgo o, meglio, l'autore-attore napoletano Enzo Moscato introduce il suo più recente lavoro teatrale, Recidiva ovvero per Copi, un atto unico di insubordinata e irresistibile comicità o tragicità (con Moscato il confine tra i due umori è del tutto virtuale), che la sua Compagnia ha co-prodotto insieme alla Biennale di Venezia e al Teatro Biondo di Palermo. Presentata in una serie di festival estivi, da Venezia a Sant' Arcangelo a Palermo, in una versione ancora leggermente e "involontariamente" sgangherata, questa pièce merita di conquistarsi i tempi e gli spazi adeguati alla sua densità scenica e FotoG. Giovannetti/Effigie drammaturgica, fuori dalle improvvisazioni e dalle forzature imposte da quell'implacabile e davvero feroce meccanismo che è la circuitazione teatrale estiva del nostro bel paese: un misto di improvvisazione, decisioni dell'ultimo momento, fare e disfare. Il trionfo del mordi e fuggi, del fai da te, della piccola concorrenza e del familismo sleale. Non si uccidono così anche i cavalli? Recidiva, dicevamo, è un. lavoro che va visto con calma, nell'ambiente giusto, per godersene il testo, la recitazione, la scena. Per penetrarne la sostanza, che una visione accaldata e distratta rischia di ridurre a ressa di boutade demenziali, a tour de force di un immaginario coattamente liminale, morbido, infatuato del "basso" e delle sue massmediologiche rappresentazioni. Tempo fa, in un monologo-spettacolo o conferenza dal trasparente e allusivo titolo La Psychose paranoi·que parmi les Artistes, Moscato aveva scritto: "Bisognerebbe arrivare, insomma, a una contaminactio maxima tra i registri, i toni, le grammatiche, le stilistiche. Infettare continuamente ciò che_ appartiene alla testa con ciò che viene dal ventre, ciò che viene dall'alto con ciò che urge, insoddisfatto e represso, dal basso. Intrecciare sublime e fecale, senza più sensi di colpa o nevrotiche pruderies". Recidiva, un indemoniato e sapientissimo atto di fede nel teatro e nella sua tradizione, è esattamente questo: un omaggio a Copi, autore la cui scrittura, nonché scrittura scenica, rivela un'assoluta affinità con le pratiche di penna e palcoscenico di Moscato, e dunque un'ulteriore occasione per ribadire che la gabbia dell'alto vs il basso, del dicibile vs l'ineffabile o l'indecente, suo esatto contrario, del bello vs il laido, del vero o verosimile vs il ridicolo, il grottesco, il cheap, del nobile o sacro vs l'osceno, lo spudorato, l'escluso, è una mera finzione. Una
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