FotoAlexMojoli/ G. Neri. famigerato art.133 sul "cattivo uso della libertà d'espressione", in base al quale veniva castigato chiunque non s'allineava (anch'io ebbi un processo da cui mi salvai, ma solo grazie a degli amici che firmarono perizie a me favorevoli). Noi abbiamo presentato un dossier sui casi di censura e di violenza nei confronti di giornalisti disobbedienti, sugli abusi della polizia ecc. Anche se l'art. 16della nuova Costituzione garantisce la libertà d'espressione, la realtà è un'altra. La struttura organizzativa (direttori e caporedattori) e l'assetto proprietario dei mezzi d'informazione sono rimasti quelli del consenso obbligato. La TV nazionale, con tre canali su tutto il territorio, è irregimentata dal governo. Il pubblico è passivo, perché non esiste una coscienza della libertà di stampa. Così non ci sono pressioni. I giornalisti e le loro organizzazioni sono inerti, anche per la paura della concorrenza, che metterebbe a rischio i posti di lavoro, oppure di una vittoria dell'opposizione, che comporterebbe un ricambio di personale. Le opposizioni hanno accesso all'informazione? Georgievski Solo formalmente. I media esercitano sistematicamente il culto del potere e della personalità. Quando ci invitano è allo scopo di umiliarci di fronte ai serbocomunisti: è capitato anche a me di cadere in queste trappole. I gruppi egemoni, l'editrice "Nova Makedonija" e la MRTV (Radiotelevisione macedone), più che informare generano un'allucinazione di massa. Non ne sono colpevoli i giornalisti, vittime dei dirigenti che danno loro gli ordini, i quali a loro volta dipendono strettamente dal governo, che è fatto di nomi e cognomi, non è un mito occulto. Delle duecentodieci stazioni radio-televisive locali, poche producono programmi d'informazionee vengono favorite quelle filogovernative nellapubblicità, PERIFERIE/MACEDONIA 51 gestita anch'essa da imprese statali. Nedelkoski Il governo ha fatto di tutto per presentare ali' estero l'opposizione come terroristica. Solo da un anno siamo riusciti a fondare un settimanale indipendente, "Makedonsko Delo", unica voce libera. I due quotidiani pubblicati, "Nova Makedonija" e "Vecer", sono di proprietà statale e hanno la più grande struttura distributiva, di fatto monopolistica. In apparenza si permette l'accesso al poligrafico anche ad altre testate, ma in pratica le condizioni poste sono tali da rendere fin dal!' inizio in perdita l'impresa. Persino dalla Fondazione Soros arrivano aiuti consistenti solo per chi è vicino al potere. Io sono stato messo forzatamente in pensione con cento marchi al mese. Le minoranze o "nazionalità" hanno a disposizione dei loro media autonomi? Lazarov Sì, esistono giornali e riviste, radio, televisione, scuole e luoghi di culto per tutti i gruppi, che hanno una tradizione unitaria, emersa fin dalle lotte per l'indipendenza dall'Impero Ottomano. Georgievski Ma c'erano anche al tempo del comunismo ed erano più venduti e finanziati di ora. La Macedonia ha ereditato l'atteggiamento jugoslavo verso leminoranze, che era solido. Poi va tenuto presente che anche all'interno delle nazionalità c'è una scissione tra democratici ed ex comunisti. Prendiamo ad esempio i turchi, che pure non costituiscono, per numero e concentrazione geografica, un fattore politico qui. Bene, quelli che appoggiano Gligorov sono i quadri della nomenklatura di prima. Lazarov Nell'attuale turbolenza nazionalistica in tutta l'Europa Orientale - e anche oltre, se teniamo conto di fenomeni in atto
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