FotoSygma/G. Neri. qualcosa per primo su quello che era successo ieri. Alla fine gli ho chiesto se volevamo pranzare insieme. "Vado con Rollie" m'ha detto, chiudendo l'archivio. "Oh beh, uh, pensavo che potremmo parlare di quello che successo ieri". "Non c'è molto da dire", mi fa. "Non molto, vero". "Già", mi fa...Già. Scrivo "Aiuto sono Prigioniero nella Fabbrica di Joseph Ribold" su un altro foglietto rosa per le fatture e lo faccio volare giù dalla finestra sul retro. 11. Ancora una volta non ho dormito la scorsa notte. Stavo ancora peggio pensando come mi hanno fregato e come mi sono fregato da solo e questo mi brucia veramente, sapere che mi sono fatto fregare in quel modo. Beh Bruce mi aveva avvertito e lui è l'unico che mi ha detto ciao quando sono entrato allavoro stamattina, lui e il vecchio John. Posso sempre contare su Bruce. Questo lo so, ma non posso fargli sapere quanto sono incazzato altrimenti s'incazza lui e questo non promette niente di buono. Non bisogna far incazzare Bruce. Devi vivere in pace, così gli ho detto. Vivi in pace e non ti preoccupare di niente. Più tardi verso l'ora di pranzo sono davanti nel magazzino a tirare giù dei vestiti per Dolbry' s quando Gary Brownberg arriva abbaiando dall'ufficio, sventolando un foglietto rosa per le fatture, quello scemo di Gary, l'ebreo fallito della famiglia e caracolla fino al banco delle spedizioni urlando qualcosa a proposito dei poliCANADA/ FENNARIO 47 ziotti che stanno a parlare fuori con Joe Ribold il quale è molto molto incazzato per questa storia. "Quale storia?" chiede Rollie mentre Brownberg gli passa il foglietto rosa delle fatture. Rollie legge l'appunto con un cipiglio perplesso che si trasforma in una sbuffata. "Non c'è niente da ridere, Rollie" fa Brownberg, "la polizia è là fuori e Joe è incazzato nero - chi l'ha scritto". "Che cavolo ne so". "Dai, che lo sai". "Te l'ho detto, che cazzo ne so quindi vaffanculo fuori di qui, Brownberg". "Joe è furioso, Rollie, proprio furioso" dice Brownberg mentre si gira per uscire. Rollie guarda ancora l'appunto con un sorriso contorto. "Ok, ragazzi, niente più biglietti giù da quelle fottute finestre". 12. Sto scrivendo questo appunto in piedi al banco delle fatture sul retro alle nove di sera. Non ho fatto un tubo eccetto scrivere nel mio quaderno per oltre un'ora e nonm'importa se qualcuno mi vede o no. Non starò qui per molto tempo ancora. Non per molto. Terry stava dicendo poco fa, dicendo che beh non gli frega poi tanto dello straordinario perché appena riesce a comprarsi la Harley che vuole, subito se la squaglia da questo posto - bum via persempre. "Dove cavolo andrai?" faccio, "Toronto, Winnipeg, Vancouver - sono tutte uguali - un'unica grande fabbrica, un'unica grande galera". "Non sono tutte uguali", fa Pat e non so come mi trovo ad andare giù pesante sul fatto se è la vita a determinare la coscienza oppure la coscienza a determinare la vita e chi o cosa con Pat che adesso si dà aOuspensky. La Regola del Tre e laRegola del Sette in unNuovo
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