46 CANADA/ FENNARIO di ieri sera e cazzo, giriamo l'angolo di Peel Street e e' è la barricata della polizia tutto pieno di vetri sfarinati scheggiati e schizzati su tutta la strada con le vetrate dei negozi spaccate e coperte da assi di legno come in un sogno, uno stran·o sogno mentre passiamo dondolando sotto il naso dei poliziotti e dentro l'edificio dell'Hermes cantando "Vai, vai tranquillo, vai sulle dorate schegge". "Ehi voi ragazzi vi siete dati un gran da fare ieri sera, eh?" dice Bruce, ahah e Rollie arriva con mezz'ora di ritardo con l'aria sbattuta come tutti noi con gli occhi cerchiati di rosso per essersi fumato un paio di etti di roba ieri sera con altri compagni di baldoria e io sto piazzato sopra il tavolo d'imballaggio a suonare degli accordi sulla mia armonica con Bruce che saltella su uno scatolone quanqo Rollie si stacca dal telefono improvvisamente rabbuiato e "Forza ragazzi", dice "quello era Bill Hops al telefono e viene oggi, quindi diamoci una mossa". Allora scendo dal retro nella stanza spedizioni e ci sono Pat, Butch e Terry che si fanno una canna dietro una fila di vestiti. Io di solito non fumo ma mi sono fatto una tirata con loro e poi un altro po' insieme a Pat sghignazzando là dietro a fare barzellette cretine su Elia Khazoom zumando telefonate pazze ai nostri amici dicendo -che e-c'è di così bÙffo?-quando-ehm-Bill Hops entra e ci blocca con un'occhiataccia d'aquila. Oh-oh e Pat subito si tira su ma io mi devo reggere ai due lati del tavolo per le fatture soffocando un risolino tanto da cominciare a tossire mentre Bill Hops fa finta di controllare delle ordinazioni quando invece io so che sta controllando me e io guardo Pat, lui guarda me, ci stiamo guardando negli occhi quando io dico "Hop to it, BilJ" 1 • • Pat cerca di non ridere. Bill Hops è solo a sei metri e lui non vuole ridere ma io continuo a guardarlo negli occhi a sorridere e ghignare e Bu-whaw-ha-ha-ha esplode dalla punta dei piedi e cade sul fottuto pavimento sganasciandosi e io cado con lui, e ci rotoliamo nella polvere in mezzo alle rastrelliere con i vestiti appesi e Bill Hops con un cipiglio sbalordito stampato sulla faccia. Accorrono i dipendenti mentre noi continuiamo a rotolarci sul pavimento senza controllo e Butch, Terry, Bruce e Rollie che ci guardano dall'alto. "Che c'è di così divertente, ragazzi?" "H-H-H", dico mentre Pat si tira su appoggiandosi a un attaccapanni. "H-H-Hop" dice, prima di contorcersi in uno spasimo. "H-H-Hop to it, Bill 1 ". I ragazzi scuotono le loro teste annebbiate e se ne vanno con Rollie che ci ricorda che si devono preparare quegli ordini per la Hudson' s Bay senza badare a niente e nessuno mentre ci alziamo in piedi, tenendoci i muscoli indolenziti dello stomaco. È tempo di rinsavire sì con Butchie che va a prendere dei caffè da lrving e io penso, beh, mancano tre ore al cartellino di uscita all'una ma le due arrivano e passano e poi le tre, le quattro, le cinque, le sei e le sette. Per niente divertente con Patche ci invita tutti a casa sua a Pierce Street per fumare così ok, tomo a casa a prendere Liz a Little Burgundy prendendo la scorciatoia che passa sulle rotaie della CPR e poi indietro fino agli Appartamenti Braeside, un posto tipo c'era una volta il Tè per Due alla Noel Coward ma adesso è un alloggio abusivo con una festa da qualche parte alla tale ora sempre con André il Pazzo che apre la porta lassù al quarto piano con un'improvvisa raffica dei "Chicago" e una zaffata di erba. "Entrez" fa André con la testa che si muove a scatti come un giocattolo meccanico, "Entrez". Un minuscolo locale, di due stanze più servizi affollato da toute la Ribold gang, incluso Rollie insieme alla sua ragazza spogliarellista ossigenata fuori di testa per le canne e il vino con Butch e Terry buttati sul letto e André il Pazzo che rincorre gli scarafaggi con l'accendino e io mi siedo mentre suona l'album di Janis Joplin Cheap Thrills sentendomi bene poi parte/ ron Butte ,jly con un boato come un allarme radar che fa vibrare i muri, il letto e non riesco a pensare, non posso parlare, non posso far altro che alzarmi per andarmene e ehi, do' vai fa Pat, ma io me ne sono andato lo stesso. Non sopporto quel sound heavy metal. Mi mette a dura prova. Dormo fino a tardi la domenica e mi sveglio sentendomi come se fossi ancora da Ribold. Cioè avevo tutti i rumori ancora dentro il cervello. Ci vogliono almeno due giorni per far uscire i rumori dalla testa. E blah lunedì balordo al lavoro vengo a sapere che la Compagnia vuole che ordiniamo, fatturiamo, imballiamo e spediamo gli abiti al nuovo ritmo di mille e cinquecento al giorno, un aumento rispetto alla vecchia media di novecento e non solo questo ma il capo ha detto a Rollie di riferirci che lo straordinario sarebbe continuato nel prossimo futuro ...vale a dire almeno altre due settimane. "È troppo, Rolli e", ho detto mentre Bruce schiacciava con un pugno una scatola sul tavolo d'imballaggio, "è veramente troppo è fottutamente troppo". Ho parlato a Bruce più tardi del!' opportunità di protestare come abbiamo fatto ad agosto e lui mi ha detto non farlo perché Rollie ha avuto l'aumento e tutti gli altri si cacano sotto e già già ho fatto, sapendo che aveva ragione ma non volendo credergli così dopo pranzo ho parlato ai ragazzi e già hanno più o meno detto che mi appoggiavano se avessi parlato a Rollie, più o meno, ma no, non sapevano quando né dove né come così li ho raggruppati intorno a me- più o meno raggruppati intorno a me e poi mi sono avvicinato a Rollie seduto di spalle al suo tavolino, che lavorava su alcuni moduli per le ordinazioni. "Ehi, uh, Rollie" faccio, "io e i ragazzi abbiamo parlato e pensiamo che, uh, lo straordinario è troppo e vogliamo che sia sospeso". "Beh, Dave" fa Rollie, senza alzare lo sguardo dalle sue carte, "sai quello che puoi fare se non ti piace". "Uh già, ma non ci sono solo - io?" ho detto, girandomi appena in tempo per vedere Pat, Jerry e Butchie che sparivano nella stanza spedizioni. "T'avevo detto che non l'avrebbero fatto" grida Bruce dal suo tavolo d'imballaggio con Rollie che continua il suo lavoro e io che sto lì in piedi. "Uh" ho detto, "uh". Molto tempo dopo ne parlo a letto con Liz e lei pensa che ho fatto quello che potevo. Però non ne sono sicuro. Continuo a pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato oppure che ci sia qualcosa di sbagliato. Qualcosa a cui non voglio credere. 10. Non ho dormito molto stanotte, pensando a tutto quanto. Entro al lavoro e Rollie subito mi abborda. "Dave, devi parlare a Bruce". "A Bruce? E di che cosa?" "Beh, conosci Bruce", mi dice e io aggrotto la fronte. Già conosco Bruce così mi dirigo dove stava a rimuginare da orso qual è e dai, che c'è dico, cercando di calmarlo perch io sono il solo che possa parlare veramente a Bruce, il mio amico fraterno, lui che ha accoltellato il cuoco alla Fattoria di Rieducazione per Fanciulli Shawbridge. "La devi smettere di credere alle persone", dice, " credi troppo alle persone, Dave". Va beh - va beh così lo calmo rimettendolo in sesto per il suo bene, poi vado giù nel retro a spedire vestiti. Pat stava lì a fare su e giù le stesse file insieme a me, tirando via i modelli e le taglie ma non ci siamo neanche detti ciao. Tutti e due a spiare chi avrebbe detto
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