Linea d'ombra - anno XIII - n. 108 - ottobre 1995

FotoSygma/ G Neri. quando anche i cani scappan via, e a te piacerà, tesoooro, perché la sozzeria va di grande, ecco perché sono qui a ... ehi, torna qua, tu, bastardo! E più che i vecchi mostri sacri del blues (e Otis Spann, il mitico pianista dei Muddy Waters, al quale Callaghan si ispirò), non par di sentire Tom Waits (citato nel corso del testo) nell'atmosfera del nightclub evocato nel brano che segue? Hogg atterrito Alla Taverna da Friar Dorado il nano disc jockey sedette vicino alla porta. il colare del sudore sull'arco della guancia pareva, alla luce citronella, una pellicina su uno sfregio. alla destra portava un anello d'argento, metallo battuto a falco. si carezzò CANADA/ CALLAGHAN 41 quell'uccello e invocò Carne-Dolce Manzone, il pianista, "suona, baby, fammi scordare le ossa nella schiena." Manzone fissava perplesso il rumore e schioccò le gnocche. negli specchi alle pareti vide lunghe file di doppi. "eccovi a voi ... Carne-Dolce," urlò, e pestò la tastiera, a capo chino, cantando, "un giorno di questi io dò di testa, compro uno schioppo, le faccio festa, e non deve fregare a nessuno se farò questo." Dorado, indolente schizza acqua gelata alle entraineuses alle loro mammelle iridescenti, scagliando via le scarpe sotto il tavolo, a ristorarsi i piedi. Carne-Dolce intonò l'abisso del blues sull'osso del gatto nero e le bande di donne, poi scese giù, a passi lenti alla porta. "Dorado", disse, "non è che devi passarmi la roba?" il nano infilò una bustina di coca in tasca a Manzone, dicendo, "in che cazzo di stato sei?" Carne-Dolce ripose la grana sul tavolo. "che ti frega, Dorado, come crepo, che ti frega come ammazzo." e risero entrambi. Manzone uscì fuori in gran fretta, camminando raso muro, scese tre rampe di scale nel bagliore di ceramica da metropolitana, e trovò Hogg, con l'occhio buono cucito di sangue, che lo fissava. offeso, Manzone gli piantò il pugno sul viso. "muovi quello schifo di culo, Beethoven ... o Carne-Dolce ti spacca il muso." Hogg si scostò, atterrito, "lo fai tu quel casino là sopra?"

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==