Monique Proulx RITRATTODI FANTASMI A cura di Anna Rita Prontera Il racconto Ritratto di fantasmi di Monique Proulx è tratto dal suo ultimo romanzo Homme invisible à Lafenétre del 1993 che racconta la storia di un pittore paraplegico che, impossibilitato a vivere normalmente la sua vita, si immedesima in quella degli altri, dipingendone ritratti inquietanti con i quali tenta di carpire la loro anima. Nei suoi romanzi, l'autrice rappresenta le inquietudini del nostro tempo. Il suo primo libro Sans coeur et sans reproche, raccolta di racconti uscita nel 1983, ottiene il premio "Adrienne Choquette" e il "Grand Prix Littéraire du Journal de Montréal". Nel 1987 esce Le sexe des étoiles, accolto calorosamente da pubblico e critica che già lo considera un classico della letteratura moderna. Monique Proulx scrive anche testi per la radio e per la televisione, opere teatrali e sceneggiature cinematografiche. Dietro la finestra del caseggiato di fronte, la donna-ragazzo è tornata a sedersi. I suoi capelli molto corti sembrano una lacca direttamente applicata sull'ossatura del cranio, un casco di guerriera da cui sarebbe scaturita come uno scettro la linea del collo. È una donna dalle linee lunghe, un'architettura pura e spoglia che non lascia apparire nulla di ciò che si officia all'interno. È china sul suo tavolo da lavoro; quando la si guarda un momento, si vede che non è perfettamente immobile: una delle mani, sospesa come una creatura indipendente, effettua una rapida rotazione del polso. Guardo la sua mano. In un attimo, vedo solo lei, questa mano di donna dal polso di ragazzo che gira su se stessa al ritmo staccato della riflessione, come altre si mangiano le unghie o fumano una sigaretta, questo piccolo satellite che catalizza l'elettricità dell'aria per condurla al cervello. Ho conosciuto una donna così, che portava su di sé una smentita perpetua. Quando il suo viso era sereno, c'era sempre una parte del suo corpo che trepidava d'ansia. Quando i suoi occhi si incendiavano, la sue mani restavano gelate e inerti. Non era tuttavia una che mentiva. Era una in cui coesistevano due verità parallele, che s'ignoravano l'un l'altra, appropriandosi ciascuna del suo territorio, nella più serena disarmonia. Lady. Se lo volessi, potrei molto facilmente ricordarmi di lei. Capelli inverosimili, che si arricciavano fino alla vita. Ambigua, anche al primo sguardo: una testa da eroina romantica su un corpo canuto di ragazzo. I polsi sottili, il collo lungo, come una linea. Quando si curvava su se stessa per dormire, la sua mano sorvegliava a lungo, ruotando in silenzio. Mi allontano dalla finestra. È impossibile che il passato mi raggiunga fin qui, e se ne ha l'impudenza, bisogna mostrargli che non è nulla, un terriccio di cadaveri in polvere. Bisogna immediatamente voltargli le spalle. Ascolto solo le voci del presente. Sono una moltitudine, ogni giorno, ad affollarsi sulla mia segreteria telefonica per ricordarmi che faccio parte di una tribù, la più vulnerabile che ci sia. Non ho la scelta di essere solo. La solitudine esiste in un così gran numero di CANADA/ PROULX 35 esemplari che diventa una sorta di anticamera della festa, dove gli invitati angosciati, braccati davanti al loro specchio, non smettono più di darsi dei 1itocchi invece di andare alla festa. PRONTO MAX, SONO PAULINE. HO BISOGNO DI UN CONSIGLIO. TIRICHIAMO ...EHI, MAX, PUOI PRESTARMI DEI SOLDI FINO A VENERDÌ?SONOLAUREL.NONPARLARNEAPAULINE ... BUONGIORNO, MAX. SONO MAMMA. TI RICHIAMO ... Hl, MAX. JIM. SEE, WE NEED A PLACE TO JAM, SATURDAY. CAN WE GOTO YOUR PLACE? CALL ME BACK. .. SONO IO, MAX, MAGGIE, DEVO PARLARTI DI LUI, POSSO ANDARE A POSARE DOMANI? ... GOOD MORNING, MAXIMILIAN. SONO JULIUS EINHORNE. HO BUSSATO DA LEI STAMATTINA, RITORNERO' A MEZZOGIORNO ... BUONGIORNO, MAX. MAMMA, SONO MAMMA. NON CI SEI ANCORA, TI RICHIAMO ... SONO IO. MORTIMER. PASSO TRA POCO, SE VUOI, HO DUE TRE COSE DA RACCONTARTI, CHE CAVOLO DI GIORNATA. .. SALVE, MIO MAX, SONO ROBIDOUXDOUX-DOUX, FACCIO UN SALTO TRA POCO DA VOI PER PRENDEREAPRESTITOITUOILIBRISUSCHIELE ...BUONGIORNO, MAX, SONO IO, MAMMA. A PIÙ TARDI... PRONTO, MAX. SONO CHARLES. VOLEVO CHIEDERTI UN'INFORMAZIONE SULLA GALLERIA DI RACHEL, TI RICHIAMO ... SALVE, MAX, SONO HARRY. VOGLIO MOSTRARTI I MIEI ULTIMI LAVORI, RICHIAMAMI... PRONTO, MAX, MAMMA, SONO MAMMA, RICHIAMAMI, PER PIACERE. RICHIAMAMI ... Il più delle volte ci riesco, vado più veloce della mia ombra e la semino in cammino, ma a un tratto, non sto più sul chi va là e in una canzone di successo ferocemente rock s'intromette un ritornello "granola" che mi riporta di nuovo indietro. MAMMA, parola quasi esecrata, se avessi forze per odiare, MAMMA, SONO MAMMA. Come eliminarli del tutto, questi testimoni imbarazzanti anteriori al Big Bang, come trasformare la propria vita in film di gangsters? Lady si alza, stiracchia con compiacenza la sua silhouette filiforme, scompare senza vedere lemacerie che fumano dietro di lei e i feriti che si lamentano nel buio. · Una volta, correvamo. Non posso farci nulla, non so più dove andare a parare, le immagini anteriori al Big Bang mi spuntano anarchicamente davanti, sfilza di selvaggina da penna che si sparpaglia in tutti i sensi, correvamo, non posso sopprimere l'immagine, la mia amica Lady il mio amico Purple ai miei lati, correvamo per niente in un campo solcato come un vecchio viso e sobbalzavano davanti a noi una striscia ottagonale di cielo color malva e le vette granitiche degli abeti rossi mentre i nostri piedi alati inghiottivano il paesaggio, correvamo senza realizzare fino a che punto è straordinario correre, il bruciore vivo dei muscoli, i piedi che suonano l'hallalì e tutto il corpo che esplode in stato di grazia e di levità, ai miei lati imiei due amici, le gambe di Lady e quelle di Purple e anche le mie certamente vociferando la loro felicità di strappare lembi di leggerezza ali' attrazione terrestre, eravamo intre lanciati allecalcagna della vita ad ammazzarci di fatica e sbavare e a cùrrere, e la vita davanti giovanetta e sprizzante ci vedeva avanzare, la vita ci faceva lascivamente bye-bye nascondendo le sue varici dietro gli abeti rossi. Stop. Il passato è imperfetto, tutte legrammatiche lo proclamano. Non c'è avvenire se non nel presente, e ilpresente è questa tela sulla quale tento di costruire, a colpi di geroglifici colorati, il ritratto dell'umanità. Il presente è anche uno specchio, non importa quale specchio, quello ad esempio che ho fatto appendere nell'angolo-salotto del mio appartamento, tra autoritratti di qualche gigante della pittura
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