CANADAUNO E DUE DUELINGUE,DUETRADIZIONI ' PERCORSIDI IDENTITA lA LETTERATURA CANADESEFRANCESE Anna RitaProntera Nel variegato panorama culturale canadese l'incontro/scontro di diverse realtà è fonte di arricchimento e di stimoli sempre nuovi. La letteratura di espressione francese e di espressione inglese sono rappresentative di tale mutuo scambio e di quanto il confronto sia prezioso ali' épanouissement de l'autre. A tale riguardo Northrop Frye ha rilevato: "Gli scrittori anglo-canadesi, quando a loro volta scoprirono la loro identità negli anni Sessanta, lo fecero di rimessa, come reazione ai problemi posti dai francocanadesi" ("Canada contemporaneo", I, gen.-feb. 1980, p. 9). In questa chiave ci sembra si possa leggere la nascita e l'evoluzione della letteratura canadese francofona che, pur affondando le sue radici nella cultura francese, è però inserita in un contesto nordamericano. Il periodo che va dalla fondazione della Nouvelle-France agli inizi del XVII secolo fino alla conquista inglese del 1760 è caratterizzato dal delinearsi di un primitivo corpus letterario, a testimonianza di una coscienza collettiva che si va formando. Certo, non si può dire che la colonia francese produca una vera e propria letteratura. La popolazione composta da contadini, artigiani, mercanti, missionari e da qualche nobile decaduto, è impegnata nell'esplorazione e nella presa di possesso del territorio e non ha la forza necessaria per dar vita a un'attività letteraria autonoma. In questo contesto possiamo situare i récits di viaggi e le testimonianze dei missionari. A questa prima produzione appartengono gli scritti di Jacques Cartier, i Voyages di Champlain, Le GrandVoyageaupaysdes Huronsdi Gabriel Sagard, in cui gli autori descrivono con stupore e meraviglia, ma anche con precisione e ricchezza di dettagli, il mondo che si apre davanti ai loro occhi; la corrispondenza di religiose e missionari e le relazioni dei Gesuiti ai loro superiori in Francia, che uniscono riflessioni teologiche e morali a descrizioni di vita domestica. Il I 837 segna una data importante nell'evoluzione della letteratura canadese francese. Il risveglio politico e sociale conseguente alla rivoluzione guidata da Papineau si riflette anche nella letteratura che esce dallo stato embrionale e comincia a produrre le prime vere opere franco-canadesi. Non si tratta ancora di lavori originali ma di imitazioné sul modello della letteratura francese che in questo periodo si diffonde sempre più grazie a giornali come "L'abeille canadienne" e "Le Spectateur". La poesia e il romanzo mettono in evidenza l'influenza dei grandi autori romantici. Le opere di Octave Crémazie, Philippe Aubert de Gaspé e François-Xavier Garneau testimoniano di questa nuova stagione. La nascita di una vera e propria letteratura canadese di espressione francese si può situare attorno alla seconda metà del secolo. L'affluire di nuove idee laicizzanti veicolate dalla letteratura francese e permeate di liberalismo, realismo e socialismo, allarma il clero, solo interprete della realtà canadese francese, che imprime alla vita letteraria nuovi orientamenti. Nasce così una letteratura nazionale e patriottica il cui scopo è di glorificare le origini del popolo canadese, celebrare l'attaccamento alla terra, disprezzare il lucro e il commercio ed esaltare i valori dello spirito. Il romanzo Maria Chapdelaine di Louis Hémon, pubblicato nel 1916, ne è uno dei migliori esempi. L'autore, pur celebrando la civiltà contadina, descrive con estremo realismo le condizioni dei coloni: la miseria, il duro lavoro nei campi, le grame ricompense di una terra ingrata. Il successo dell'opera di Hémon consolida la fortuna del roinanzo della "terre paternelle" sino alla metà del XX secolo dando l'immagine di un paese immobilizzato nelle sue tradizioni e occultando la realtà con cui i canadesi francesi si misurano ormai dall'avvento del l'industrializzazione. Se il tema del "culto della terra" domina l'universo letterario, non mancano però voci originali che si elevano al di sopra di questo scenario monocorde: alla fine del XIX secolo Emile Nelligan, pur partendo da esperienze parnassiane e simboliste, giunge all'espressione di un lirismo personale; nella prima metà del Novecento Hector de Saint-Denis Garneau, Alain Grandbois e Rina Lasnier sono i rappresentanti di una modernità che si esprime tanto nella forma quanto nel contenuto. Nel frattempo, soprattutto nel periodo fra le due guerre mondiali, la realtà franco-canadese si modifica: a una società contadina si va gradualmente sostituendo una società urbanizzata. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale si rivela per il Canada francese un sorprendente fattore di evoluzione in campo economico, politico, ma soprattutto religioso e culturale. Il moltiplicarsi dei rapporti con l'Europa e col mondo anglofono obbliga la società franco-canadese a rimettere in discussione i valori e gli archetipi che l'hanno sinora sorretta. La ricerca di una propria identità si può situare nel periodo successivo alla guerra. In tale percorso Gabrielle Roy segna una
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