Linea d'ombra - anno XIII - n. 108 - ottobre 1995

i piani della realtà incorporando in una rappresentazionefedele al vero dei piccoli, marginali ingredientistranianti, inopinatamente surreali, per poi con naturalezza riprendere arditamente da quelli sviluppando la "visione" fino a esaltarsi in espressionismi". Citiamo da una introduzione a una ristampa del 1970di Nascita e morte dellaMassaia, romanzo apparso a puntate nel 1939 su Tempo illustrato di Alberto Mondadori, poi raccolto nel 1941 e uscito infine nel 1945. È l'opera più ambiziosa della scrittricein cui alla sperimentazionedi tecniche narrative diverse (romanzo, teatro, fiaba, saggioe diario) si combina una storiadi ribellione al destino di moglie e madre dei figli, di "angelo del focolare" riservato alla donna. Ribellione anche al conformismo di una società che implacabilmenteassegna ad ognuno il proprio ruolo. Il libro ebbe problemi di censura, oltre che per il tema centrale dellamatemitàrifiutata,peruna venaantistituzionale,inparticolare antimilitarista,ma sarebbe erratoaffermare che ci sia unavolontà politica antifascista o una presa di coscienza femminista nelle pagine della Massaia. Precisi riscontri dei temi affrontati nel romanzo si trovanounpo' ovunquenelle letteredi queg1ianni,ma è lontana la lucidità di una VirginiaWoolf, per citare il nome che per primo viene alla mente. L'importanza della Masino risiede piuttosto nell'avere dato, attraverso la propria vita, dignità aff autonomiaintellettualedelladonnadi cultura, nonpiùsoltanto eccentricadannunzianacome laMarchesaCasati oLuisaBaccara eneppure animatricedi salotti politico-culturalicomeMargherita Sarfatti o Anna Kuliscioff. IproblemidiBontempellie laMasinoerano tuttaviacominciati qualche tempoprima dei guai con la censura. Dopo aver visitato il Vittoriale, subito dopo la morte di D'Annunzio, e averne constatatolamodestia, sintomodellalontananzada unmondoche non esercita più nessun fascino sulla Masino, Bontempelli è incaricatodi ricordare il Vate aPescara, ma il discorso non riesce gradito alle autorità fasciste per gli espliciti riferimenti a "una coltivata barbarie" e a un "feticismo deUaviolenza". A questo si aggiunge il rifiuto di Bontempelli di succedere alla cattedra di letteratura italiana tenuta a Firenze da Attilio Momigliano, estromesso a seguitodelle legge razziali.Per i due ciò significaun rapido decadimento dei privilegi ottenuti e un progressivo isolamento, pur potendo ancora contare sulla discreta protezione di Bottai. Vivono nella nuova casa di Venezia, in cui è spesso ospite la giovane e bizzarra Ortese, tra i lamenti della Masino, costretta per la prima volta al ruolo di padrona di casa. Benchégli anni tra il '38 e il' 43 siano ancora pieni di incontri (De Sabata, la Aleramo, Arturo Martini) e di occasioni mondane (il Maggio musicale fiorentino, il festival di Venezia), la coppia nonè più un polo d'attrazione e per le disgrazie politiche e perché ormai si è disinnescata la miccia dello scandalomondano. Il distacco di Bontempelli dal fascismo avviene in momenti diversi, probabilmente in modo più lento di quanto l'interessato ha teso a far credere, fino ad approdare all'adesione al Partito Comunista. Fatto sta che dopo l' 8 settembreAlessandroPavolini emette un ordine di cattura per Massimo e Paola costringendoli alla clandestinità.In quei mesi muorel'amatissimo EnzoAlfredo Masino e la vita della coppia si fa sempre più difficile. Di quegli anni di privazionila scrittrice ricordaun tailleur di Biki regalatole da AlbertoMondadori, sacrificatoincambio di un pezzodi carne: è il simbolodi unperiodo che finisce,destinato a non tornarepiù. Il primo dopoguerra vede Bontempelli e la Masino condurre una vita forzatamente bohéme tra artisti squattrinati e giornali dallavitaeffimera.AMilano, coltanelfervore della ricostruzione, oscillano tra il bar della Titta (il futuroGiamaica), la latteriadelle sorellePirovini (resa celebre daBianciardi) e i ricevimenti incasa Toscanini. In ristrettezze laMasino si disperde tra collaborazioni giornalistiche: scrive di costume, moda, arte, cinema ma senza una vera vocazione.Dopo che Bontempelli, eletto senatore nelle liste del Frontepopolare nel 1948,vienecostretto a dimettersiper i trascorsi fascisti, la vita della coppia si fa sempre più ritirata.Lo scrittore entra nella settantina mentre Paola ancora piena di energie, sovente lo lascia in compagnia della madre nella nuova casa romana, presa dagli impegni culturali ancora numerosi che sembrano ruotare attorno al circolo di Elsa De Giorgi. Tra gli incontri di quegli anni spicca quello con Renato Caccioppoli, a pochi mesi dal suicidio, pieno di un'intelligenza autodistruttiva. La morte di Bontempelli nel luglio 1960 rappresenta una cesura nella vita di Paola che fatica a ritrovare le ragioni per continuare a vivere. Frequenta gli amici più cari, presenzia ad avvenimenti culturali ma è come se ci fosse un'ombra che la . separa dagli altri. Anche il mondo in cui è vissuta, la società letteraria italiana va in frantumi. Magistrale è la descrizione del senso di incomunicabilità che aleggia su una festa dell'ambiente culturale romano dei primi anni Sessanta: sembra il party che chiude La notte di Antouioni. Altrettanto spaesante risulta,negli stessi anni, la cronaca di una performance piena di provocazione delgiovaneCarmeloBene.Abituataperanni aépater!esbourgeois Paolasubiscelacrudele leggedelcontrappasso.Benché scompaia ultraottantenne,negli ultimi venti anni di vita la scrittrice appare una sopravvissuta di un'epoca lontana. È la fedele custode dell'opera diBontempelli,manonriescepiù a scrivere,senon,per unbreveperiodo,undiario in cui annotalepoche occupazioniche ancora le rimangono. "Così, quando lui (Bontempelli) se ne è andato, io mi sono trovata disoccupata nel mondo". UNA SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE SU ILCORAGGIODELPETTIROSSO DI1\/v\URIZIO 1\/v\GGIANI DaniloManera MaurizioMaggiani, nato a Castelnuovo Magra nel 1951, è autore di quattro libri di narrativa: Màuri,Màuri (EditoriRiuniti, 1989); Vi hogià tuttisognatounavolta (Feltrinelli, 1990); Felice alla guerra (Feltrinelli, 1992)e Il coraggiodelpettirosso, uscito quest'anno presso Feltrinelli e meritatamente premiato col Viareggio. La scommessadell' autoreinquest'ultimo titolo,ilpiùcorposo della serie, era probabilmente quella di dare alla proprie caratteristiche di voce - lirico-bozzettistiche, apparentemente più acconce all'episodio, alla sfuriata o all'ironia- il respiro, la muratura e l'articolazione del romanzo, non esente da ariose tentazioni epiche. Al centro c'è lo spazio ciJ::coscrittodi Carlomagno, paese

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