Linea d'ombra - anno XIII - n. 108 - ottobre 1995

FotoSherbell/Saba/ Rea/ Contrasto. affrontare quel tipo di aggressività. Se uno studioso quindi si sceglie un autore non completamente congeniale è dura. Mi dispiace, ad esempio, per gli studiosi di Cechov, o Gogol', che muore suicida, lasciandosi morire di fame ... Tolstoj invece è perfettamente sano e tutto quel che fa è strutturato sulla sua salute, fa anche bene ai muscoli ... È vero in effetti che trasmette sensualità oltre che buona salute ... Altroché! Prenda Padre Sergio. E poi fa attenzione a particolari che pochi notano: per esempio, nella letteratura sovietica nessuno sa come si danno i baci. Non resterà traccia. Per settant'anni, i futuri storici del bacio e della carezza non sapranno assolutamente niente di quel periodo: dopo il Placido Don non c'è più niente. Evtusenko si vanta delle sue conquiste, ma in niente che ha scritto esiste mai nemmeno un accenno a questo tipo di cose. In Tolstoj c'è invece un tracciato preciso: offre per quel tempo una vicinanza enorme, permette di sviluppare occhi e orecchie spirituali. Una gran quantità di dettagli sorprendenti sul tipo di rapporti tra persone: tra uomo e donna, e tra uomo e uomo. È uno degli autori più generosi che esistano, sia per volume che per profondità. Fa tanta compagnia davvero. Lei ha detto che non diceva la verità. Ma ne era consapevole? Mah, lui era conte, e il rapporto di un nobile russo con la verità è sempre problematico. Perché in realtà è un rapporto con la menzogna. Il nobile russo è una persona che deve convincere gli altri che devono servirlo, e impara a farlo fin da piccolo. Se il SU TOLSTOJ/ SIBALDI 23 conte si arrabbia e frusta un servo sul viso, quello, se non vuole un'altra frustata, deve dire "Sì". Allora il conte gli vuole bene e gli dice "bravo". Per arrivare a questo "bravo" il conte deve essere un imbroglione micidiale perché deve convincere gli altri che è giusto così anche se lui sa che non è vero. · Tra l'altro, soffre di complessi di inferiorità per la sua scarsa cultura... " Sì, con gli altri nobili. Il rapporto con il muzik, invece, riflette l'atteggiamento verso la vita; quindi, lo studioso scopre ben presto che a Tolstoj non importa tanto della verità quanto della lotta. Affermarsi sull'avversario, sbaragliarlo, dopodiché è contento e lo lascia andare, senza ferocia. Da qui la menzogna: mente spudoratamente, a bella posta, come quando dice che la scienza è falsa. O come quando afferma che il matrimonio è sbagliato. Paradossalmente gli capita come a Sonja in Guerra e pace, in quella bella scena dello specchio: lei guarda e non vede niente, ma per non fare brutta figura inventa. Tolstoj fa lo stesso: imbroglia e poi, guarda caso quello che dice è vero, magari a distanza di tempo. La sua verità prende corpo così. Naturalmente alcune volte sente di essere perfettamente nel giusto e nel vero: le esegesi tolstoiane dei vangeli sono perfette, mai raggiunte prima e mai dopo. Eppure è sicuro di sé. Soprattutto nel momento in cui decide a quale dei suoi progetti letterari dedicarsi. È come se sentisse il filo della storia che sta per scrivere, quasi fosse un rabdomante ... Sicurissimo, è il più bel segreto del Tolstoj romanziere. Dipende dalla fiducia in se stessi, e quella di Tolstoj è smisurata. Quando comincia a scrivere seriamente ha sempre sette o otto progetti in corso, e nessuna fretta: li prende uno dopo l'altro

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