Linea d'ombra - anno XIII - n. 108 - ottobre 1995

22 SU TOLSTOJ/SIBALDI Igor Sibaldi TOLSTOJ,ILLOTTATORE IncontroconSerenaDaniele Igor Sibaldi è nato nel 1957 e vive a Milano. È studioso appassionato e attento di letteratura e cultura russa, a cui si dedica da anni: di Tolstoj ha curato infatti per la casa editrice Mondadori, i Racconti, Perché la gente si droga, l'Album Tolstoj, i Romanzi brevi. Inoltre, i Romanzi brevi di Dostoevskij e le Fiabe siberiane con un'introduzione sullo sciamanesimo. È anche studioso di teologia neotestamentaria, e autore tra l'altro del volume/ miracoli di Gesù e la tecnica dei miracoli. Di recente si è dedicato alla narrativa, pubblicando, sempre per Mondadori, i romanzi La congiura (1994) e La trama dell'angelo (1995). Rispetto ad altre opere critiche, il suo libro Album Tolstoj è più lieve e conciso; è un'autentica mappa di Tolstoj, quasi a indicarne limiti e confini "geografici". Meno male. Quelli che fanno un lavoro approfondito su Tolstoj poi muoiono ... Solo Troyat riesce a stampare un'opera completa; Ejchenbaum, per esempio, arriva a Guerra epace, oltre non può. Perché Tolstoj ha questa strana forma, che è più grande di quello che l'occhio può vedere: non come Dostoevskij, di cui si ha l'impressione di cogliere il nucleo, l'essenza. Bisogna invece girare a lungo per il "paese" Tolstoj per vederlo tutto: prima fa il militare di destra snob, uno sbruffoncello con l'accento provinciale; poi va in guerra, non tace delle sue ripetute malattie veneree; poi cambia ancora, diventa un signore severissimo, litiga con tutti. Già lì c'è una vita intera a portata di studio. Ma non basta: va a vivere in campagna, diventa un contadino, si sposa e ne è entusiasta; ma ali' improvviso si sente soffocare da quelle che fino a poco prima erano le gioie del matrimonio. E siamo solo al 1865, mancano ancora quarantacinque anni! A quel punto Ejchenbaum è morto. Ha scritto questo bellissimo libro, narrava ogni cosa, nei minimi particolari, e poi descriveva il contesto. Il lettore ne ricavava un quadro stupendo, dettagliatissimo, un capitolo magari di cinquanta pagine ... ma che copriva solo due anni! Sklovskij non è così dettagliato. Ad esempio, salta completamente il Tolstoj religioso. Anche Citati, se è per questo. Ma Sklovskij è longevo e ce la fa ... Tolstoj, sa, obbliga il biografo a marce estenuanti: dalla guerra di Crimea al Tolstoj profeta, pedagogo ... Sklovskij salta da un Tolstoj all'altro, da una "regione" all'altra, e riesce a completarlo. Nel 1989 lei propone a Mondadori la pubblicazione dei saggi di Tolstoj, compresi quelli religiosi. Ha dovuto vincere delle resistenze? Sì, perché nessuno ne parlava. Quell'aspetto di Tolstoj era scomparso dalla slavistica. Il Tolstoj religioso, infatti, era quello che diceva di non pagare le tasse, di non fare il servizio militare, di non avere il passaporto, di non giurare (quindi di non fare i giudici ...).Questecose non vanno bene-e a me piace moltissimo dirle. Tra l'altro, per un periodo ho pubblicato su "l'Unità" una rubrichetta in cui facevo pura teologia tolstoiana; per un caso strano, quando uscì Perché la gente si droga c'era la polemica sulla droga tra Occhetto e Craxi, e in Tolstoj c'era qualcosa che poteva essere usato in quella polemica. Quella fu la prima volta in cui Tolstoj arrivò in prima pagina, con la sua famiglia, sul giornale del Partito comunista: un titolo del tipo "Occhetto pensatore Tolstoiano" ... che poi non era vero. Come pensa di aver contribuito ali' ampliamento degli studi tolstoiani? O, se preferisce, come pensa di essersi differenziato rispetto ad altri studiosi? Senz'altro con la pubblicazione dei saggi per Mondadori. È la cosa di cui sono più orgoglioso. Perché la gente si droga ha cambiato senz'altro l'immagine di Tolstoj, insieme a Qual è la mia fede?, uscito a pochi mesi di distanza. Ne veniva fuori un altro Tolstoj, molto importante. Ha sviluppato una sua metodologia nello studio di un autore? Il mio metodo è questo: approfondire significa fare il lavoro degli altri. Se un argomento è interessante, importante, chiunque può approfondirlo. Se da studioso dici: "Spostati, faccio io", l'altro può stare a guardare, mal' approfondimento non gli è utile. Invece, se dopo aver "digerito" un autore se ne spiega la geografia, qualunque lettore è libero: sa che può scegliersi il punto in cui scavare, da solo. E poi, se è uno come Tolstoj o si prendono sezioni isolate minuziosamente analizzate o si dà il panorama globale. Sono cent'anni di storia! Sull'approfondimento si può cadere in trappola, pensare, poniamo, che Tolstoj fosse un dispensatore di verità. Non è così, ma è molto interessante accorgersi dell'errore. L'importante è dire al lettore: poi ce n'è ancora. Dopo quel racconto, c'è quel saggio. Dopo quella montagna, c'è la valle. Ed è molto utile scoprire che un autore ha torto, che per esempio la sua concezione di verità è legata al carattere: è un autore da prendere molto sul serio, intimamente, perché sbaglia, dice bugie, fa imbrogli, sj contraddice. Qual è il suo approccio a Tolstoj? Di tipo passionale, senza dubbio. È una bella sfida dire "Penso che abbia ragione, vediamo se è vero". Ma è anche un modello e un esercizio assoluto di rigore. Non si può mai sgarrare. Se a un certo punto credi di aver "capito" Tolstoj, sei perduto. Di Dostoevskij, per esempio, si può dire: qui c'è tutto lui. Con Tolstoj è impossibile, perché è talmente rigoroso, talmente chirurgico e impone un tale lavoro che non ci si può mai lasciare andare e gridare al miracolo, perché non si sa cosa ci aspetta alla fine. Si può dire che le "concrezioni" di cui sono stati rivestiti altri letterati dell'Ottocento con lui non siano state possibili? Nessuna manipolazione critica? Nessuna, perché ti tradisce subito, dopo dieci anni è già cambiato. Tolstoj, sa, fa un'enorme compagnia ... Ogni tipo di lavoro serio impone una grande solitudine. In Italia è molto difficile, lo studio comporta dei tour defarce a cui bisogna essere portati, perché è necessario negare molto a se stessi. Quando si lavora bisogna essere soli. Non si può seguire tutto, conferenze, convegni, dibattiti, è troppa la fatica emotiva necessaria per

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==