6 RICORDODI JOAQUIN SOKOLOWICZ LAICISMOESPERANZA GoffredoFojì L'estate del '95 ci ha strappato Alex, ci ha strappato Grazia. ci ha strappato Joaquin. Alex si è ucciso - vittima della politica e dell'ostinazione a voler dare il proprio contributo al miglioramento del mondo.o quantomenoal suo non-peggioramento. ..Ogni persona è responsabile del proprio tempo ... ha scritto Corrado Alvaro, hanno serino con altre parole molti dei nostri maestri. Alex lo sapeva bene, come lo sapevano bene Grazia e Joaqufn, mani invece di cancro. la "malattia del secolo". JoaqufnSokolowiczcm natoa BuenosAires nel 1937,figlio di ebrei polacchi fuggiti dall'Europa. Dell'ambiente e della cultura della suainfanziahaparlatosu''Linea d'ombra". Parlavayiddish e ne era orgoglioso. Una mattina, a Milano. nell'albergo in cui alloggiava e in cui ero andato a trovarlo, scopri che era ospite anche Cynthia Ozick, la scrittrice newyorkcsc che "Linea d'ombra" tradusse per prima, a Milano perché da Garanti era uscito un suo libro. Jooqufn sapeva che Cynthia Ozick parlava yiddish e volle che gliela preseniassi per questo. perii gusto di dialogare in yiddish con qualcuno. (In realtà faticarono a capirsi: l'yiddish della Ozick era scolastico e con accento statunitense, quellodi Joaquf n vissuto e con accento, più che spagnolo, po11e1/o.) In Italia era venuto nei primi anni Sessanta. per spirito d'avventura. al seguito di amici "artisti rivoluzionari''. Da giovane recitava. e lo si è visto, diceva (ma io non lo ricordo. non ho più visto il film da allora. e mi aveva fatto una brutta impressione!), in Sierra Maes1ra di Giannarelli, dove si pretendeva di ·•estraniare'' e "auualizz.are" la lezione guevarista sui monti della Sardegna. con gran contorno di ideologiaedi retorica cinematografica d'epoca. Amava Totò.e una volta. dalle parti di NaJX)li.aveva assistito. diceva, a una specie di commemorazione cui anch'io avevo dato il mio contributo. ma nessuno ci aveva presentati. Sessantottino mue-litteram. aveva finitocol trovare lavoro come giornalista radiofonico. cercando di contribuire in questo modo-con inesausta curiosità ma con preciso senso della misura - alla maturazione politica del nostro paese. illusione di tanti e di sempre. È grazie alla radio che l'ho conosciuto. ascoltando assiduamente. anni fa, il Terto programma e il suo giornale radio. L.:1 voce piena e sonora, un acccntocomenuto ma individuante, parevano di uno che avesse studiato dizione. e le idee erano di uno che delle idee non aveva paura. Chiaro. conciso. le sue infonnazioni aiutavano davvero a capi"' meglio cosa stesse accadendo nel Medio Oriente. in America Latina. A volte, la domenica mattina. si potevano ascoltare lunghi servizi in cui "montava'' con estrema perizia interviste raccolte ··sul posto" su una situazione o un argomento: la guerra del Golfo, le elezioni in Argentina, le prospettive di pace in Israele ... La sua professionalità. era straordinaria perché straordinarie erano la sua intelligenza politica e la sua capacità ''didattica•·_ Mai prevaricante. laicamente attento a far capire le ragioni (e i torti) delle pani in causa. Joaqufn era, per l'incontro, nel mestiere. della competenza e della tensione morale, un'eccezione. Ho conosciuto pochissimi giornalisti nei quali avvertissi questa tensione e questa fusione, e ne conosco sempre di meno. A sinistra. poi. dove il ··laicismo" semplicemente non esiste e ci sono solo ideologia e propaganda (pen~iamo al caso di Cuba, al modo come ci si infonna su Cuba da pane di sostenitori accaniti e ipocriti di Fidcl e di denigratori spesso eccessivi. come i ··pentiti" alla Vertone che infonnano sulla politica e sono inattendibili ieri come oggi) Joaquin Sokolowicz rischiava dì sembrare una mosca bianca. Fu questo il motivo per cui, tramite un amico che lo conosceva, gli chiesi di scrivere per""Linca d'ombra'', e fu questo il motivo per cui. salvo il breve periodo del primo ·•L'Indipendente'', nessuna testata, tantomeno a sinistra. gli ha mai chiesto prima di ''Linea d'ombra" di trasferire le sue competenze dalla radio alla stampa. Va da sé che Joaqufn collaborò con "Linea d'ombra" e più di recente con ;,La terra vista dalla luna" sempre e del tutto gratuitamemc, come pressoché tutti i nostri collaboratori. Dovrei ricordare anche le sue qualità umane- tante. E il forte senso di appartenenza che gli veniva, bensl laicamente anche in questo caso. dall'origine ebraica, che mai innul sulla sua capacità di giudizio nei confronti della JX)liticaisraeliana e palestinese (si veda il suo saggio Israelianie palestùtesi, edito da Garzanti nel 1989, di cui stava preparando un aggiornamento e una nuova versione). E la sua splendida famiglia, Iris con Bruno e Fabio (anche questo serve. per farsi un giudizio di una persona). E la sua inesausta curiosità. il gusto dei nuovi incontri. la passione con cui si infervorava parlando di politica, ma anche di romanzi, di tanghi, di film. Colpiva soprattutto la suaassenza.tssoluta di cinismo in un ambiente, quello del giornalismo. cui il cinismo sembra essere connaturato. In Joaqufn non riscontravo l'ollimismo della volontà, ma proprio un ottimismo di fondo, la convinzione che nonostante tutto il mondo avrebbe potuto migliorare, e che a questo si dovesse. nel proprio piccolo, contribuire tuni con le virtù che Joaqufn possedeva in massimo gr.1do. della paz.icn1..ad, ell'ironia, dell'attcnz:ione.
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