Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

Margaret Atwood Le uov<1 di Barbablù a cura di F. Avanzini La Tartaruga. pp.180. L. 28.000. I racconti di Margaret Atwood raccolti nel volume Le uova di Barbablù sono racconti di donne. Donne energiche, coraggiose. madri formidabili della generazione nata intorno alla Prima guerra mondiale; e donne della generazione dell'autrice (che è nata in Canada nel '39). cresciute in un mondo non più guidato dal rapporto con la terra e con la natura ma squilibrato da un vertiginoso progresso tecnologico e dall'alienazione della realtà urbana. Ma anche queste uhime sono dotate di un tranquillo coraggio che, in un mondo che non è più degli uomini ''forti .. di un tempo ma che non è neppure loro. le aiutaatenereabada,comeAlmae Yvonne, il nucleo di follia che a volte le minaccia, oppure, più semplicemente, le pretese e le incerte sicurez1.edei maschi che le circondano. Sono temi ricorrenti nella narrativa della Atwood, attenta, sin dal romanzo d'esordio, U11adon11adama11giare( 1969), ai dilemmi della condizione femminile, e agguerrita sostenitrice della difesa dell'ambiente. li pregio della Atwood sta nel calare queste preoccupazioni tematiche in un racconto di piena autonomia e verità, libero dalle trappole dell'ideologia e illuminato da un'invenzione narrativa in cui abilmente si affiancano immaginario e realtà. Il rispcuo per la natura è fatto di conoscenza e riconoscenza, come nell'ultimo racconto. forse in parte autobiografico, almeno per quanto riguarda la figura patema. li rispetto per le donne è il rispello che esse hanno di se stesse; con gli uomini, ben che vada. capaci soltanto di coglicmc il riflesso. La raccolta ci presenta una galleria di volti e di atteggiamenti femminili di forte intensità. Su tutte spiccano le madri e le ragazzine dei due primi racconti (forse i più belli).epoi laconcrelaegenerosa Lulù e l'uhrasicura (ma solo fino alla penultima pagina) Sally. Belle le figure di donna e belli i racconti. che hanno anche il merito di confcnnare indirettamente una realtà indi-.cutibile: e cioè che ogni \"Ollache vi trovate di fronte un uomo che ,;ostiene di capiredalTero le donne potete essere ceni di avere davanti a voi un cialtrone (e/o un illuso). Paolo Bertinelli INBREVE 76 Tim Parks Lingue di fuoco trad. di Rita Baldassarre Adclphi, pp.158, L. 24.000. Tim Parks è un inglese che vive in Italia (il suo Italiani, da poco uscito da Bompiani. è la risposta agra e realistica alla Provenzadolceedi manier..idi Mayle). li11g11edi/11oco. scritto circa una decina di anni fa e pubblicato di recente da Adelphi è il primo dei suoi diversi romanzi. È la storia. immagino autobiografica. della famiglia del pastore di una parrocchia della periferia londinese (lui. moglie. figlia. figlio ribelle e figlio ragazzino che è il narratore) in un momentochiavedella loro esistenza. percorsa dal fuoco di una predicazione e di una pratica religiosa fanatica e integralista all'americana. Tim Parks scrive bene; ma la prima metà del suo libro e pane della seconda, sono più che altro una premessa dilatata dell'episodio finale. "l'esorcismo" del figlio ribelle, un pezzo di intensità non comune e di tensione possente. Meglio sarebbe stato fame il materiale di una novella. La vicenda si svolge nel 1968. in un'Inghilterra che il '68 quasi non l'ha avuto. Sia i predicatori. americani e inglesi. sia laribcllioncgiovanile(viaJohn Lennon. che va benissimo. ma è un'altra cosa) incamata dal figlio ribelle, poco o nulla hanno a che fare con i fermenti politici sessantotteschi. Per cui. di tutte le fesserie che si possono leggere sui risvolti di copcnina. questa dcli' Adelphi merita un posto d'onore: Tim Parks fi,;scrcbbe "in immagine la generale turbolenza del '68. la sua irriducibile mescolanLa di politico. religioso. sociale". Pili che per la \lupìdità propenderci per la malafede. I'. B. Frank Sargeson Gli dei dimorano nei boschi a cura di Alessandra Contenti. Trad. di A. Contenti. Piero Pignata, Antonella Franciulli Tranchida. pp.273. L. 29.000. La Depressione del ·29 almeno un vantaggio ce l'ha avuto, dice il narratore di Marito e moglie, uno dei racconti più belli della raccolta di Frank Sargeson Gli dei dimorano nei boschi: che se non altro creò tra la gente "un certo spirito di solidarietà che adesso non c"è più''. Sargeson era neozelandese. La solitudine, la chiusura in se stessi e la difficoltà dì aprirsi agli altri. è stata (è ancora?) una caratteristica centrale di un popolo nato da gente emigrata dalla pane opposta della terra, che all'isolamento della loniananza aggiungeva le barriere di un protestantesimo severo, rigidamente puritano nei rapporti personali e quasi spietato nella sua inflessibile etica del lavoro. Nei racconti di Sargcson la possibilità di aggirare la solitudine è spesso offerta dalramicizia virile. dalla solidarietà tra uomini avvicinati dalla durezza dell'esistenza. che si cercano c. raramente. sì trovano per condividere brandelli di espericn1.ee una bevuta al bar. Che spesso poi si allontanano. perché il legame che si stabilisce è fragile, e tornano tra Bill e Terry di Quelf'eswte, una novella in cui è appena più scopcna (senza però che mai si traduca in riconoscimento) quella vena di omosessualità che colora le amicizie tra maschi dei suoi racconti. Lo stile dì Sargeson passa attraverso la scoperta di quel realismo che scaturisce da una scelta linguistica che ignora la lingua letteraria e che si nutre della ricchena e delle varianti dell:.1colloquialità. La sua è una prosa asciutta e direua. dovuta alla voce di un narratore che ci confida le sue OS!)erva1:.ionei le sue esperienze (con le piccole digrcs-.ioni e il ..ritornando a quel che si diceva" di una chiacchierata al bar). Ma questo linguaggio CO!)Ìelementare e così radicato nel parlato neozelandese (e così in sintonia con l'ethos di quella gente) nasconde una scleLione sapiente, un pro• cedere per sfrondaturc e rcticcn7e. una riscrva1c11a del narratore che lascia al lettore il compito di capire ciò che t1..1spare al di là delle parole. I'. /J.

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