74 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE trionfo dell'odio rappresentava per l'intero mondo civile. Intellettuale di raaa, Heinrich Mann non si stancò di concentrare lasua capacitàdi analisie lasua vis polemicacontro I' off esachc i naristi recavanoai·'valori interioridellaGennania": e dalla profonda spaccatura di cui essi sierano resiresponsabili, nasceva il loro odio cieco e irrazionale contro i presunti nemici e l'altrettanto intransigente opposizione e disprezzo dei loro antagonisti. Le ragioni reali della crisi di fiducia nei confronti della Repubblica di Weimar- l'eredità della sconfitta, della grande crisi e della disoccupatione - non erano ancora sufficienti per render~i conto del consenso che si era aggregato intornoai nazisti.cheavcvanosaputo strumentalizzareilpericolo comunista, !"antisemitismo. ovvero i motivi sintetizzabili, secondo il leilmotiv di Heinrich Mann. nell'"odio dei tedeschi di destra contro quelli di sinistra". Nella denuncia dell'antiintellettualismodi due dei principali dignitari del regime nazista di Goebbels e di GOring, Hcinrich Mann coglieva ancora una volta soprattulto il segno distintivo della nuova barbarie, in quanto ''odio contro il pensiero··, contro la cultura. contro tutto ciò che faceva crescere i valori e i livelli di civiltà di una società. Tra i fili connettivi che legano questi scritti, il problema dell'antisemitismo è sicuramente ai primi posti. Lo scrittore ha buon gioco a denunciare la pretestuosità della campagna contro gli ebrei. che serviva come in altri casi (per esempio a proposito del marxismo, sotto la ·cui copertura si voleva colpire in realtà ogni idea della trasfonnazione sociale) non soltanto per colpire gli ebrei ..che a quanto pare" come scrive nel 1933 "si vorrebbero eliminare", ma per raggiungere risultati anche più globali: ..con lo spirito ebraico (il nazion:llsocialismo) intendeva Sottoscrivete/'abbo11ame11atoUlpis, vi dà dirittoa ricevere i quattro numeri dell'a,11101995 D ordinario lirt 40.(X)() O sosun,turt> l,rt 6(J.(X)() □ ttftrt>l1rt>M.{)(X) O solfoscn,'Qn• ..... abbonti1'1Vr1ti O alltgo osstgM "°" 1rosftribilt i11/t.s1a1a0 la Tortorugu td1:.wtli 0 po,gamtr1toi1t(/cpo.s1altr1 14()()1208111/tJtQIOO la Tartal'Mgll tdizio,.j ,•ia FIiippo Turati 38. 20121 Mr/ofl(J "''"""" tiftb ~- ,..... -- -- . 1--~ -- ·~ -- ·. ■ ....... .. ._. ·-- . -- ··-- - .. __ \'Il Nppot'lni,. . ...., 1W. 02 65DDJ6• Pu 65ll'.m scmplicementedesignare loSpirito". Con rodio e ladiffamazione I si potevano raggiungere due bersagli in una sola volta. La maggior parte di questi scritti, oltre che ai tedeschi in patria o in esilio, era rivolta al pubblico straniero, nel caso specifico francese. che stentava a comprendere il significato vero di quanto si stava realizzando all'interno della Gem1ania. Non vi sono semplificazioni propagandistiche nelle argomentazioni di Heinrich Mann. il suo discorso talvolta si tiene a un livello (specie per via delle allusioni) forse anche troppo elevato per un osservatore straniero. Ne "La Depeche" di Tolosa del 20 agosto 1933 Heinrich Mann tracciava un quadro profetico della prossima guerra (è riprodotto in questa raccolta con il titolo La guerra sicura) muovendo da una osservazione preliminare tanto ovvia quanto in genere poco ascoltata: .. La guerra sopraggiunge già per il solo fatto che non si intraprenda nulla contro di essa". Nulla era dimenticato degli ingredienti che facevano della Gennania nazista un pericolo per la pace per il solo fatto di esistere della dittatura hitleriana: né il revanscismo e il riam1odellaGermania, né le persecuzioni interne che servivano alla preparazione psicologica della guerra e alla creazione dei nemici. né il fanatismo razzista. né la volontà di dominazione planetaria. né le pretese di ··colonizzare" la Russia. Heinrich Mann si diceva convinto che "il res10 del mondo ... non si lascia raggirare da smentite e menzogne". In realtà. si svegliò solo poco prima che fosse troppo tardi. Purtroppo, la soglia al di là della quale 1· odio doveva degenerare in paura fu più alta di quanto lo Messo Heinrich Mann. nel suo ottimismo razionalistico, non potesse prevedere. l école La scuola non è un'azienda. Costruire l'uguaglianza, liberare le dz//erenze. MENSILE DI IDEEPER L'EDUCAZIONAEBBONAMENTOANNUAlf 19 NUMERI) L. 45.000 CCP. 26441105 INT1cSTATAOSCHOIÉFUTUROV1A0.ASSAROm. 15 TORINOTEL / FAX 011.545567 COPIESAGGIOSU RICHIESTOA<STRIBUZK)NE I LIBRERIPAOE _J
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