Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

mie espressioni doc, che era un invito a guardare i fuochi artificiali. Adesso riempivo davvero il ciclo, sembrava Guerre stellari, pareva più la nascita del pianeta che della nazione, con quelle enormi esplosioni simili a supernova che scoppiavano e si allargavano in onde circolari di color rosso, arancione e porpora e poi bum-bum, boati come cateneche facevanoaccapponare la pelle. Grosse nuvole avvolgenti di fumo pendevano come stracci grigi, al di sotto si estendevano i tetti dell'in1era città e si vedevano gli alberi del parco lungo le rivedei lago, lutti illuminati dall'alto come per effetto di esplosioni e là sul lago spiccavano i fuochi artificiali riflessi dall'acqua dove molto pili in là sorgeva la città di Burlington nel Vermont. Esocchiudendo gli occhi si potevano vedere anche i fuochi artificiali della genie del Vermont salire nella loro oscuri. Più avanti, lungo la costa dall'altro lato del lago, si vedevano i fuochi artificiali provenienti dalle città più piccole, dei porti e dai porticcioli e sulla costa vicina a sud lungo il lato del lago dove si affacciava New York c'erano fuochi che scoppiavano a Willsboro e la genie di Westport lanciavano razzi nella loro versione della stessa oscurità che si sovrastava. E persino nell'entroterra verso le Adirondack Mountains vedevano il balugino giallinoe le pulsazioni rosse, blu e oro dei fuochi artificiali di Lake Placide a Keene dove mi immaginavo che Russ stesse guardando con sua zia Doris, lo zioGeorgee i suoi cugini. e tornando indietro lungo la valle e Au Sable dove facevano scoppiare i loro fuochi al campo da gioco dove sapevo che sulle tribune c'era mia madre con qualcuna delle sue colleghe di lavoro, magari, oppure con mia nonna e tutti facevano Ah-h-h! e Oh-h-h! quando i razzi salivano verso il ciclo e facevano schizzare i bei colori brillanti attraverso l'oscurità. E probabilmente c'era là anche il mio patrigno, anche se so che stava con i suoi compagni di bevute, seduti sulle loro seggiole pieghevoli di plastica e alluminio, a parlare di fica adolescente e di umiliazioni a cui sottoporre ragazzini in generale, lui con gli occhi ben aperti per non lasciarsi sfuggire una natica intravista sono i calzoncini di qualche ragazza. o per dare un rapido sguardo al capezzolo di un ragazzino. e indugiava nei suoi turpi pensieri senza che nessuno sapesse, tranne me. io ero tanto lontano, e poteva solo sperare che fossi morto o scomparso per sempre. Il manina seguente mi alzai presto. prima di Rose e I-Man e presi una borsetta di corda che in origine conteneva cipolle, e la riempii di roba che Rose doveva portarsi via, una maglietta pulita e il maglione dì lana di Mr Ridgcway nel caso in cui l'au1obus fosse freddo e un po' di cibi vari, sopra11u110frutta. ma anche un vasello di stufalo alla hai e un paio di porzioni di budino. Non sapevo quanto ci volesse per andare a Milwaukee in autobus, magari due otre giorni, comunque un bel po', e lei avrebbe avuto fame, così pensai che le avrebbe fallo piacere avere dietro il lipo di cibo a cui era abituala, senza essere costretta ad andare in uno di quei ristoranti vicino alle fenna1e se non voleva. perché di sera tardi quei posti possono me11erepaura a una ragazzina. Nella borsa misi anche un altro po' di denaro. Avvolsi in una calza le banconote di piccolo taglio che mi erano rimaste ieri dopo aver compralo un paccheno di sigarette, ollre a un' alira banconota da cinquanta. che mi era venuto in mente che sarebbe potuta servire a comprarle dei nuovi abili, ma probabilmente non sarebbe finita cosi. Ciononostante, valeva la pena di rischiare. Ben presto si alzò anche I-Man, accese il fuoco e preparò la colazione, uova sode, banane e succo di Zion, poi si alzò anche Rose e indossò i suoi vestiti da viaggio. cioè il suo vecchio abito rosso bello puli10, i sandali, e un cappellino da baseball dei NOVITÀ Giinther Anders ESSERE O NON ESSERE DIARIODIHIROSHIMAENAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una riflessione di drammatica attualità. li 6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora, l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp.256.Lire15.000 Paolo Bertineui DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse, il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. 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