Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

64 STORIE/ BANKS Capisci quello che \'C>gliodire?Oh l'.>lo.le ,·oglio bene.Dav, ero. Sì. d"accordo. ledi,,i e poi lechic1.,i \.e a,·eva qualcos"ahroda dire a RO\C, 1113 lei ripo-.c di no. era a po,10 co-,ì. Mettila wl Trailway, domani manina. mi di\\C, e \Crivi il numero e dallo a Rose COl,Ì poteva telefonare quando ani,a,a ulla ,tazionc di M1lwaulece lei \af'Cbhc andataa prenderla.Noncm lontano.di\.!te E non dimenticarti degli altri wldi. CO\ì possocompmrledei \C\llli e magari trovare un nuovo appartamento per lei. Ed è eM:llc e potremmo vcmmcntc u\..1reun cond11ìonatored'aria. aggiun,;,,.c. Sì. ci \Conunetto. Dopodiché rfappcsi. Ero un po' nauc.,cato dalrintcm faccenda, ma onnai cm troppo tardi. e ollre tuno non avevo idee migliori. nemmeno I-Man se per quc,to, anche \.e '¼tpevoche non ra, rcbbc prcoccup.110più di rnnto perché, tranne che per cm.e (.'Olne il ,uo orticello e le allre auività quotidiane. J. Man non 3\C\a una gran pa... ,ionc per ,dcc e piam e via dice1t<lo. In linea d1 ma.,~ima prendeva le CO'ICC()';Ì come venivano e prcndcv::1tutte le !oiucdcci,ioni su due piedi. Era pro1>rio1·oppo,to del mio amico Ru'>\ e della maggior parte degli americani. che 11npa7Ji'iC'Ono \C non ,, preparano un piano per il rcMo della vna. e dc\lO ammettere che :mch · io ero un po· conlC loro. Intanto era di\'cnt:ito piuuosto huio e cominciammo a s.cntire dei bromolii e 'iCoppicuii in lontanan,.a. l•Man gettò uno sguardo 1ndirezione del centroc.h Plattsburgh e del parco ,ullc ri,..edel lago e con le ,opracciglìa abh.1~te e le labbra incre,pate. mi di\'IC. Sembra l'e\Crcito. stanno \lenendo a prcndenni. logli ri,pmi di no,chccrano..olo i ruochi anifici.1li: ma lui cm danero 1,p..1vcntato.locapivo. ed ero\OfJ)l'CSOperché era la prima \·olla in 3."1.\0lutoche m, capitava di \·edere l·Man un JX)Chmo ,paventato. È solo ilquattro luglio. gli spiegai. La nascita della muione. Lo facciamo tutti gli anni. rocciamo questo casino d'inforno in ciclo con tonnellate e tonnellate di fuochi an1ficiali per non dimenticarci da tutte le guerre vinte dal!"America e di tutta la gente mona per quel motivo. È come una ,tramaledcua danza di guerra. Stiamo festeggiando la nostra libertà. pagai.aal caro prc, wdi ammazzm-c della gente. Venite con nlC.dis...c.afTclTÒR~ per la mano e mi fece cenno di seguirlo. riconducendoci sul re1ro della Sun Foods. do\C ,i 1rovavano tulle le di\Carichcc i carrelli per il carico della merce, il nos1ro JlO'to personale dove fare In ,pesa. C"cm quella \Cala d' occiaio addossala a un angolo del muro e l•Man mutò Rose \a lire dicendo. Su. p1ccola. sai, fino in nho. Su. non a,er ,xtura. piccola. Jahvè protegge i bambini. Lei ini,iò a salire adagio adagio. una mano \Opra l'altra. e IMan mi fece -.cgnodi ~gmrla.eiocO\l feci.e poi dopo di nlC,enne lui. scrutando di qua e d1 Ut e alle sue \palle con uno !)guardo da paao. come \C !)iaspeuas.~ che d:1un minuto all'altro i marine !-ibarcas~ro con gran fragore nel parcheggio e comincias-,cro a ,pararci addzy.,<,0con gli M•l6 o con qualcosa del genere. Credo che il fatto d1C5.5Crcun immigrato clandestino fov,c un reato più gr.tve di quanto avessi immaginato. poiché era un crimine contro la società invece che con1ro una sola pcn.ona o un negozio come il furto egli altri tipi di faccende illegali che erano nell'ambito delle mie azioni criminali. Mentre le e,plosioni dei fuochi artificiali ,i facevano -.cmprc più fragorose. riu.:.ch·o quasi a dargli ragione. infatti più che una resta \Cmbrava che ,tessero cffeuuando un·in· vasionc o una massiccia ;uionc mililarc. e forw il tetto del ,upcnncrcato era dav,ero il posto più ,icuro della città. Ci arrampicammo~ul tetto e rocendo scricchiolare M>tloi 1l0\tri piedi k1ghiaia del letto piallo seguimmo I-Man, che c;c ne ,rava acquauato e che ci condt1")\Csulla pt1nc anteriore, ,i,temandoci dietro un murcno di ccmcn10 dm e si godeva una \ i sta perfctta del parcheggio sott°'lantc e del n,;:todel \-i aie alle we spalle. cnlrambi immcl'\i in quella pallida luce amncione. Sulle Mrade non c·era trafticoe laggiù nei po\ti auto cc n'erano .,olo alcune. cosl come non riu\CÌ\ o a ,edere nessun pedone. il che la faceva \.Cmbrarc una strana scena di ¼>litudine tratta da un film di fanta\C1cnza. quando1uui prendono 1·autoe \C ne escono dalla ciuà per andare a vedere dove sono atterrati i di\Chi volanti e noi veniamo lascìatì qui tutti soli. Dopo un minu10 o due credo che l•Man cominciò a scnli~i al sicuro e "Il rilassò un pochino. e noi ci mcucmmo a guardare i fuochi anificiali che salivano dalla riva del lago. che riu'iCivamo a vedere piu11os10bene da las1,ù,A dir la veri là. era probabile che ave\,imo i migliori posti della città. AdC")\OMavano facendo scoppiare nel cielo quei gro\\1 fuochi abbaghanli rossi. bianchi e blu. che hanno quel ,1bilo lungo quando vanno ,-erso 1·a110e che dopo lanciano quegli imponenti getti di colore attrave~o il ciclo scuro e quei boati poderosi che paiono tuoni. \Cmprc allo Messo modo per svariate \'Oltc. ma con differen11 gcHi di colore. oro. \erde. blu elenrico. rosa e pel""lmogiallo. finché fu evidente persino che l•Man che non si tra1t;1vadi un·azione mii Ilare per catturare tutti gli immigrati clandestini dell:1 ciuà. che probabil• mente ammonta\ ano a dieci. a voler esager-Jrc. Naturalmen1e più tardi imparai che l•Man di solito a,eva ragione. anche ,;e non proprio in quella notte, ma era una buona idea lrovnrsi sempre un posto ,icuro dove ,m,condcrsi ogni volta che senti quello che ¼!condo te po1rcbbc c\~rc il rumore di !-ipari. perché di !,Oli10sono veramente 1ipari.e -.e "-Ì \Cntono più di uno o due colpi di soli10 ci sono più di una o due pl\tole. e !)e ci !)0110 più d1 una o due pi,1ole allora probabilmente è la polizia o l'esercito che ~parano alla gente. E la genie. come diceva l•Man. siamo noi. Lo imparai più tardi in Giamaica. ma l•Man lo sapeva già in quella none di luglio a Platt,burgh. e io ancora. o comunque mi sarei probabilmente fono prendere dal panico come lui. Dopo che si ru calmato un po· gli raccontai quasi tulla la mia conve~azionecon la mamma di f'roggy e gli rivelai il vero nome di Froggy. che anche a lui piacque tamo quanto a me. Quel nome era Mrano. La \Cntà è che non sei maì stata una rana. le disse. lo lo ,apcvo. Anche Bonc. Tu "lei una rosa. Come la fomo\a Rose di Ro-.c Mali in Giamaica, la donna che ucci!,Ctuui i suoi nemici monal i e i suoi amanli con il veleno che lui aveva poriato dall'Africa. Da un ranocchio sei di\Cntata una T0\3. cd è proprio quello il modo più giufilO in cui arri\ iamo a co1to\Ccrc il nmaro io, e avan,iamo in dirc,ione delle '>UCvere profondità. Sorri\C al suo\ i'>oaccigli,1to e disse, Ec··ccllen1e!. un modo di dire che a,..·cvascnt11oda mecche ora usava ogni volta che poteva. il che era fanrnstico perché io '>IC\\Oprende\O da lui un ,accodi frasette e parole e tan10 per cambiare a\-evo bisogno di ,en1im1i utile per lui. Anche ,e naturalmcn1e sapevo che il suo modo di parlare era molto più intcre..,santcdcl mio e che lui face,•a \Olopcr educa,ione. Eppure. ero sempre un po· eleuriaato quando dice• \ o CO\Ctipo Ec-ccllcnte! e Sui! Gli di\,i che rntcro messo d'accordo per rimandare Ro!te da sua mndre il rnauino ,eguentc e lui ebbe un'espressione un po' scenica a riguardo. con un sopracciglio rial1,ato e le labbra Mrette as~ieme. e non dl\\C niente di niente. È per 11,uo bene. dissi. Dev'essere proprio così, ribaué. Anche tu la pcn,i così. non è vero Rose?domandai. ma non era una domanda vera e propria. e lei lo !,apcva. Si limilò a scuotere la te")ta\u e giù come \C volesse ubbidirmi. nwece di dim1i quello che pensava veramenlc. Date un po· un·occhiata. dh\c l•Man usando un"ahra delle

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