Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

58 STORIE/BANKS no occuparsidei meli in primaverae poi ingiugno lostesso gruppo sarebbedovuto andareconun autobusin Florida atagliarecanneda zuccheroper tutta l'estatesottoun'altra impresae poi tornareal nord per raccoglieremele in autunno. Una volta linnato, non si poteva andar via primache fossero trascorsi sei mesi senza perdere tutto il denaroguadagnato fino aquel momentoe il pem1essodi lavoro; se lasciavi il campo di lavoro diventavi una specie di fuorilegge internazionale. un immigrato clandestino,oltre a essere al verde. Anch'io ero un fuorilegge, dissi. e Bone non cm il mio nome vero,e J.Man ribatté cheogni uomoonestoera un fuorileggee che ogni uomolibero. senonvolevaponareunnomedaschiavo,doveva sceglierseneuno nuovo. Non mi volle dire il suo nomeda schiavo. midisseche nonpotevadavveropiù pronunciarlo,e nemmenoiogli dissi il mio,quellodel mio patrigno.Ciò nonostantegli dissi che un tempoavevo duenomi.Chappicc un altro. mache adessone usavo solo uno, Bone. Lui pensava che fosse fantastico. Era senz'altro la personapiù interessanteche avessi incontrato in vita mia fino a quel momento. Mi piacevano i suoi dreadlock, quelle quaranta o cinqua111afruste nere. lunghe e folte, che gli arrivavano quasi alla vita, che in realtà non era.nopoi così lunghe come sembraperchéera piuttostobassoperessereun adulto.eraalto comeme,maera moltomuscolososoprauuttose si pensacheera un vecchio di circa cinquant'anni. I dreadlock erano lunghi solo seuantacinquecen1imetrio giù di lì, ma probabilmentese si fossero stiratisarebberoarrivatifinoa 1erra.perchéaveva deicapellielastici e tutti attorcigliati come li hanno naturalmente i neri e lui non li tagliava da quando aveva visto la luce, diceva, e cioè quando era venuto in contano per la prima volta con il suo io-stesso. Parlava propriocosì. Mi dicevache i rasta non potevano tagliarsi i capelli e nemmeno radersi, il che per lui non era un problema dato che sulla faccia non gli crescevano più peli che a me, cioè praticamente nessuno. Pensavoche fosse in pane cinese perché ne aveva un po' l'aspetto, ma quando glielo chiesi una volta, mi rispose di no. che aveva sangue africano puro al cento per cento. Naturalmente m'interessava tantissimo il fattoche, come se si trattasse di un comandamento del vecchio re dei re africano in persona.tutti ibravi rastadovevano fumare lamarijuanapiùo meno quotidianamente. La fumavano perascendere alle vene e penetrare leprofondità,secondoquan10diceva I-Man, ma in realtàcredo che volesse solo sballarsi. Per lui sballarsi era come un'esperienza religiosa, il che era fantastico,ma da come ne parlava, la religione era anche unmodo per liberarsidal dominiodei bianchi,soprattutto degli inglesi; lui diceva che avevano strappato i suoi antenati dall'Africa e li avevanomandaticome schiavi inGiamaicae intanti altri posti. Poi più tardi, quando gli inglesi avevano scopeno che, rispettoalla schiavitù, lacolonizzazioneera un modo piùeconomico e meno problematico di fare i soldi, senza essere costretti ad abbandonareLondra,senonper levacanze,andaronoa liberaretuui gli schiavi percoloni1.zarli.Edopo, quando infine la regina inglese morì:e dovettero rendere indipendentelaGiamaica, gli americanie icanadesi inventaronoiIturismo.che era identicoallacolonizzazione,diceva lui,con l'unica difTerenzache iciuadini dellacolonia non dovevano fare né coltivare niente. Mi piacevano lesue parole, antenati, problematicoe via dicendo, per la prima volta la storia mi sembrava interessante, e considerandoil fattocheera unareligione,ilcredo rastaavevamollo senso per me, per lo meno inbase al modo incui I-Man lospiegava. Non pensavo che un ragazzo bianco potesse entrare a fame pane senza un'impostu,ra.come i ragazzicon i dreadlockche avevovisto in giro, ma lui diceva di essere sicuro che se si fumava abbastanza marijuana si poteva, perchéuna volta entrati nelle profonditàdella conoscenza cd essere entrati in contauo con l'io-stesso, si sarebbe capitochetuttoetuttieranolostesso io.Unamore.diceva. Uncuore. Unio. Gli dissiche nonme lasentivoancoradi andarecosì lontano.ma che forse tra qualcheanno, dopoessenni lasciatoalle spalle i viaggi in terre straniere, il sesso. il fattodi mangiare lacarne e alcune altre imponanti esperienze,sareislatobendispostoa verificareleprofonditàdellaconoscenzadovetulioeluttieranolastessacosa.Comunque in quel momentoero ancora attrailodalle differenze. La prima notte in cui io e Froggy capitammo allo scuolabus. il motivopercui avevaunodorecosì buonoera perché I-Man loaveva trasfonna10in una specie di serra. Naturalmente non avrei potuto saperlo prima della mattina seguente perché c'era buio quando arrivammolà e ioero sballatoper la prima volta da un po· di tempo e un tantinoscombussolatodaquellocheera successo.ma laprima cosa che vidiquandomi svegliai fu la lucedel soleche filtravadalle finestre,e poi vidi tuttequelle piante incredibiliin barauoli, vasetti. vaschedi legnoe vecchibarili.Eranoappoggiatiun po· ovunqueper l'autobus nei punti incui il sole le poteva raggiungere. sopra assi. sedili e scatoledi plastica. fattepenzolare dal soffittoper mez1..0di cavi.persinodavamisul sedile del conducentee sul cruscotto.edera come se mistessisvegliandoinunbelgiardinotropicale, inveceche in un coso che doveva essere una tana fom1idabilee prima ancora era stato un regolare scuolabus. Mi misi a sedere sul mater-J.ssoe cominciaia ispezionareilposto.Lamaggiorpane delle pianteerano giovani e nonavevano ancoramolle foglie, ma avevano un aspetto davvero verde e sano, crescevano tutti i 1ipidi verdure, alcune riuscivo a riconoscerleanch'io come il mais e i pomodori, mentre le allre me le aveva dette più tardi I-Man: c'erano patate, piselli, fagiolini,cavoli. yam, peperoncini,e quella roba giamaicanachiamata calalo che sembrava uno spinacio, persino carote e alcuni ceuioli e zucche.Naturalmentecoltivava l'erba con passione. Non feci alcuna fatica a riconoscerla,anche se le pianticelle erano alte solo pochi ccn1imctri.Se fumi abbas1a117e..raba impari anche a scovarla, ti trasfonni quasi in uno di quei cani antidroga che vengonousati.Quando la innaffio dopoche è piovuto, l'odore entra nell'aria e riescia individuarlaa distanza.come per i lillà o le rose, e quel primo manino quando mi svegliai respirai a fondo e capii subitoche si trauavadi hashishappena innaffiato.I-Manaveva1utti quei pezzettidi manicheuee tubicollegati tra di loro. cheentravano nei vasie neibaranoli,ecosì viainquellosuccessivocon l'acqua che gocciolava ai raccordi e fuori dai buchini che aveva fatto nelle manicheuc e si sentivano il gocciolio, la brezza lieve che entrava dalle finestre, le foglie appena nateche si sfregavano tra di lorocd era bello svegliarsi con l'odore di marijuana verde fresca nell'aria. Era bellissimo. Sembrava il giardinodell'Eden. Notai che la manichetta entrava nell'autobus dal finestrino davanti al volantee quando mi alzai per guardam1iattorno vidi che risaliva la distesa erbosa fino ad arrivare a l•Man, con i suoi calzoncini verdi che gli cadevano addosso e con una maglietta gialla, che se ne stava in lomananza vicino a uno dei vecchi magazzini grigi dove mi immaginavo ci fosse il rubinetto da cui prendeva l'acqua. Quindi diedi uno sguardo in giro in cerca di Froggy.ma non la vidi da nessuna pane. Gridai, Ehi, Froggy,dove sci, ragazza? Nessuna risposta, penso che dcv'essersi spaventala quando al risveglio si è trovata in quel giardino pazzesco con un piccoleuo nero neanche tanto giovane che parla in modo strano e appena se n'è andatoad aprire l'acqua dev'essere sgaiauolata fuori per andare a cercare Buster. anche se speravo propriodi no, Non volevo che lui o qualcun altro scoprisse dove mi trovavo in quel momento,e inoltremi sentivoquasi personalmenteresponsabiledi Froggyadessoe con l'aiuto di I-Manavrei po1u1osistemarlacondei

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