Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

4 RICORDODI GRAZIA CHERCHI TRAUN LIBROE l' ALTRO GoffredoFoji Ci sono due modi per ricordare una persona cara scomparsa: q~ello_pc~n_alea,f~euivoe, quellooggettivo.la suafigurapubblica e I suoi menti. Ho ncordato Grazia in questo secondomodoper "li Mattino" di Napoli e per le pagine della domenica de "Il Sole•24 Ore", cercando di spiegare quale fosse il lavoro di Grazia. il suo ap~no ali'editoriacalla storiadellaleueraturaitalianadi qucs1i anni. Aggmngoqualcosadì personale.ConGraziaho instancabilmente affettuosissimamenteJX)lemiz.zatpoer più di trent'anni, con lunghi pe~OO~ ~i relativ~distanza(gli anni Settanta,quand'ero a Napoli),e penod1inveced1confrontoquasi quotidiano. Le telefonateall'alba dalla redazione di "Linea d'ombra'', dove io arrivavo attorno alle sette(per anni incroci;.1taequellesue o mie conOreste Pi vetta)sono st.a~ep. e~esempio,una sortadi ritoquotidianodei lunghi.intermina• b1h anni Ottanta dell'ipocrita, informe. spesso disgustosa città di Milano. Lei aveva letto qualcosa - un libro, un articolo - o visto qualcosa - un film, una persona- e così io, e ci scambiavamole impressioni,le idee.A voltei pareridivergevanoe poteva finireche Grazia,irritatadai mieigiudizi.riabbassassebruscamentelacomeua, ~ c~ io inventassi.per troncare,qualche lavororedazionaleurgcnt1ss1mo. A volte come "direttore·•della rivista le rifiutavoun pezzo, protestavo di averle chiesto una recensione e mi aveva dato una "'divagazione",un pezzodi "diario pubblico".Teneva il broncioper GollredoFoli,GrazioChe<chPi,ierg<><BgieollocchioF.otoVincenzo Cott1nelli. qualchegiorno,poi lasciavaperderee. apparentemente,dimenticava, salvo ricordarmi ad anni di distanzadi esserci rimastamale. Cena• men1emolto più di quando lei mi consigliavadi cestinare un mio articoloripetitivoo azzardatoo- più frequentemente- tirato via, e io. novesudicci, eseguivo.Ma lamattinadopoo duemaninedopo -chiamavo ioochiamavaleiindifferememente-laconversazione ricominciava. Era spesso spontaneo che senza rendermene conto "usas~i··Graziaperquellocheerail suolavoroe leleggessialtelefono un articolo,una nota, peraverneunp.mre: ceco allorail consigliodi alle~~rire ceni ~i troppo polemici, di essere più stringato. di sost1tmreun aggetuvo... Faceva l'"editing" anche per telefono! E naturalmente fece l'editing di quasi tutti i libretti che ho messo insiemenegli anni, e naturalmentegratis. Questa della ··gratuità" è una cosa di cui tra noi non si è mai parlato,salvoa voltasbottarecontrocene ingiustiziedell'economia e dcli'editoria, Era unadelle cose cheappartenevanodi piùa un certo giro ristretto di persone. forse anche a una parte di generazione. Nessunotenevamai il contodel daree dell'avere; isuoi o i mieisoldi fin_ivanov,incendola lororitrosia,nelletaschedi amici più poveri di noi che indovinavamoin difficoltà. cosl come - parlo per me - soldi di amki più adulti o ..ricchi" sono finiti cosl spesso in passato nellemie tasche.Unapartilaapena. chi ha dàe chi nonhaprende. lo, poi.nonhomai avuto loscrupolodi chiedere,e se noneradenaroera unpranzo,un cinema, unviaggio. Ci si vergognavaquasi,quandosi venivapagatibene perun lavoro.eci si affrettavaa fartornare i conti liberandosivelocementedel superlluo. Lo stessoavveniva,e perfortunaavvieneancoratrachi è rimasto, anche con le idee. Quante idee ha regalatoGrazia agli amici che curavanocollane,riviste,paginedi quotidianio settimanali.trasmissioni radiofonicheo televisive,librerie,associazioni,convegni? E lo stesso avveniva con le persone: di quanti •·contatti'', di quante amicizie,e magaridi quanti amori non è stata pronubeGrazia1Far conosceretradi lorolepersonecheslimavaeraquasi un lavoroedera certamenteun impegnomorale.Avevatessuto,Grazia,una fitta rete di rapporticdi scambi.o anchepiùreti, poichéa volleun certo"giro"

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