54 INCONTRI/ BANKS scrivecononestàeattenzione.alla fine sidicedi più di quantonon si sappia. E vale la pena farlo anche solo per questa ragione. Il lìnguaggioècomportamento, e nellascritturaraggiungeungrado tale da permettertidi impararea conoscerti. di capi rechi sei, come dìcevamo prima. Come lei sostiene, ci vuole qualcosa di più della "co11osce11za ". lfl Hamilton Stark c'è 1111 passaggio in cui l'i111elle1wale è bersogliodi smira. l/fmtellodi \Vadeè 11,1 imellettuale mediocre; è 1m acctulemic:o e l'ive nel mondo ,!ella ragione. Sì. soprallutto al cospetto di Wade. Sta sveglio sino a tardi e legge la storia del mondo. lui è swpido come sembrano srupidi i perso,wggi di Hamilton Stark nei loro atteggiamenti. A 1111 certo pw110. Ùl Hamilton Siark, 1111odepiersonaggi dice che gli i11tellett11alaimeric,mi, 11011 m,e,u/o mio stile ù11elle1t1wlesufficiemememe datato. imitano lo stile europeo. Allo stesso tempo, però. sono così distaccati da mw conoscenza del/ 'Europt1 che dei·ono ùn'entarsi ciò che sramw imitmulo. (Ride) Ho detto questo? Non mi dissocio completamente da quell'affennazione, anche se devo averla foua quindici o venti anni fa. Penso che mimare, e fondamentalmente mimare quello che inventano, sia una fone e spiacevole tendenza degli intellettuali americani. E credo che sia un modo per dire che non dispongono di una cultura intellettuale autentica. Ma questo è sempre meno vero rispetto alla vita intellettuale americana, dato che acquisendo più indipendenza dalla tradizione europea diven4 tiamo più sicuri nella nostra diversità. E diventiamo anche più coscientemente pluralistici. Viviamo in una società pluralistica e da qui nasce la nostra autenticità in senso intellenualc. La presenza - insomma, diciamo r acce11azio11e, visto che la presenza c·era sin dalle origini - l'accettazione dell'eperienza dei neri nella vita intellettuale americana, così com'è presentata e capita dagli scrittori e dai pensatori neri, e degli amerindi, dei centroamericani e degli asiatici americani, tutte queste esperienze sono diventate legittime agli occhi di tutti gli americani. Quando ciò è vero, allora siamo liberi da quella trappola dell'imitazione di qualcosa inventato. Amio parere, questo fatto rappresenta I'aspcuo più ìmponante della letteratura americana dell'ultimo scorcio di secolo. Un meraviglioso senso di libertà dal campanilismo della vita intellettuale angloamericana. È un periodo davvero stimolante per creare. Per questo morfro mi piace la leuerarura america,ia. A volte lamemo la manca,iza di pluralismo. in larga misura, nella lelleratura canadese. Davvero? In parte sì. Sappiamo molto be,ie di essere w, paese multicul 4 turale e questo genera molte falsità e ipocrisie. Probabilmente ci vuole soltamomolto tempo perdi re "questo è importatile" prima che diventi davvero una realtà. C'è anche un attrito continuo e profondo tra anglofoni e francofoni che è parte della stessa cultura, invece di un'accettazione reciproca. È deludente perché avevo sperato che in qualche modo il Canada potesse diventare un modello di cultura pluralistica, proprio come penso che si augurasse Pierre Trudeau. Ma le tensioni sono troppo forti e c'è invece una tendenza alla polarizzazione e al reciproco allontanamento. Cambiamo marcia ora perché i•oglio tornare all'idea di tragedia nel rom,mzoet1/l'ideadi trascendenza. che penso l'enga descrilla in "umiera insolita nei suoi libri. Allafi11edi Continental Drift lei afferma che ''il buonumore e la tristezza nelle ,•iteal!mi. persino nelle vite del lllllo ùn·enwte, prfrano il mondo tli quel- /'m,idità necessaria perctmtù11wre a essere se stesso. Sabotaggio e SOV\'ersione sono quùuli gli obiettil'i di questo libro". È w1 approccio alla trascenden:.t, leggermeme a,wrchico. Diciamo ... ambizioso. Cerco di trascendere l'ordinario, i limiti mortali della quotidianità. La trascendenza non si ottiene dai sogni ordinari delle persone del libro, né dagli schemi religiosi convenzionali, né dal la famiglia e neanche attraverso l'identificazione di classe o di qualsiasi gruppo. Eppure la trascendenza è possibile, io ho sperimentato occasionalmente una cosa del genere con l'arte e per mezzo del rito e del rituale. Erano lampi di trascendenza. Ma anche auraverso la presenza di una verità straordinaria. inevitabile, che avvolge tuuo. Sono comunque momenti rarissimi e di difficile accesso. Quello che spero di riuscire a ottenere con il mio libro è trasmettere questa esperienza sia al lettore che al personaggio con cui il le11oresi sarebbe potuto identificare. Questa è la tragedia trtulizionale. Sì, ma non perché sia tragico nel senso convenzionale, è uno dei mezzi per renderlo possibile, ma cc ne sono altri. Penso che il riconoscimento sia cruciale. Il riconoscimento dell'ampia veduta. Se un personaggio dalla vita logorma dall'ordinario arriva davvero al punto di riconoscere o avere un'ampia veduta. allora questo dovrebbe fornirgli i mezzi per accedere alla trascendenza, perii lettore e perii personaggio. Far arrivare il personaggio a quel punto non è un'impresa facile. La tragedia è un modo per farlo, e io troverei difficile da adottare il modo convenzionale semplicemente perché non mi piacciono gli eroi. Non credo in esseri umani più grandi di altri esseri umani. Per cui la tragedia convenzionale con me non funziona; vìola il mio senso fondamentale del credere. Pocofa lei ha detto che il s110senso della tragedia non è quel/o slwkespet,ritmo. Penso che sia un nodo importat11e. Qui non abbiamo a che/are con "grandi uomi,1i''. No. Secondo mc è un'idea maliziosa, quella del grande uomo. È una nozione sinistra e distruttiva nella nostra società. Sono amareggiato dall'esistenza di tali idee. C'è ,ma certa arroganu, associaw agli eroi tragici di Shakespeare. Il pensiero che loro siano i,, qualche modo responsabili di una qutmtità u,/e di punizio,ii. I peccai i di Bob Dubois sembrano peccati di omissione, ,wn di commissione. ili questo senso ci si sente davvero dispiaciuti per Wade, per il suo atroce mal di denti e per la .ma vita dereliua, per lo manca,iu, di aiuto, specialmente da gente come il fratello, che lui considera wu, persona ragionei•ole. Loro hanno dei difetti. immagino, ma sono difetti di esseri umani nonna li. Non sono andati a letto con la madre e non hanno ammazzato il padre. Perlomeno non subito. Lo si può notare 11ell'epilogo tli quei tre romtmzi. Hamilton Stark dà la strana impressione di camminare nel n11/la,in Continental Drift sembra che foi avesse ouemtto qualcosa prima di morire ma non è ajJauo ,ma descrizione trtulizionale di 1rascendenza o catarsi, e alla fine di Affliction la trnscemlenza pare riflellersi solo nella capacità di \Va,le di fuggire.
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