42 INCONTRI/ MACCHIA lo strutturalismo, si sono un po· allontanate da noi: e hanno già dato tutto quel che di ottimo. di meraviglioso, potevano dare. A11orami è sembratocheil ritorno aquestoBaudelairecoincidesse con il ritorno della grande critica: la critica dei grandi scrittori. Ma 11011 le è parso 1111 rischio? Pubblicare un libro dopo tanti anni, un libro che è appartenuto -come dicevo-ad un altro tempo della mia viia, con l'inesperienza della giovinezza. è stato certamente un rischio. Ma è stato un rischio che dovevo affrontare. Si presentava un interrogativo che non riguardava soltan10 lacritica mamestesso. il mio lavoro. Dopo tanti anni di studio. dopo molti libri pubblicati, - mi sono domandato - c"è stata una coerenza nel mio lavoro? Sono rimasto fedele a quei primi anni di studio? Che cosa ha rappresentato per me lascoperta (una vera e propriascoperta)di Baudelairc? Vorrei perciò che questo libro venisse letto non soltanto in sé. ma per quel che ha rappresentato nella mia vii.adi studioso. Arrfriamo a quel suo libro s11S/ eicento (edito da Adefpl,i nel 1989) mo chefà centro sul Ma11zo1c1oime imerprete di quell'età e per il q11alelei tn-eva pensoto inizialmente tu/ 1111 titolo tipo Maruoni e dintorni. Perché scelse poi di titolarlo Tra Don Giovanni e Don Rodrigo? Vidi che i dintorni erano importanti quanto il centro: e scelsi due personaggi che potessero essere accostati perché avevano qualcosa di simile. Don Rodrigo-personaggio centrale e oscuro motore dell'azione dei Promessi Sposi - e Don Giovanni, grandiosa creazione secentesca. forse il più celebre personaggio del Seicento che continua a \fivere.comeun lascito di quel grande secolo. anche nel Sellccento. Gli ultimi saggi sono infatti dedicati a Don Giovanni, e c'è una nuova interpretazione del suo mito. Nel fondo ritorna continuamente Don Chisciotte. che è una contraddizione al suo secolo, cheesprimee rifiuta il secolo. È l'uomo che esclude da sé il refrigerio dell'ombra. e che vuol vivere nella luce accecante del proprio cervello malato. Traquesti due perso,u,ggi (che occupano la prima e l'ultima p<medel ,·olmne) s'inseriscono alcuni imerpreti... Sì, soprattutto tre: un politico. un uomo d'azione. un morali• sta: Maz1..arino,ilgrande politico. Retz, l'uomod'azione.criminale sublime che esalta lo spirito di seduzione. e Graciàn. il grande moralista gesuita. L'altro gesuita, Malagrida - che interessò Casanova e Stendhal - condannato a morte dal l'Inquisizione, è come una eredità del secolo precedente. Di lì a poco la Compagnia di Gesù sarà soppressa. Se ho riportato l'interrogatorio e la sentenza della Santa Inquisizione di Lisbona, è perché vi ho visto qualcosa di assai vicino al Manzoni. Manzoni è inserito nella grande corrente processuale e inquisitoriale del romanzo moderno. da Stendhal a Dostoevskij. Col processo a Gertrude. con quello agli untori e nella Storia della colo1111inafame egli aveva riassunto nella figura dello scrittore quella del giudice. I temi di quel suo libro si s,1illlppanosoprallutto nei Ire saggi che seguono quello sul Manzoni. Il potere. la dissimulazione. la paura. la necessità del segreto (fino tilla ·;steganografia.,). l'eros, la tortura. In fondo. come scenari clte raccolgono tanti temi... Sì, c'è il politico quale attore (un grande attore fu certamente Maaarino), ma anche il conquistatore, Don Giovanni, e anche Rctz. o l'eroe di Graciàn: in tutti il bisogno, al momento opportuno. di nascondersi (bisogno dell'oscurità anche in Pascal) e, da Graciàn a Malagrida. la necessità. nella vita sociale. di mentire: I temi si incrociano e si continuano l'uno con l'altro. Questo è un libro di politica. il solo che ho scritto, e anche Don Giovanni può essere messo accanto al politico. Ho definito il dongiovannismo una fonna di machiavellismo dell'amore. Ancora: qui si parla di Tartufo. si parla di Le rougeet le noir. di Julien Sorel (che vedeva in Tartufo il suo maestro). E anche Don Giovanni è un Tartufo (lo era già in Molièrc). Lei giunge a/are altri accosrame,11i:Manzoni e il cardinale di Rerz.ad esempio... Si può fare il romanto di un'epoca. come Manzoni e si può fare il romanzo di un·epoca attraverso la propria vita: e sono i Mémoires di Retz. Tutta la parte che in Retz riguarda il coraggio e la paura. si trasmeue nei Promessi Sposi. La paura resta uno dei grandi temi dei Promessi Sposi: e non soltanto in Don Abbondio. Ma ho scoperto i resti di un Don Giovanni nella figura di Don Rodrigo, e del Commendatore in Padre Cristoforo. Perché Manzoni ha scelto l'incontro tra Don Rodrigo e Fra Cristoforo. nel momento del pran10? Il saggiosul Ma11za11i è ntitolato Nascita e morte della disgressione. La disgressio11eseguita attrm•ersole mrie re<lm.iondiel romanza: d,, Fenno e Lucia alla Storia della colonna infame ... È l'artificio formale più possente e innovatore del romanlo che apparenta Manwni ai grandi scrittori e saggisti europei: Montaigne, Swift. Sterne, Diderot. Atlraverso questo procedimento stilistico, si scopre lo scrittore europeo. Ciò che Manzoni rifiutava era il romanzo elaborato e connesso con mezzi esteriori. Egli rifiutava l'unità artificiale. quella che non appare nella vita reale. L'unità artificiale era un modo di annodare esteriormente gli avvenimenti,cheaccadevano nei romanzi. l'uno con l'altro. E questo disprezzo per l'unìtà artificiale lo condusse in Fermo e Lucio a dar prova di una grande Iibertà nella composizionedel suo romanzo; così egli interrompeva l'azione. discuteva sulle considerazioni avanzate dal presunto cronista che aveva sotto gli occhi e addirittura sui caratteri stessi del romanzo che stava componen• do. Non esisteva allora soltanto il romanzo. ma la discussione sul romanzo. Improvvisava dialoghi con presunti antagonisti e vi aggiungeva le sue idee sulla letteratura. Infine, affrontava argomenti che gli stavano molto a cuore. Il processo,peresempio. l'abusodelpotere, la violazionedelle leggi... Proprio così. Insomma. la digressione fu il procedimento che assunse con maggiore impegno: procedimento, come sa. antichissimo. da Apuleio a Virgilio. Quindi, se il saggio suMa11w11èidedicatoalla digressione la c:ostmzio11edi questo libro è <mc:h'essofo,ulatasulltt digressio· ne... Certamente. Anche per la mia critica la digressione è un modo. se non un sistema di composizione. Ripeto, è un libro sul Seicento. Quel secolo tenibile e crudele era un grande secolo da romanzo, negli apparati, nelle decorazioni. nelle carceri. nei conventi, nelle sale di tortura. tra risse e guerre-secolo di mistici e di bari. secolo della grande politica. La digressione mi ha pemlesso anche di entrare neIl' immaginazione più buia, più neradei Promessi Sposi. Alla disgressione venivano infatti aggiunti i punti più neri della narrazione. Manzoni aveva raccolto le carte segrete di oscuri delitti, tulio ciò che gli storici offrivano di più terrificante. Era come se Manzoni fosse colto dal terrore di ammettere questi fatti nel vivo della narrazione. Era il suo Seicentosegreto.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==