Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

40 INCONTRI/ MACCHIA Qulllera l'aria del tempo in cui comi11ciòafrequentareJ'Uni- ,·ersità? C'era qualcosa di provinciale, è vero.Ma proprioper questo c·era anche la necessità di dare più ampio respiro alla cultura. lo questo lo trovai in Pietro Paolo Trompco e in Luigi Foscolo Benedetto.grandistudiosidellaculturafrancese.Poidall'altraparte c'era ancheil senso,in seguitosviluppatosisemprepiù. delrin1erdìsciplinarietà tra le arti. Lo sentivo fortemcn1e spiccato in Mario Praz. grande anglista, che dopo essere stato in Inghilterra venne all'Unive~itàdi Roma. losonostatounodei primi adaver avuto lui come correlatore(assiemeaTrompeo e a un altro grandeslavista oggi purtroppodimenticato.GiovanniMaver)alla miatesidi laurea, che feci appunto su Baudelaire cn'tico. Praz, a cui piacque molto questa tesi (divemata)X)iunvolume pubblicatonel 1939dalla casa editriceSansoni}.ebbeparolesimpatichenellasua relazione.PeraI• tro. in quel periodo. Baudelaireera studiato sì come poeta ma non \anto come critico. A questo sue secondo aspettobasti pensareche BenedettoCrocededicòsoltan1oduepagine,in Poesiae 11011 poesia. Ritrovai Praz come collega, più tardi... Vifreq11e,11amdteì sm·e,ue? Sì. avevamo rapportisiadentroche fuori il mondouniversitario (perché luiera anche giomalis1a).in comune lo s1essointeresseper le arti. per gli oggetti antichi. Mario Praz aveva una prodigiosa cultura, che spaziava. oltre che in tutte le letterature. nel campo dell'architettura. della pitturae particolannente in quello delle arti cosiddeue ..minori''. È statounodei primi (ciòche peraltri è venuto mollo più tardi) a capire la suggestione che aveva su di lui lo stile impero. Cominciò dunque a raccogliere la sua famosa collezione, che ora aspetta di essere sistematadalla Galleria Nazionaled'Arte Moderna.Prazeraungrandesolilario. InInghilterra.negliannidella sua fonnazione, fu solo. e a Firenze contava pochissimi amici. perchéandava perun' allratangente...Ho imparatoparecchioda lui. da questa sua apertura verso tante fonne d'arte ... Ma non bisogna nemmeno pensare che fosse un misantropo. Tutt'altro. Amava molto la gente, lostare insieme.A casa sua s'incontravano persone di tutte le parti del mondo. Frequentava le ambasciate. i cocktail. stava un po' dappertutto. Capivo anche perché: se Mario si fosse veramenteisolatoavrebbefattounavita tenibile. per viaanchedella fama che gli era stata ingiustamente attribuita. Qualefama? Quella che lo faceva addirittura passare come una specie di mostrodi malignità. Maera un'assurdità. Certe volte Pmz raccontavachiaramentechi era stato1·arteficedi questasua foma.unnome che non possofare. ma che risaleal periodo fiorentino.Quel che ho sempre rimproveratoun po· alla critica italiana è che in fondo, pur essendo Prazconosciutissimo(ricevetteunagranquantitàdi premi. dì onorificenze), gli ha sempre riservato scarso entusiasmo. Lui stesso se ne doleva. Per esempio, del suo straordinario libro la came, lamorte e il diavolo pochi s·occuparono in Italia:ci fu una famosa stroncatura da parte di Benedetto Croce. e credo che neanche Emilio Cecchi. così attento. vi prestò occhio. Ci fu una n.."'Censionmeolto interessante di Sergio Solmi, ma in sostanza cominciaronoa vederlocome unaspeciedicultoreunpo· maniacale dì certe deviazioni dello spirito e della carne. E come dfrem,e amico di EmilioCeccl,i?Cecchinon era w, professore,~·cri,·e,•ae,deuam legge. s11giomalì e ri,•iste... Cecchi è staiol'interprete dimezzosecolodicultura italiana.Per lui ho sempre avuto grande ammirazione. l'ho sempre lcuo con passione. Ha avuto infatti il merito di danni preziose indicazioni, nonsoltantoneIl"ambitodella letteraturaitalianamaanchedi quella inglesee soprattuttonel campodelle arti figurative. E )X)ida lui ho imparato che tutto serve per accrescere la propria cultura: una bibliotecavale la redazionedi ungiornale. un.1visitaallozoole saJe di una galleria, un avvenimentodi cronaca la vista di uno straordi• nario paesaggio. Non mi stupisce che Cecchi quando andò per insegnare in California non si trattenessedall'andare alle corride o a Hollywoodper vedere gli attori. lei, Macchia, è slatoed è soprallllllo1111p0rofessore.Non l'/u, mai a,moìarainsegnare? Ho creduto sempre. da una parte, nella funzione dell'insegnamento che. secondo me, fa bene a chi lo esercita e qualche voha anche a chi lo riceve: è uno degli esercizi più difficili che !"uomo s'impone per rimanere sveglio dinanzi alla propria coscienza. In quanto chi insegna non fa che mettere in continuo confronto la propria esperie111c.aon il mondodel possibile. cioè con quello che nonsi conosce. Quindiquestomio libro è ancheunomaggioai miei maestri inquanto professori universitarie ai critici non cattedratici tra iqualimettoCccchi.Dcbenedeuie Solmi. Hocercatodi fondere l'esperienza dell'insegnamento (fin dall"età di venticinque anni. quando ero giovane professoreall'Università di Pisa}con lacritica giornalistica. lo ho dato quasi la stessa importan7.aad un'aula universitariae alla redazione di un giomale che aveva per mc un fascinoparticolare.Vi vedevodel miracolosonel fattoche addirittura in un giomo si potessero pubblicare tante pagine di un quotidiano... Eppureleiviveproteuodaqueswstraordinariabiblioleca.Vi,·e come w, bibliomane,quanti /;bripossiede? Più di trentacinquemila. Ma alloraperclté 11011 vuoleessereconsideralo w, bibliofilo? No, perchéperii bibliofilo il libroassume im)X)rtarlzainquanto è raro e bello. Il mio amore per i libri. che ho nutrito finda piccolo quasiaccantoal!'amoreper i giocattoli,è legatoal concettodi utilità. Da10il mio mestiere, tra gli clementi per mc più indispensabilic'è il libro, e non si possono fare libri di cultura senza )X)Ssedere l'occorrcnte per confezionarli. Peròdicendo questo non dirci tutto perché effettivamente il libro è anche un oggetto che ha una sua bellezza dalla quale io sono sempre stato affascinato. Quameore dedicaquotidianamenteal suo studio? Nonsono statounodi quelliche lavoranodieciore al giorno.che per me non significa assolutamcn1eniente. li mio lavoro è molto concentrato nelle ore mattutine. in cui evito qualunque tipo di dispersione. ProfessorMacchia.come si definiscepoliticamente? Un uomo di sinistra. Beh, poi coll'esempio di Baudelaire... Nessun altro è ~latoliberocome lui. nellasostan1.adella sua poesia. della sua vita. l'aver odiato Na)X)lcone Ili, l"esser finito in quel modo... Quale esempio migliore? Checosaha signijirntoprecisamenteper lei s111diar&e1111/ela• ire? Anzitutto perlustrare tutto un rctrotem1c. ulturale di così vaste proporzionida cui avrebbe preso la propria fisionomiail decaden· tismo europeo; significò fissare i punti d'oriemamcruo, significò capire ciò che si doveva accettaree ciò che doveva essere respinto. È stato un momento importante nella mia vita quello in cui preparavo il Baude/(1ìreuitic:o. I miei interessi per la musica. per le arti

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==