MAESTIII 39 Giovanni Macchia ANNI TRENTA:AMICI EMAESTRI /11co111croo11Doria11F0aso/i "D'ora innanzi regneranno i banchieri. pare dicesse il banchiere liberaleLaffiuc accompagnando il ducad'Orléan" dopola rivoluzionedi luglio. li timore di Stendhal è che anche in letteratura un giorno potranno regnare i lxlnchieri: i banchieri della fonna. del bello stile. della fama, i banchieri dell'anima. Non dirci che i suoi tinmri fo,;scro infondati. Tcniativi d'apertura di gro~sc banche della letteratura e dell'arte in Francia e altrove furono nell'Ottocento coronali da pieno succ~so. E questi tentativi ne crearono altri che avrebbero dovuto condurre ali' industrial ina1 ione della letteratura. di cui a, vertiamo vivissime le conscgucn.re. S1.i timori di Stendhal non erano davvero infondati. Basta guardarsi attorno per accorgersiche. a fare letteratura.oggi di banchierice ne sono a bi11.effe.E quanti pochi invece. (,-Omleui, odiano il pre.._s•paoco e non sanno barare con le grandi frasi dei cultori dell'anima e non vogliono ft1sci11er /'time llu lecteur. e vedono nella penna. se non è inlinta nella verità dei nostri atti. un temibileoggettodi falsi1àe di corruzione··:cosl GiovanniMacchia,l'ultimograndeeruditonell'era dei computer.prende a conunen1areuna paginasceltaa casodi unsuo libroappenaristampato da Einaudi (con unoscriuo di Guido Piovene in appendice). È Ilmitodi Parigi. chesegue.adisL1n1..adpi ochime.._li',uscita in libreriadella storia della letteraturafrancesedall'illuminismo all'età romantica (pubblicata da Mondadori)alla quale egli ha da10un titolo allegorico: Il nmif"'gio dellasperar1zt1. Che comincia in un certo sensodove si era chiuso il suo libro precedeme.unastoriadella letteraturafranceseedita neiMeridiani Mondadori.Quel volumetenninavacon lamortedi LuigiXlVe 1·auuale si apre appunto nel 1715e procede fino agli albori del romanticismo. 11,,mifragiollellaspera11y1-che nonè solo unasemplicecontinuazionedel precedente.perché. tienea precisareMacchia."contieneanche delle peculiarità. che lo rendono autonomo. leggibile come cosa a se stante" - nasce da un quadro di un pittore tede.~o. Caspar Oavid Fricdrich:un quadro. diceMacchia. "che rappresenta un maredi ghiaccio.con unapiccolanave, laSperan:t,.aappuntor.ovesciatasudi un fianco. Il dipinto è del 1821 e vuole essere un dipinto realista. lo trovo in quest'opera un li\'ellodi letturapiù profondo, una possibilede~ri:tione della cri,;idi un'epoca. Un'epoca che vedeva spegnersi. dopo il sogno napoleonico. lecertcae che erano state proprie dell'lllumini._mo". NatoaTrani il 14novembre 1912da Vitoe GiuseppinaFrancaviIla, ultimodi una famigliadimolti figli.GiovanniMacchiaha tuui i titoliche fanno di lui un vero accademico: socio n:i,ionale delr Accademia dei Licei. professoreinc:ittedrad:il 1949di storiadell:i letteraturafrancese. medagliad'oro dei benemeritidella culturae della scuola. fondatore(tra infinitedifficoltà)dell'Istituto del teatroe dello c;peuacoloall'Università di Roma, vincitoredel premio Bagutta (1979) per l '"ngelo delJa 11011e, del Prix MédicisEssais(1988) per le rovit1edi Parigi(considerato. tra quelli stranieri.come il miglior librodell'anno e poi tradotto in francese per Flammarion).del premio intcma1.ìonalcBal..-..a(n1992)per il complesso della sua opera ... E invece. sarà per via dell'aspetto piuuosto minuto e per il tratto affabile. nella sua casa romana in via Guido d' Arcao ai Parioli,Macchi:1dtldi ,;é un'immagine del tuttoopp<Kta. La stessa in fondo che si percepisce nei suoi libri. Il ,,madiso della ragione, Baudelaire,I ftmwsmi dell'Opera. U1 au/11tadella /11110, Il Principedi Palagonia,Pif(lndello o lastanzadella tortllf(l, Lt, scuola dei semimemi. Elogio della luce, Il teatro delle pmsioni ... i librisonomolti maè come se fosseroriassuntie compresi in quello uscito nel 1987dalla casa edi1riceAdelphi. Si chiama Gli {lJmi dell'attesa. a indicare un 1empo lontano attraversato da personaggi singolari. nomi e cognomi di amici e maestri che adesso popolano le s1oriedella cultura italiana: Pietro PaoloTrompco.M:irioPral..Emilio Cecchi.ScrgioSolmi.GiacomoDebencdclli... DiognunoMacchiacidà un indelebileritrattodi prim::imano.ma insiemeanche ilsuo autoritratto. Rivi"e cosl anche una Romadatat:ial 1930quando all'Università stava ancora al centro della ciuà. a PalazzoCari>egnain corso Rinascimento. E oltre all'università c'è anche quell'altra cattedra, quella del giornalismo colto, la cattedra della "ter1.apagina". Gli anni de/l'a11es<1 (che ha fattoda guida ad Alfonw Berardinellì quando ha volutoaddentrarsi nel mondodei saggisti italianinel suo Tra illibro e la i•ita). raccogliepagineseriIleinepochedi\'erse. dal 1939fino a oggi. legate da un·uni1àdi luogo: la scrivania. cioè. dove M:tcchiasi rifugia. lontanodal telefono. pro1enodalla sua straordinaria biblioteca: più di trentacinquemilavolumi catalogati e ordinali in quattro grandi ._tanzecrelativicorridoi.Sono i ferridel suomestiere.ma:inchei simboli concretidelle sue passioni:dietro i dorsi inmarocchinosi leggonostorie di antiquari. di bibliofili accaniti, di collc:tioni straordinarie.Ma dove finisce lo s1udiosoedovecomincia il collclionista'! NemmenoMacchia s:trispondereaquestadomanda. Efo~è perquestoche scri\'ei suoi libri. Unapassione insopprimibileche nasceproprioinqueglianniTrenta. gli am,i del/'(l(tes<1, appunto. Gli anni dell'attesa: cosa s,a,,110a .sig,,ifict1reperlei. professor Macclzia? Gli anni della giovineua. Era il periodo in cui si doveva preparare la nostra cullura. tutto quello che era necessario (X!runa nostra formazione. e al tempo stesso si sentiva in fondo lo spettro della guerra che appariva inevitabile e poteva voler dire anche la nostra distruzione. Lei allorafacem parte di qua/clzegmppo leuemrio? Non ho mai fatto pane di un gruppo. fosse l'cnnctico fiorentino fosse di Milano o di altrove. Sono stato solo con le mie idee. Certamente hanno significalo molto per me i miei maestri. ma si capisce che tra i maestri e l'allievo c'è sempre un grande divario. E nemmeno fu remato, in quegli anni, dal fasdsmo? Assolutamente no. Mentre~dtri aderirono, JX!rchénel momento buono del fascismo credettero di poter concretiL.Zarequalcosa di positivo e poi invece lecose, come s• è visto. presero tutt •altra piega. io, al contrario. fui categorico in questo senso. Poco più che diciannovenne cominciai a scrivere sui giornali ("Il Tevere .. di Roma, .. L• Ambrosiano" di Milano) eppure non mi venne mai in mente di entrare in quell'ingranaggio che prima o poi, in tempi sempre più oscuri, avrebbe potuto finire con lo s1ri1olarmi.Ma fu anche la mia formazione culturale a tenenni lontano dal fascismo. Ma perché i suoi ge,iitori la osteggiarono ne/i<,scelta d'iscri• ,·ersi allafacoltà di Leuere? Beh, bisogna rendersi conto che io venivo da una famiglia che aveva un'educazione soprattutto giuridica. da buoni meridionali ... Avevo lastrada già segnata. Invece per Lettere s•intendeva. a11e· poca. il maestro di scuola. che non offriva dunque molte possibilità al di là di quello ch'era un modesto posto d'insegnan1e. Così si spiega l'opposizione di mio padre.
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