Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

..finzione" acquistavaper Ota un peso particolare. esasperato dalla inespressa ma sottesa convinzione che la sua esperienza potesse essere in definitiva compresa solo da coloro che l'avcs• scro condivisa. Perquestimotivi forse Shikabtmenouu,cl,i si presentacome un esempio limite dei possibili approcci al tema della bomba atomica. ossia come una cronaca rigorosamente soggettiva. dominata dalla presenza della protagonista/autrice che filtra tutti i particolari anraverso i propri occhi, escludendo ogni altra mediazione, tenacementecalata nel suo ruolo di viuima e di testimone. È ceno questa consapevolezza che permette a Ota di trovare-nonostante le sue stesse affennazioni - le parole per descrivere ciò che ha vissuto. mentre la puntigliosa descrizione del numero delle vittime accertate, l'elenco degli effetti delle radiazioni atomiche (la cosiddetta ..malattia atomica ..). che riporta conclusioni e giudizi di gruppi di medici. las1essa rievocazione del passalo storico della città devastata danno al suo romanzo una struttura di documento immediata, di relativa facile lettura. In parte diverso si presenta invece Na1su no luma (Fiori d·esu,te) di Tamiki Hara (1905-1951), che pure nasce da una stessa necessità di mantenere vivo il ricordo. Hara. ritenulo insieme a Òta il maggior rappresentate degli scrittori/vittime del bombardamento,è morto suicida nel 1951. Sulle ragioni di questa morte molto si è speculato. adducendo- tra le altre- anche la dichiar.uionedel presidente americano Truman sulla possibilità di usare la bomba momica per porre fine alla guerra in Corea. Fiori d ·estate è composto di tre episodi. ma solo iI primo, che dà il titolo alropera. è la cronaca del bombardamento, pur Foto f;i; lwyozowo/BlockSto,/G. Ne<L DOPO l' ATOMICA/ ORSI 33 aprendosi con un episodio del tuuo estraneo: la visita che il protagonista fa alla tomba della moglie. pochi giorni prima del sei agosto, portando con sé un mazzo di fiori d'estate. Il riferimento ai fiori, sebbene possa essere in qualche modo leno come richiamo simbolico all'incendio che devasterà la città, ha sopmuuno un valore poetico che dà al racconto una inconfondibile impronta leucraria. lmprontachenulla toglie beninteso alla rigorosa "ripresa in direua" degli avvenimenti. dal momento dell'esplosione al disperato vagabondaggio per la cinà distrutta. ma che rilom.a periodicamente per creare una specie di contrapposizione fra li presente e un mondo di ricordi. sensazioni sogni e nos1algie legati a una parentesi lontana e tranqui Ila,definitivamente sconvolta dalla guerra. ''Il grosso acero era sempre stato in un angolo del giardino, protagonista dei miei sogni negli anni dell'adolescenza. DoJX) essere rimasto fuori a lungo. quella primavera ero tornato nella mia casa natale. Mi era parso strano che non fosse più possibile discernere nel vecchio albero il fascino di un tcmJX).Singolanncntc tutta la città sembrava aver perso la sua gentile naturalezza per diventare un crudele assembramento inorganico. Ogni volla che entravo nella stanza affacciata sul giardino mi tornava alla mente la rovùu, di casa Usher. "8 Anche Hara come Òta e altri scrittori ricorre al paragone dell'inferno per descrivere Hiroshima. ma in questo caso l'immediata efficacia dell'immagine si stempera in una descrizione poetica: ''Non ricordo con esa1te7,1.,dai che colore fosse 1·aria attorno a me in quel momento. Ma posso pensare che forse ero avvolto da quel l'orribile, fioco bagliore verde dei dipinti dcli' inferno buddhista. .... In Haikyokara(Da/Jemacerie) chccostituiscelasecondaparte del racconto. alla descrizione della rovina materiale e fisica

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