Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

32 DOPO L'ATOMICA/ORSI come Hachiga1su muikll)Ojt, tenki (Sei agosto. temtH>magnifico) della scrinricc Mayumi Nagano (n. 1959)che ìnlcrprcta la bomba di Iliroshima con la superficialitàdi un rncconto !,entimentale per ragazzine.e dal l'altra, l'incapacità della clas!.CpoliIicagiapponc~ di districarsi tra lecontr..1ddizioniprovocate dalla quc~tioncdelle responsabilità: contraddi,ioni che. proprio nei diM:on.iufficiali del 6 agosto di quest'anno, hannno avuto l'effetto di porre in secondo pianoil discorsosulla bombadovendoancoraC!i-scrrcisoltoquello sui crimini di guerra giapponesi. Come ha scrinoJ. W. Dowcr. "La memoria si affievolisce con l'avvento delle nuove gcner.uioni; e man mano che vengono promossi nuovi nazionalismi, alleanze e tecnologie. il passato è deliberatameniee selettivamente messo in ombrn"5 • Tutto ciò ha in qualche misura condi1ionr1toanche quella minoran7..dài intellettualiche intende dare giusto rilievo:111·csplo5,ionenucleare. Co~ì t111chucno scrittore come Ke111-abur0 òè (n. 1935). premio Nobel per la leueratura nel 199-t.!.Cmbrain tnluni casi incapace di scindere 1·i111pegnpoolitico da11·interprcta1ione letteraria,persacrificare I'ispira1ione allacausa del pacifismoe del rifiuto dell'energia nucleare. Una tappa decisiva nella vita dello scrittore è il suo viaggioa lliroshima nelragostodcl 1963.L'occasione lo mettedi frontealla scopertadella dignitàdei sopmvvissuti e all'abnegazione di coloro che se ne sono presi cura. E da ciò egli trac uno stimolo immediato per le proprie banaglie contro ruso dell'energia nucleare. Poi però il problema gencrJle che investe tutta l'umanità e ne minaccia la sopravvivcnta si rialla<.-cipacrÒC ad unaquestione privata, quella del figlio minorato mentale. E per questa via. con un·opcr.izione che 5,jtraduce in una crca1ione leueraria di grande forLa espres,iva. ritrova nell'umanità delle vinimc, proprio làdove si è manifestata ··1apo~sibilitàche l'uomo cessi di essere umano", la for1.ae la ra.\scgna1.ionenecessarie per accettare la malattia del figlio. Ilbombardamentodi Hiroshimanonsolocostituisce il puruodi panenz.adi saggi come Hiroshima mito (Appumi su Hiroshima. 1964)e Okìnawa ,uJ,o ( Appmui su Okùunm. 1969)che chiariscono la posizione ideologicadi Òe. ma è presente anche inalcunidei suoi più famosi romanzi. Ad esempio un·operadella piena "ma1uri1ir·. Pinchi rwmd chl';sl,o (li t•erlx,le di w1 pinch rmmer. 1976) ha come premessa il pericolo di un disastro nucleare, e vede protagonis1iMori padre. che un tempo è Malo ingegnere in una centrale nucleare e il figlio idioia. Mori: i due. inquanto imerprcti di una volontà cosmica tesa a salvare l'umanità. lottanocontro le centrali nuclearie laminacciadi unacatastrofe.che nella figuradel Patron A. trova la sua personificazione.Così riassunto il roman7o potrebbesembrare una via di mcuo (affascinante forse.ma anche banale)fmun·operadi chiaroe11gageme111 politicoe un raccontodi fantacienza. In realtà la capacità narrativa di ÒC raggiunge con Pitu:hi ra,md unodei limiti piùestremi. non soloadouandotuue le possibili risorse della satira. del realismo grottesco (per dirla alla Bachtin)edella farsa(e unavoltadi più lacritica hasubitorievocato François Rabel.1is).ma alterando volutamente anche le funzioni e ladisposizione di narratori e protagonisti. in un paradossalegioco di interscambi. Assai meno sofisticato sul piano dell'impianto retorico. ma di grande interesse è anche un breve e quasi del tutto ignorato racconto. scritto da ÒC nel 1964, più o meno al tempo in cui pubblicava i ~uoiAppumi su Hiroshima: si traila di Atomikku eji!'o slwgojin (La divinità 1111ek,re dell'era atomica) che offre a Oe. allora poco più che esordiente, l'occasione di sperimentare il grottescoe il black humour, che resterannocome abbiamovistogli strumenti cardine della sua prosa. Nel mcconto. solo l'abilità dello .\Criuoreclasuaironia pcrmettonoallastoria-quelladi un..uomo dimeaaetà" chedecidedi adonaredieciorfani di Hiroshima(prcvi accurati e¼lmi medici che ne dimm,trino lo stato di salute) per -,1ipularcuna grossa assicura1ioncsulla loro vita-di procedere al limitedella farsa e ad equilibrarsi con la conclusione qua,i p.1te1ica che vede il proiagonis1amalato di cancro e gli orfani superstiti (quattronel frattempo~onomorti)a lorovolta titol:.iridi un·assicur.:llione!Jullasua vita. Prima e dopo ÒC. l'argomento del bombardamento atomico. ohrc al valorechepuòaverecometestimonìanL..1aclconvolgimento poli1icochcpuòstimolare.èanchcfcrtileterrcnodi sperimen1a1ione in tennini di namuione. offrendo varie po5,sibili1àd.a quella più lettemle e r-J✓ionale a quelle simboliche e astratte. P0,<,siamo cogliereda una parte lavolontà dì salvnrea tutti icmti le immagini della realtàe l'urgenza di 1nettereper iscritto. talvolia incondiLioni precarie e disperate, un·espcrienza di portata enonnc. Dall'altra non è difficile riconoscere lo sforw innovativo degli scrittori appartenentiallacosiddetta "seconqae terza gener..llione·· .ossia di coloro che non erano presenti al momento del bombardamento e solo in un tempo successivo. valendosi di te~1imonian1.icndirette. hanno affronlato il problema trasferendoloall'interno delle propre opere<>E. ssi hanno tentato di utilizzare i falli di Hiroshima e Nagasaki non solo per fame uno strumento di rivolta contro I' onodossia dcli' esrablishme11t letterario (come è avvenuto all'inlernodcl teatrod',wanguardia degli anni Sess.aniao nelle poesiedi Sankichi Tòge). ma anche per calare la Storia in un co111cstodi "fabbrica,ione". Si acceu.1allora il rischio della banalinazione della tragedia atomica e si cerca di offrire angola7ioni letterariee procedimenti retorici che lascino spazio ad una sempre maggiore esigenla di rielaborazione. Il primo approccio è prevalente fra gli scriuori che sono stati vittimedel bombardamento (hibakuslw. per usare il termine giapponese). "Ero presentequando per la prima volta una città di 400 mila abitanti è staiadistruua inun solo i~tantedal fuocodella guerra. I-lo impar.:uoallora per la prima volta che quel fuoco era prodotto da unacosaancorasconosciutachecontenevaspaventosi mi5,teriechc si chiama bomba atomica. Per la prima volta. migliaia. decine e centinaia di migliaiadi persone sono mone in un solo momcn10.e io per la prima volta mi sono faua Mrndapiangendo fra i cadaveri che giacevano al suolo, badando a non calpestarli, numerosi al puntoda nonlasciareil minimo~pa,io. Sono stata laprimaa vedere anche 1·orroredelle malauicprodottedallabombaatomica.enorme e profonda realtà che di5.truggeil corpo umano mentre è ancora in vita( ...) Ma proprio per questo motivo, è necessario che io scriva. La tr.:1gcdiadi Hiroshima non può essere presa in considerazione senza tener conto del suo significato storico: arrivati a questa conclusione. non è pennesso, neppure all'interno di un romanzo, lasciare sp.1Lioalla finzioneo alla pigriLia.Bisogn,:itrJ~fcrirc nel racconto tutta la realtà dei fatti, dalle sue basi. senz,1di~truggere arbitrariamente la fonna originale. E già il fatto che bisogn,1 scrivere rendere difficile ravvio•·1. Così scriveva Yòko Òta (1903-1963) nella prefa1ione della seconda edizione ( 1950) del suo roman1.o Shikabtme 110 machi (Guà di ctulaveri). La necessità "morale.. di la.sciareuna testimonianza dei falli a cui aveva assi~litodava a Y0ko Òta la prima e dcterminan1egiustificazione alla sua decisione di scrivere. resa ancor più assill,mte dalla consapevolezza che i sintomi delle radia,ioni atomiche avrebbero potuto presentarsida un momento all'altro e metterla di fronte alla morte imminente. Allo stesso tempo. si poneva come fa11oreirrinunciabile. per lei già scrittrice affcnnata. la scelta di ricorrere al romanzo per far rivivere ciò che la memoria le con!.Cgnava. La difficoltà di conciliare verità e

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