Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

Maria Teresa Orsi ILSOLEDEL6 AGOSTO ILROMANZOGIAPPONESE TRAOBLIOEMEMORIA ·'Nella dis1esaargentea del nulla che si allungava sono il sole abbagliante, c'erano strade. ponti, fiumi. E qua e là giacevano cadaveri gonfi dalla pelle rossa e lacerala. Era senza dubbio un nuovo infernorealizzatocon una tecnica precisae sofisticata.Qui ogni presenzaviventeera stata soppressa; anche l'espressione sui volli dei morti erasostituita daqualcosadi meccanicoe anificialmcnte modellato. Gli ani avevano in sé un ritmo grottesco come fosscrostmi irrigiditi nell'istante incui lottavanonell'agonia. Icavi elcnrici disordinatamente sparsi al suolo e gli innumerevoli f rammcnti e scheggedavanol'impressione di unconvulso schiuo tracciatonel vuoto.Ma lavistadei tramchcscmbravanoesserestati rovesciatie incendiatiin un sol momentoe i cavalli chegiaccvono col loro ventre enorme e rigonfio faceva pensare al mondo dei pittori surrc.:1lis1i." (Fiori d'estate.) ..Alcune personemostravanogrumi di sangue sul voltoe sugli arti, là dove esso era già essiccalo. Altre erano ancora bagnate di sangue frescoche scorreva sul viso sulle braccia e sulle gambe. I volli apparivano ormai completamente deformati. (...) Le loro figure strane e groueschc non susci1avanoorrore ma pietà e angoscia. Eranostati us1ionatitutti allo stessomodo.comequando il fornaio prepara i bisconi di riso mettendoliad abbrustolire nel fomo di ferro. Le loro ferite tuttavia non erano di colore rosso e bianco come le normali bruciature ma di color cenere. La pelle sembravaesserestataarrostitapiùche ustionataequestapellecolor cenere pendevadal corpo come quelladelle patale arrosto. che si stacca a falde:' (Ciuà di cadaveri.) "Dal centro della cittl una spaventosa colonna di fiamme trafiggevailciclo.Un'cnom1cvampatadi fuoco.Risucchiavainun unico falò il fumo e le fiamme che salivano dalle varie zone e mescolandolitrasformavail fumoinunacappadi nubi. ln1omoalla colonna di fiammeche perforavaquesta nubeorizzontale,piccole massedi fuocopiovevanoquae làcomeapparizionidi spettri 1 ." (La pioggia nera.) Sono descrizioni terribili, nella loro precisione meticolosa,e nello stesso tempo capaci di evocare scenari che superano ogni immaginazione umana. Non il mondo, con le sue figure e le sue passionibenconosciute.trasferitoncll'infemocome nellapoc.siadi Dante o nelle tavole di Doré, ma l'inferno con i suoi abissi inimmaginabili e indescrivibili di crudeltà e sofferenze, che si realizza nel mondo. È quanto traspare da questi brani tratti da tre romanzigiapponesidedicatiall'esplosione atomica di Hiroshima, un·esperien1..ache il più delle volte trova nelle parole "come l'inferno" il tem1incdi paragonepiùefficacee immediato.Queste immagini infernali sono stale riprodotte in una abbondantissima quantità di schizzi e disegni tracciatidalle vittime del bombardaDOPO l' ATOMICA/ ORSI 31 mento di Hiroshima e Nagasaki. oppure ricreale dal pennello di anisti professionisti.Fra questi. KenjiNakazawa(n. 1939). autore di un famoso fumetto, Htulashi 110Ge11(Gen dai piedi scalzi) .pionierenell'uso diquesto popolarissimogeneredi leuemturaper far rivivereilbombardamentodi Hiroshima.personalmentevissuto. O ancora. da artisti come lri Maruk.i(n. 1901) e la moglie ToshikoAkamatsu(n. 1912,conosciutaanchccomeToshiMaruki), che hanno insiemedatovitaa unastraordinariaseriedidipinti.oggi esposti al museo che pona il loro nome, inaugurato nel 1967 a Matsuyama, nella prefettura di Saitama, non lontanada Tokyo. I lorodipinticompostia paniredai 1950, a metàstrada fraapproccio razionalee impegnopolilicodauna parte(al puntocheunostudioso ha volutoparlaredi "una variantedel realismosocialista'92). deformazione visionaria e gronesca della reallà dall'al1ra. sono stati giudicati "per molti versi senzaprecedenti nellastoriadell'arte" e riesconoa far riviverecon eccezionale intensità il momen10incui l'inferno e l'cpOCamodernasi sono fusi3. All'inferno del bombardamentoatomico la letteraturagiapponesesi è accostatanegliultimicinquantaanniconuncorpodiopere che vanno dal romanw alla poesia al dramma alla saggistica. genericamenteraccoltesotto il 1ern1inege11bakubtmgaku (letteratura della bomba atomica). Gli scritti che rientrano in questa categoria sono numerosissimi,ma non manca il sospetto che una simile letteraturasiaconsiderata indefinitivauna presenzascomoda, volentieri lasciataall'attenzione e alla cura di pochi specialisti interessati all'argomento. La stessa esis1enzadi un tcm1incben definito per circoscrivere il fenomeno, non ci fornisce tanto la misura di come tali opere abbiano un peso nella vila culturaledel paesequantopiuuos10una confermadella tendenzapiùgeneralea classificare e etichettare 1u1tii possibili prodotti letterari, e a isolarne la presenza in un'area specialisticadai limitiben definiti. Vociautorevolihanno sottolineatoildisinteresse(o ladisinformazione) dimoslrati da una ampia fascia dei lettori giapponesi verso un genere che pure tocca una delle più drammatiche realtà della s1oria contemporanea. Come fattori detenninanti di tale disinteressevengonopropostinonsolo fattistorici,quali lacensura imposta dalle for.te di occupazione negli anni immediatamente successivi alla guerrao la dipendenw del Giapponedalla politica degli Stati Uniti, suggellata dal trattato di sicurezza giapponese america.no fim1a10nel 1951 e rinnovato nel 1960, ma anche elementi più strettamcn1eculturali. come il tenace conformismoe lapassivitàpoliticachecaratterizzanobuonapanedcli' establishment cuhurale del Giappone. Un alteggiamento, questo, che pur di relegare in un angolo oscuro le opere centrale sui tragici avvenimentidcli'agosto 1945, ha portatoaconsiderarle inmododel tutto paradossale come esempi di letteratura locale. Lo sottolinea la poetessaSadakoKurihara.a sua volta vittimadel bombardamento atomico,che ha improntatotutta la sua opera all'imperativo "non dimcnticare.. 4 • D'altra parte la percezione della ripresa economica come strumentodi emancipazioneda un passato divenuto ingombrante e il diffondersidi una letteraturasensibileall'imperante consumismodegli uhimi anni non invoglianoil pubblicoa confrontarsicon i problemiche leoperesullabombaatomicaportanocon sé. Enella logica di una industriaeditoriale attenta a sfrunare il successo di autori come BananaYoshimotoo HarukiMurakami. la bomba di Hiroshimapuò venire semmai riscopertapropriocomeoggetto di consumo, nel momentoincui lecelebrazioniper il cinquantenario dell'inizio dell'era atomica facevano supporre una crescita di interesse per l'argomento. Pertanto,come aspetti di una stessa linea di tendenza possono apparire da un lato la pubblicazione, nei mesi scorsi, di un libro

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